Nena News
26 agosto 2010

Anche l’UE Critica la Condanna ad Abu Rahma

Sdegno degli attivisti contro il muro israeliano per la sentenza della corte militare che, in via definitiva, potrebbe vedere il leader della resistenza popolare di Bilin finire in carcere per diversi anni.

Roma, 26 agosto 2010, Nena News – L’Unione europea «considera Abdallah Abu Rahme un difensore dei diritti umani, impegnato in una protesta non violenta contro il tracciato della barriera di separazione nel suo villaggio di Bilin, in Cisgiordania». Lo ha scritto l’Alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Catherine Ashton, in un comunicato ufficiale di protesta per il verdetto di condanna pronunciato martedì dalla corte militare israeliana di Ofer contro l’attivista palestinese e leader della lotta popolare contro il muro israeliano, arrestato lo scorso 10 dicembre. L’Ue, ha aggiunto Ashton, «considera illegale il tracciato del muro costruito sulle terre palestinesi» e nota «che la possibile detenzione di Abu Rahme abbia lo scopo di impedire a lui e ad altri palestinesi di esercitare il proprio legittimo diritto di protesta non violenta contro l’esistenza di muri di divisione».

La condanna è una evidente «punizione esemplare» nei confronti di un leader di una battaglia non violenta che tanti sostegni riceve all’estero e tra i pacifisti israeliani, e, allo stesso tempo, un avvertimento nei confronti di tutti i palestinesi che si battono contro il muro tra Ramallah e Betlemme. Abu Rahme è stato trovato «colpevole» di «incitamento» e «organizzazione e partecipazione a manifestazioni illegali». Durante il processo, durato ben otto mesi, erano decadute nei suoi confronti le accuse di «lancio di sassi» e «sequestro di militari (israeliani)». Ma la mano della magistratura militare si è rivelata ugualmente pesante. L’esponente palestinese è stato condannato anche per «raccolta illegale» di bossoli di proiettili e contenitori di gas lacrimogeni sparati dai soldati israeliani durante le manifestazioni, allo scopo di metterli in mostra nel museo della resistenza popolare di Bilin.

A settembre, quando si conoscerà la sentenza definitiva, l’attivista palestinese potrebbe essere condannato fino a dieci anni di carcere, solo per aver organizzato manifestazioni popolari non violente. Abu Rahme, un anno prima del suo arresto aveva ricevuto a Berlino una onorificenza per aver operato in difesa dei diritti umani dall’International League for Human Rights. Nei mesi scorsi l’esercito israeliano aveva lanciato una pesante campagna repressiva nei confronti dei leader della protesta non violenta contro il muro. Dietro le sbarre erano finiti, oltre ad Abu Rahme, diversi attivisti palestinesi, tra i quali il giornalista Jamal Jumaa, fondatore di «Stop the Wall». (red) Nena New

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