Fidel y la Religión.
Conversaciones con Frei Betto


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Fidel e religione
Conversazioni con Frei Betto su marxismo e teologia della liberazione

In un dialogo intimo di venti ore con il frate domenicano, scrittore e giornalista brasiliano Frei Betto, Fidel Castro offre rivelazioni circa la sua formazione personale e discute onestamente le sue opinioni sulla religione.

Le pagine risultano convertite in un interessante equilibrio tra le ipotesi rivoluzionarie e le premesse giudaico-cristiane, Fidel espone giudizi del tipo: "Ci sono 10.000 volte più coincidenze tra cristianesimo e comunismo che tra cristianesimo e capitalismo" Mentre Betto concorda sul fatto che "le società socialiste che creano migliori condizioni di vita per le persone, stanno, inconsciamente, adempiendo a quello che noi uomini di fede, riteniamo sia il progetto storico di Dio."

L'autore spiega nella prefazione a questa edizione, che finora ha venduto un milione di copie in tutto il mondo, che vi si trovano le motivazioni per la storica visita di Papa Giovanni Paolo II a Cuba nel 1998, e l'accettazione all'interno del partito comunista Cubano dei militanti religiosi.

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L'Avana, 26 mar 2011

 

“Fidel e la Religione”, un libro per capire i problemi attuali

 

Il libro “Fidel e la Religione” con le conversazioni tra lui e Frei Betto, dopo 27 anni dalla pubblicazione, aiuta i credenti e i non credenti a comprendere i problemi del mondo contemporaneo.

 

Dopo 23 ore di registrazioni del frate domenicano brasiliano, Frei Betto, ha ottenuto le riflessioni del leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, che ha annunciato i dettagli sulla globalizzazione, sull’esaurimento delle risorse naturali e sui pericoli che minacciano la specie umana.

 

Il libro rimuove anche i pregiudizi e costruisce ponti tra credenti e non credenti, marxisti e religiosi, ha sottolineato nell’articolo pubblicato sul sito del Ministero degli Affari Esteri di Cuba, il giornalista Frank Aguero con il titolo di “Fidel e la Religione, una conversazione trascendentale”.

 

In queste conversazioni, Fidel Castro ribadiva il suo rispetto e la conoscenza delle attività del Sommo Pontefice della Chiesa cattolica, in cui ministero era praticato da Giovanni Paolo II, ed il suo interesse in America Latina ed in altri paesi, ha detto Aguero.

 

Anticipandosi all'impatto che avrebbe avuto una visita a Cuba nel 1998, del capo dello Stato della Città del Vaticano, Fidel Castro ha dichiarato: “Sono assolutamente convinto che una visita del Papa sarebbe utile e positiva per la Chiesa, per Cuba e così penso che sarebbe utile per il Terzo Mondo, sarebbe utile in molte zone per tutti i paesi”.

 

Fidel Castro ha spiegato le sue posizioni sulla garanzia dei diritti a tutti i cittadini, in linea con il rispetto costituzionale per la libertà religiosa a Cuba.

 

Per principio, non sono d'accordo con qualunque tipo di discriminazione, perché la libertà religiosa è il diritto inalienabile del cittadino, tra gli altri principi fondamentali che difende l'opera rivoluzionaria da sempre, ha affermato.

 

Fidel ha sottolineato che l'unione tra marxisti e credenti religiosi non è vincolata ad una questione di tattica politica, ma alle strategie comuni.

 

“Dovrebbero esserci rapporti più stretti, migliori, dovrebbero avere rapporti di collaborazione incluso, tra la Rivoluzione e le Chiese”, ha osservato il leader cubano citato da Aguero.

 

In questo senso, Fidel Castro accentuava la coincidenza filosofica della Rivoluzione con i precetti etici religiosi che predicano l'amore al prossimo e condannano le bugie, l'avidità, il furto, la malversazione, la corruzione.

 

“Capisco che l'amore per il prossimo è la solidarietà”, ha dichiarato Fidel Castro, riassumendo una domanda sullo sviluppo spirituale dell'uomo nella nuova società.

 

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