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11/9/16

Charroux: islamici colpiranno le Torri con aerei. Era il 1969

“Arriverà un giorno in cui degli islamici, tramite aerei dirottati, abbatteranno i due monumenti speculari più importanti per la cultura americana”. E’ scritto, nero su bianco, in un libro di cui nessuno parla mai, men che meno in relazione all’11 Settembre. Lo scrisse il francese Robert Joseph Grugeau, in arte Robert Charroux. Titolo del volume, nell’edizione italiana: “Il libro dei segreti traditi”. Attenzione: fu pubblicato nel 1969, mentre le Twin Towers erano ancora in costruzione. Una sconcertante, precisissima profezia? No, peggio: «Probabilmente quella era un’istruzione. Come dire: guardate, quando dovrete fare quella cosa, contro l’America, la dovrete fare così». Lo afferma Gianfranco Carpeoro, esoterista e studioso di simbologia, ospite di “Border Nights” insieme al regista Massimo Mazzucco, all’indomani della strage parigina del Bataclan, 13 novembre 2015. Stessa matrice: super-massoneria deviata. «Essendo l’11 Settembre nato in ambito massonico o paramassonico, l’attentato alle Torri lo hanno fatto esattamente così, perché così funziona. Il Batalclan richiama la fuga dei Templari braccati da Filippo il Bello, che lasciarono Parigi riparando in Scozia dove fondarono la massoneria moderna. E l’11 Settembre richiama la “predizione” di Robert Charroux». Non sono coincidenze, ma “firme”: «Consentono, a chi deve decodificare l’attentato, di capire perfettamente da dove è partito».

Pioniere della teoria dei paleo-astronauti, gli esseri “venuti dalle stelle” a colonizzare (a modo loro) la Terra, Charroux ha lavorato per decenni come impiegato delle Poste. Tra il 1942 e il 1946  ha scritto otto opere di narrativa inizialmente pubblicate con un altro pseudonimo: Saint-Saviol. «Non so come abbia fatto a non fare praticamente niente per quarant’anni, limitandosi al lavoro di postino, per poi – di colpo – mettersi a scrivere libri meravigliosi», afferma Carpeoro, che sospetta che Charroux non sia il vero autore di tutte le opere che portano il suo nome. «Era entrato, pare, in contatto col fondatore del Priorato di Sion», la struttura-fantasma che poi animerà il bestseller di Dan Brown, “Il Codice Da Vinci”. Aggiunge Carpeoro: «Gli era stato messo alle costole Jean Cocteau, che all’epoca era il capo dei Rosacroce», la “fratellanza” mistico-iniziatica il cui ultimo leader fu Salvador Dalì. «Probabilmente, parte dei libri di Charroux li ha scritti Cocteau». Decisamente enigmatico l’inserimento della “profezia” sulle Torri Gemelle, destinate a essere abbattute da aerei pilolati da musulmani. Radere al suolo Manhattan, istruzioni per l’uso? Ancora più strano il silenzio universale su quel libro.

Quanto al terrorismo “fai da te”, quello del classico maxi-attentato che Mazzucco definisce “inside job” coperto dalla solita “false flag”, la falsa bandiera (lo squilibrato di turno nel caso dei Kennedy, e oggi il fanatico commando jihadista), Carpeoro propone una visione assolutamente speculare tra l’11 Settembre e il Bataclan. «Sono entrambi l’applicazione perfetta di uno schema della Cia, regolarmente eseguito e ben noto a tutti anche in ambito Nato». Un modulo invariabile, sempre basato su tre obiettivi. Il primo è il bersaglio grosso, strategico. Il secondo è il Piano-B, da giocare come carta di riserva. Il terzo è solo un diversivo tattico per depistare le forze di sicurezza, che al 99% sono all’oscuro del complotto e vanno disperse lontano dai bersagli principali. In Pennsylvania, a Shanksville, cadde il volo 93 della United Airlines, l’unico a non aver centrato nessun obiettivo: probabilmente si teneva pronto a colpire obiettivi minori, per disorientare la sicurezza. Saputo che le Torri erano già state centrate, insieme al Pentagono, a quel punto non serviva più ed è stato abbattuto. Stesso ruolo, a Parigi, per le folli sparatorie in centro, tra i passanti e gli avventori di bar e ristoranti, cioè lontano dagli obiettivi 1 e 2, lo stadio di calcio e il Bataclan.

Per Carpeoro, a Parigi il 13 novembre il bersaglio principale era proprio l’Estade de France, dove però qualche solerte poliziotto è riuscito a fermare i kamikaze prima che riuscissero a entrare nel centro sportivo, dove in tribuna sedeva Hollande. Al che, si è passati al Piano-B, il Bataclan, l’obiettivo di riserva. E negli Usa? «Forse l’obiettivo principale non erano neppure le Torri, ma il Pentagono. Simili operazioni, interamente massoniche nel loro deliberato contenuto simbolico», per Carpeoro vengono progettate da settori deviati dell’intelligence con almeno 6 mesi di anticipo, se non un anno. La manovalanza? Mai pienamente consapevole del piano, e non per forza votata al suicidio: «Magari a qualcuno viene detto che non deve affatto farsi esplodere, ma solo trasportare dell’esplosivo nello zaino e piazzarlo nella tribuna di uno stadio. Poi sono altri, a sua insaputa, che azionano il telecomando a distanza». Senza contare le tecniche di manipolazione mentale come l’Mk-Ultra della Cia: «Dopo l’attentato a Bob Kennedy – ricorda Mazzucco – ricostruirono ogni minuto degli ultimi mesi del presunto killer, Shiran B. Shiran. Ma restava un buco nero assoluto: buio totale sulle ultime tre settimane prima dell’attentato». Mazzucco è l’attivista che più si è impegnato a indagare sull’11 Settembre. Ma neppure lui conosceva le tenebrose “istruzioni” del libro di Robert Charroux. Di cui, infatti, si continua a non parlare.