(dalla premessa di Franco Ferrarotti, primo cattedratico italiano di sociologia. Professore emerito dell'Università La Sapienza di Roma, direttore della rivista "La Critica Sociologica")

L'educazione alla pace ed alla nonviolenza non si esaurisce in un generico appello. Si appoggia al contrario su esempi, prove e documenti storici inoppugnabili ... Nella tradizione del pensiero sociale italiano l'opera di Alberto L'Abate non costituisce uno sforzo solitario. Essa può legittimamente richiamarsi agli scritti e agli insegnamenti del non dimenticato Aldo Capitini e dei suoi "Centri di Orientamento Sociale" più recentemente , si ricollega ai contributi didattici e di ricerca di Aldo Visalberghi, soprattutto quando questi si augura "che la scuola non trasmetta più messaggi tipo quelli di Papini che inneggia alla guerra in nome del progresso sanguinoso... la scuola deve formare e contribuire a formare cittadini con mentalità planetaria, che rifiutano un benessere fondato sulla sofferenza e la morte dei loro simili di altre parti del globo" Riflettendo sui fallimenti toccati da ultimo agli operatori della pace in Kossovo l'autore, a proposito della pace nel terzo millennio, confidaa che siano apprestati in tempi rapidi "strumenti concreti" per inverarla sul piano storico in una situazione in cui essa è ormai la sola garanzia contro l'autosterminio dell'umanità.