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Siria:
diritto d’intervento, missili ‘umanitari’
e armi chimiche

di Natalino Ronzitti

professore emerito di Diritto internazionale e consigliere scientifico dello IAI

L’ipocrisia delle armi chimiche

di Robert Fisk

In Siria
si gioca
la pace mondiale

di Fulvio Scaglione


Nunzio a Damasco:
Deplorevoli e ripetute divisioni sulla Siria
specchio del fallimento Onu

 

Il card. Zenari critico nei confronti delle Nazioni Unite cui spetta il compito di trovare la via della pace. Il conflitto è il segno del “fallimento completo” fra “risoluzioni vetate e altre votate, ma mai adottate”. Mosca e Washington hanno fatto fallire “una dozzina di risoluzioni chiave” per il futuro del Paese. 


Siamo già in guerra.
Nel Mediterraneo…

di Dante Barontini

 

Siamo già in guerra, qui, alle porte di casa. E paradossalmente non sorprende che soltanto la “classe politica italiana” di tutto si occupi, meno che di questo. E’ il segno della sua irrilevanza nel contesto europeo e Nato, dove ogni decisione può esser presa senza che il governo o il parlamento di questo paese possa neanche interloquire. O accorgersene.

A un passo dalla grande guerra

di Piotr


 


Russian envoy:Netanyahu to ministers:Putin and Netanyahu talk by phone

Invece dei selfie servono memoria
e buonsenso

di Francesco Cancellato

 

In varie occasioni l’Occidente si è trovato in guerra con motivazioni poi rivelatesi inconsistenti. Dall’Iraq nel 2003 alla Libia del 2011. Una scia di morti, e di errori strategici e geopolitici dalle conseguenze disastrose. Con Assad (e Putin) sarebbe ora di cambiare strategia

 

Un nome e un futuro

Ci sono migliaia di famiglie, donne, anziani intrappolate dalle bombe delle parti in lotta. Sono queste persone la parte più debole della popolazione. Ma soprattutto ci sono migliaia di bambini malnutriti, abbandonati, orfani, che vagano soli, che hanno bisogno di ogni forma di assistenza materiale e morale. Piccoli che diventano preda delle fazioni armate in lotta: In alcune zone, soprattutto quelle sotto controllo dello Stato Islamico (Daesh) e di Al Nusra – spiega mons. Abou Khazen – i più piccoli vengono arruolati, addestrati alla guerra e mandati a combattere. 
Daniele Rocchi - 12 febbraio 2018 - agensir.it/
Non hanno un nome ne un grande futuro davanti, e spesso nessuno vuole averci a che fare perché considerati seme cattivo. In una Siria dilaniata da più di sette anni di guerra sono migliaia i bambini dai quattro anni in su abbandonati tra le macerie, persino dalle loro famiglie. La maggior parte di loro, è il frutto di stupri e abusi e per questa ragione non vengono dichiarati all’anagrafe, ne ricevono alcun tipo di assistenza dallo stato. Inoltre questi bambini sono guardati con ostitlità perché considerati figli del peccato, di conseguenza vivono in condizioni terribili, sono emarginati da tutti e bisognosi di tutto: di cibo, di acqua, di un tetto, ma anche di un recupero psicologico e sociale. Ad Aleppo noi dell’Associazione Pro Terra Sancta, vogliamo iniziare a prenderci cura di loro, perché anche questi innocenti possano avere un nome e un futuro. 
28 marzo 2018 - I volontari di proterrasancta.org