Bibliografia di Carlo Cassola
A propria musa, Cassola aveva eletto la semplicità. Ne era attratto come dal contrario di sé: vi vedeva la principale fonte di ispirazione e si sentiva chiamato a decifrare con la scrittura il mistero della diversità che essa rappresentava per lui. Se non si tiene conto del rapporto contrastivo esistente tra Cassola e la sua scelta artistica, si rischia di non comprendere le ragioni profonde di quel richiamo. È così capitato che - in assenza della "gmstezza dell'ascolto"1 indicata da Mario Luzi come requisito indispensabile all'ese-geta di Cassola - la sua consapevole opzione dell'elementarità sia stata riduttivamente considerata, anziché difficile traguardo, l'esito banalmente empatico di una vena istintiva, e che sia stata sminuita a operazione superficiale la sua impresa invece ardua: il tentativo solitario, ostinato e coerente, di raccontare la semplicità come l'altro da sé. Collocano Cassola su un piano ad essa antitetico sia lo stato sociale sia il temperamento.
Rampollo di una insigne casata di magistrati e giornalisti, si discosta dalla propria traiettoria - calamitato da figure a lui non omologhe, a partire da quelle vicine, e socialmente agli antipodi, che popoleranno il suo universo letterario con le loro "umili esistenze" dimenticate. Appunto il sintagma "umili esistenze", o "umili destini", dal titolo di un progetto di Cassola "tenuto vanamente in serbo per un romanzo [...] mai scritto" (a Marabini, 24 febbraio 1976), può essere designato a formula riepilogativa, di eco e pregnanza manzoniana, delle molte vite non eroiche della sua narrativa
Un robusto Cassola, rinsanguato, amaro, battagliero come negli anni successivi alla guerra, quando c'era ancora nell'aria la tensione della Resistenza. (Claudio Marabini)
Negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, in un piccolo paese della provincia di Grosseto, Tito, un uomo al tramonto della vita, guarda con rimpianto la fine di un'epoca: la sua fede anarchica che da sempre lo ha accompagnato è vinta dal dilagare della volgarità di un mondo nel quale non riesce più a riconoscersi. Ma in cui è molto ben inserita Grazia, sua figlia, in attesa del matrimonio con il figlio di un ricco imprenditore. Il matrimonio, desiderato da Grazia con la testa e non con il cuore, rischia di non avvenire proprio a causa delle idee politiche di Tito. Ma la ragazza alla fine ce la farà a entrare nel piccolo mondo borghese e a lasciarsi alle spalle un passato di "idee sbagliate". Come ha scritto Luigi Baldacci, Cassola è bravissimo a riportarci alla mentalità di un'Italia pre-bellica, in cui "emerge con piena evidenza il quadro della piccola borghesia degli anni Trenta".
Esistere è per Cassola un lento disperdersi dell' energia vitale, un impoverirsi dei moti del cuore. Vivere non è "un'avventura meravigliosa", ma "una vicenda senza importanza". (Enzo Siciliano, Il Mondo)
Amori, speranze, timori dei primi anni giovanili, e poi la realtà crudele della vita: Giorgio e Anna, due fratelli adolescenti, si trasferiscono con la famiglia da Padova a Roma durante l'ultimo periodo del fascismo, vivendo i problemi del difficile inserimento nella grande città. Con il passare degli anni Giorgio riesce a integrarsi, si sposa e si accontenta di una vita normale e modesta, adeguandosi alle aspirazioni piccolo borghesi dell'epoca. Anna, invece, dopo un matrimonio fallimentare, in cui comprende quanto poco le si addica la routine della famiglia, diventerà l'amante di Ferruccio, amico d'infanzia suo e di Giorgio, un intellettuale colto e disilluso (probabilmente adombra lo stesso Cassola) che però non sa colmare la sua sete di cose nuove. Anche in questo romanzo Cassola "riesce a ottenere il massimo di intensità con poche allusioni, con frasi appena accennate" (Carlo Bo).

"Dalle ragazze e donnette di paese, poetiche varianti della Lucia manzoniana, ai militanti della base, veduti quali sono, senza concessione né all'amarezza, né alla pietà, né alla simpatia politica: il panorama è abbastanza vasto per fare di quella di Cassola una voce singolarmente attuale." (Giorgio Bassani)
Il racconto che dà il nome al volume narra, come gli altri due, Rosa Gagliardi e Le amiche, piccole storie di borghesia contadina che, in un panorama toscano familiare all'autore, offrono con naturalezza la loro intima verità, la loro umanità poetica, che non esplode nelle grandi emozioni ma matura nella semplicità del vivere quotidiano.

