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Giovedì, 15 Settembre 2011

Acqua, accolto il nostro ordine del giorno
di Giuseppe Giulietti

Avevamo preso l'impegno a portare in aula le preoccupazioni e le proteste di centinaia di cittadine e di cittadini che avevano manifestato la preoccupazione che, all'interno della manovra economica, il governo intendesse aggirare e truffare il voto recentissimo voto  contro la privatizzazione dell'acqua. La lettura del testo si prestava e si presta, infatti, a questa interpretazione, per queste ragioni abbiamo presentato il seguente ordine del giorno:
"La Camera, premesso che oltre 27 milioni di cittadine e di cittadini, nella circostanza  dell'ultima occasione referendaria, hanno votato no ad ogni privatizzazione dell'acqua pubblica, impegna il governo a rispettare l'esito del risutato referendario, che prevede la ripubblicizzazione  delle aziende già privatizzate, escludendo  in modo categorico che le aziende pubbliche del settore possano rientrare nelle previsioni di legge previste negli articolo 4 e 5 della presente manovra."
Dopo un lungo tira e molla l'ordine del giorno è stato accolto,eliminando solo il riferimento allo "spirito e alla lettera" del referendum  per la evidente preoccupazione di una estensione  del concetto di bene comune anche ad altri settori e svelando comunque il rischio che possano essere escogitati ulteriori " trucchi" per reintrodurre dalla finestra quello che è stato messo fuori dalla  porta dal voto popolare.
Come è noto l'ordine del giorno non ha il valore di un emendamento, e non rientra nel testo di legge, tuttavia, essendo stato accolto, rappresenta un limite, una diga non facilmente aggirabile da nessuno, neppure da un governo abituato alle norme truffaldine, e alle norme "ad personam e ad aziendam."
Naturalmente consegneremo anche questo ordine del giorno ai comitati referendari, affinchè possano utilizzare anche questo testo, se e quando comincerà, e sicuramente comincerà, il tentativo di vanificare  il risultato referendario.
Non sarà facile farlo comunque  neppure per  loro,  perchè 27 milioni di persone terranno i riflettori accesi sulle loro azioni o meglio sulle eventuali malazioni..

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