03 giugno 2011

Ad Hama una carneficina, ospedale sotto assedio

67 persone sono rimaste uccise dal fuoco delle forze di sicurezza siriane che hanno sparato sulla folla di manifestanti riunitasi oggi ad Hama, cittadina a nord di Damasco.

Anche questa manifestazione si è svolta di venerdì, ma a differenza delle settimane scorse oggi era il "giorno dei bambini della libertà", in memoria delle piccole vittime della repressione nella città di Rastan, tra cui una bimba di quattro anni e uno di dieci. Secondo militanti, si tratta della più importante mobilitazione dall'inizio del movimento a metà marzo. Secondo l'Osservatorio per i diritti umani sono scese in piazza circa 50mila persone per protestare contro il regime di Bashar al-Assad in un nuovo venerdì di rabbia.

Una "vera e propria carneficina": così, un cittadino di 65 anni, citato dall'agenzia Ansa come testimone oculare descrive quanto avvenuto oggi a Hama, sulla strada tra Damasco e Aleppo. "Non so con precisione quanti morti ma sicuramente oltre 50 e centinaia di feriti - ha detto un anziano cittadino che ha preferito rimanere anonimo per timore della repressione del regime - Ero a manifestare assieme a tantissima altra gente. In tutta Hama saremo stati oltre 10.000. Poi ci hanno sparato addosso con molta intensità, con l'intenzione di uccidere. Erano mitragliatori pesanti e kalashnikov, almeno dal boato degli spari. Siamo scappati e ci siamo rifugiati nei vicoli e nelle case ma non abbiamo visto da dove sparavano". Il testimone ha aggiunto che "l'ospedale Hawrani è pieno di feriti e di morti ed è circondato dai giovani che tentano di impedire l'assalto da parte delle forze di sicurezza".

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