"Con questo e altri racconti precedenti, l'apporto che ha dato il Cassola al cosiddetto neo-realismo è dunque dei più probanti e decisivi: per la spontanea adesione alla realta, e l'uso di uno stile nitido, esatto, aderente e d'una duttile sobrietà compositiva." (G. Titta Rosa, Corriere della Sera)
In una cittadina nell'entroterra del Meridione, Mario Ghersi sta svolgendo il servizio militare. Tra libere uscite con i compagni e amicizie femminili, i mesi trascorrono tranquilli. Ma nella vita del giovane soldato irrompe Rita, una ragazza del posto, misteriosa e mutevole, facile e inafferrabile al tempo stesso. Mario la inseguirà vanamente fino al congedo e al treno del ritorno a casa.

Da questo libro è stato liberamente tratto il film "L'amore ritrovato" di Carlo Mazzacurati con Stefano Accorsi e Maya Sansa.

Mario, che il lavoro costringe a quotidiani e monotoni viaggi attraverso la Toscana, scorge una mattina tra la folla Giovanna, con cui, non ancora marito e padre, ebbe una facile avventura. Per il semplice desiderio di farla rivivere, Mario si procura un incontro casuale conlei, sicuro com'è di ottenere quel che vuole. E in effetti è cosí. Ma la ragazza non è piú leggera come un tempo, e si lega a Mario. Ora è lui a sentire, a tratti, qualcosa che supera il passatempo. E la relazione che si avvia trascorre burrascosa, felice e malinconica.L'iniziale riaccendersi di un'avventura giovanile si trasforma, a poco a poco, in una passione vera. Cassola trova in questo libro una perfetta armonia compositiva, che attraverso una scrittura rarefatta scolpisce il gioco dei sentimenti in una realtà senza tempo. È per questo che Mario e Giovanna ci sembrano cosí vicini, cosí attuali, cosí simili a noi.
"Pagine di stupenda purezza, quelle dedicate all'amore di Mara e Bube nel capanno. Cassola era un perfezionista della semplificazione: la materia del racconto naturalistico, la 'tranche de vie', era assunta in uno spazio indiviso, assoluto, come assoluti sono la sua purezza lirica e il mistero metafìsico dell'esistenziale' (Geno Pampaloni, il Giornale)
Mara e Bube, i protagonisti di questo famoso romanzo sono veramente esistiti. Bube è stato un valoroso partigiano e ha trovato nella lotta la sua verità. Mara è la donna di cui si è innamorato finita la guerra. Ma, finita la guerra, non sono finiti gli odi che hanno avvelenato gli ultimi anni di fascismo. E Bube, che da partigiano si era conquistato il titolo di "vendicatore", sarà condannato. Ad aspettarlo rimarrà solo Mara, figura di donna affascinante e indimenticabile.
Questo romanzo è uno dei massimi best seller della narrativa italiana;
da esso fu tratto un film di grande successo interpretato da Claudia Cardinale.
"Ho passato l'adolescenza lontano dai libri. Ogni sera mi arrampicavo sulle scalette del letto a castello e mi sistemavo tra le lenzuola. Poi spegnevo il lumino, mentre quello di mia sorella, affondata nei libri al piano di sotto, restava acceso fino a tardi. Poi è arrivato La ragazza di Bube. Ed è stata la prima volta, la sera, che la luce del piano di sotto si è spenta prima di quella di sopra." (ANDREA BAJANI)
Dall'anticipazione:
La vicenda si svolge in Toscana dopo la conclusione della Seconda guerra mondiale. Bube, un ex partigiano, corteggia Mara, sorella di un suo amico morto in uno scontro con i fascisti. Il suo inserimento nella vita civile è difficile. Uccide un maresciallo dei carabinieri con il figlio, dopo una lite con un prete che non voleva farlo entrare in chiesa. Mara, pur amandolo, si sente attratta da Stefano da lei conosciuto quando Bube è costretto a fuggire in Francia. Però si viene a sapere che Bube è stato estradato e sarà processato a Firenze. Mara segue il processo e promette al ragazzo di aspettarlo. Quando viene condannato all'ergastolo inizia per lei una vita di attesa, interrotta da brevi visite al penitenziario
Dalle edizioni precedente:
"La trama di Paura e tristezza è quasi invisibile e quasi immobile: una filigrana sottile sottile di avvenimenti minimi, trasparenti e leggeri come l'aria; vicende, sensazioni e parole appaiono immerse in una luce triste e nitida, come è la luce della mattina in certe stanze di paese spaziose e povere, imbiancate a calce. A libro chiuso, ci accorgiamo che quella sottilissima filigrana ha intessuto intorno a noi il disegno indistruttibile d'un'intera esistenza." (Natalia Ginzburg)
Anna è una ragazza poverissima che, nata, come lei dice, "bastarda", vive con la madre. La sua esistenza si snoda lentamente tra la miseria della prima infanzia in campagna e la giovinezza in città a servizio presso una contessa per finire poi sposata a un contadino, senza amore ma sempre remissiva e sottomessa a un destino che sembra volerla comunque vittima, simbolo di un'infelicità senza rimedio.

