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Sab, 26/03/2011 - 20:51

I referendum e una nuova Italia
di Angelo Bonelli

I referendum del 12 e 13 giugno
rappresentano un bivio fondamentale
per il nostro Paese, un appuntamento
ben più importante
delle elezioni amministrative. Con
i referendum si fonda una nuova
Italia e si sceglie il futuro che vogliamo
consegnare alle generazioni
future. Si decide se puntare
sull’energia del pericolo radioattivo
o quella pulita e sicura delle
rinnovabili. Si decide se l’acqua
è di tutti o delle lobby. Possiamo,
attraverso l’esercizio di uno strumento
di democrazia diretta, fermare
la privatizzazione di questo
bene comune limitato ed essenziale
alla vita che, invece, rischia
di diventare ostaggio del profitto.
Possiamo fermare in modo definitivo
la follia nuclearista di un governo
che in nome degli affari che
ruotano intorno all’atomo (ben oltre
30 miliardi di euro) non esitano
a condannarci al rischio radioattivo,
dramma che oggi, dopo Chernobyl,
deve purtroppo affrontare
il popolo giapponese. Possiamo rispedire
al mittente il legittimo impedimento
riaffermando il principio
democratico che “tutti i cittadini
sono uguali dinanzi alla legge”.
Questo lo sa bene il governo
che sta facendo di tutto per sabotare
i referendum. Prima ha spostato
le consultazioni referendarie
all’ultima data utile a giugno, rigettando
la proposta di accorparle
con i ballottaggi delle amministrative,
operazione che avrebbe
consentito di risparmiare ben 350
milioni di euro, da investire in ricerca
e nella scuola. Dopo il disastro
di Fukushima, temendo di essere
sommerso da valanga di sì al
quesito contro il nucleare il governo
ha tentato l’ennesimo inganno
con una moratoria di un anno alla
costruzione delle centrali: una
truffa che serve solo ad affossare
il referendum. Dopo giugno riprenderanno
il loro percorso, come
dimostra il fatto che nello stesso
giorno della moratoria il Consiglio
dei ministri ha approvato il
decreto legislativo sulla localizzazione
delle centrali. Gli italiani
possono smascherare questi trucchi
e scardinare i progetti di un governo
mummificato e di un Parlamento
che legifera in nome di una
sola persona. E sono sicuro che lo
faranno attraverso un voto democratico
che fermerà chi vuole fare
affari sull’acqua e chi vuole condannarci
ad un futuro radioattivo.

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