"...Monte Mario va letto come un'opera anomala nel quadro storico di Cassola e, a ben guardare, un atto di disperazione più lucida e meno rassegnata, perché l'amore vero sta nel disordine di Elena e non già nella domestica astuzia del povero capitano." (Carlo Bo)
Elena è complicata, contraddittoria, mutevole, imprevedibile. Libera e disponibile a parole, nasconde un groviglio oscuro di paure verso l'amore. Mario, il capitano, è un tranquillo "uomo in grigio" che vorrebbe un legame senza sorprese. La storia della tormentata ricerca da parte di una coppia per giungere a un rapporto solido e sereno.
"... Raccontare per Cassola significa niente altro che aderire con le parole più semplici, dirette e usuali all'esperienza quotidiana, mirando a una sorta di narrazione, per così dire, negativa, che spogli i fatti di ogni loro possibile significato e cerchi invece di farli vivere come puri simboli esistenziali." (Michele Prisco, Oggi)
Gisella, orfana di entrambi i genitori - il padre si è ucciso per debiti -, viene accolta in casa di lontani parenti, che la trattano poco meglio di una serva. Ben presto la ragazza, crescendo, si rende conto che la bellezza è l'unica arma a sua disposizione per riscattarsi. Ma la sfrutterà male, tra un matrimonio d'interesse, una squallida relazione con lo zio e un'immotivata adesione alla Repubblica di Salò.
"Ma questo suo primo romanzo, mentre riconferma tutti i caratteri peculiari del suo stile e l'identità, ormai definita, del suo mondo poetico, affonda molto più intimamente nella natura dell'autore, che ora si esprime in pieno e si rivela limpidamente..." (Mario Luzi)
Tra Volterra e San Ginesio, nella provincia toscana prediletta da Cassola, nasce il giovanile amore tra Fausto, adolescente ombroso e velleitario, e Anna, dolce ma concreta ragazza di paese, prima lieve come un gioco, poi sempre più profondo. E un primo amore tenero e difficile, scandito da abbandoni e ritrovamenti, fino alla separazione definitiva
"A Cassola è necessario insistere nelle 'dimostrazioni', controllare su diverse angolazioni, a luce minima e radente, la verità che ha scoperto e che alimenta la sua vocazione: la vita ha una connotazione ugualmente tragica e vana in tutti i destini, anche nei più dimessi e meno appariscenti." (Domenico Porzio)
In uno dei romanzi più famosi di Cassola, il ritratto di Cori, un personaggio femminile tra i più intensi e contraddittori della letteratura del Novecento italiano. "Sognante e ambiziosa, fantasiosa e calcolatrice" Cori tenta cinicamente di pianificare la sua scalata sociale sfruttando il fascino che possiede. Ma il suo progetto fallirà quando incontrerà un uomo che lascerà un'impronta indelebile nella sua vita.
"Dopo dieci anni di prove, di sconfessioni parziali, di fallimenti felici e infelici, Cassola ha scritto il libro che il giovane scrittore ventenne, adoratore dei Dubliners, aveva sempre sognato, ma presto rinunciato a comporre." (Pietro Citati)
Anna è ritrosa, schiva, caparbia e a diciotto anni non ha ancora amato nessuno. Si innamora di Mario, il fidanzato della sorella e con tutta l'impulsività della sua natura vuole appartenergli, anche se sa - o forse proprio perché sa - che Mario sta per raggiungere il padre in America. Nel piccolo paese in cui vive, dove basta un nulla per perdere la reputazione, Anna difficilmente potrà trovare un marito. Ma non teme il futuro: vivrà senza desideri e senza rimpianti.

"Come sembra legittimo, per certi aspetti, considerare questo racconto come racconto politico, con altrettanta legittimità possiamo considerarlo il ritratto, il dagherrotipo, di una certa società borghese romana, e con altrettanta legittimità, per la musica lieve e assorta che accompagna lo svolgersi della vicenda, possiamo considerarlo un racconto lirico." (Geno Pampaloni)
In pieno Ventennio fascista, Anita Turri vive onorando la memoria del marito, deputato socialista. Nella sua casa del quartiere romano di Prati si riuniscono gli oppositori al regime, ormai sfiduciati e nostalgici. Mentre il fratello di Anita si allontana dagli antichi ideali, al giovane nipote Leonardo sono affidate le speranze per il futuro, alla ricerca di un difficile equilibrio tra sogni e realismo.

Cassola disegna dei piccoli mondi ma dove c'è l'essenziale dell'esistenza, dal massimo al minimo, insistendo su particolari che altri giudicherebbe insignificanti. (Carlo Bo)
Il colonnello Varallo, non più fascista e ormai scontento del suo lavoro, si ritira in pensione con Gabriella, la sua nuova amante. La sua vita sarà però sconvolta dal misterioso omicidio della donna. Un giallo che unisce suspence e introspezione psicologica. Un giallo appassionante che unisce suspence e introspezione.

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