tratta da testate nazionali e internazionali

Miscellanea 12 – 13 agosto 2011

Il Segretaio di Stato Hillary Clinton chiede a gran voce che i paesi che comprano petrolio e gas dalla Syria e gli vendono armi, passino dalla parte giusta della storia, ma i BRIC fanno orecchie da mercante.

Attivisti syriani informano che Abdel Karim Rihawi, capo della lega syriana per la difesa dei diritti umani fin dal 2004, una delle principali fonti di informazioni attendibili  per i media internazionali, è stato arrestato giovedi.

Intanto sono almeno venti i morti di quest’ultimo venerdi di protesta in Syria, le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco sulla folla e circondato le moschee per evitare altre proteste. Cadaveri per le strade di Aleppo, fin’ora estranea alla rivolta. Decine di migliaia in strada per chiedere la caduta di Assad, cantano “ ci inginocchiamo solo davanti a Dio” "le riforme di Bashar 3000 morti, donne e bambini inclusi, 20.000 arrestati, migliaia gli sfollati e i dispersi." ''O Bashar codardo prendi il tuo esercito e vai a liberare il Golan''.

Secondo gli attivisti siriani l'esercito non ha ancora abbandonato la città di Hama ed è intervenuto anche nella città di Idlib, al confine con la Turchia, dove i soldati sparano sui manifestanti.

Intanto, sul piano politico, il fronte degli attivisti si divide tra quanti vorrebbero continuare la rivoluzione con mezzi pacifici e quanti sono pronti a imbracciare le armi.

Il dibattito passa attraverso il quotidiano panarabo Ashraq al Awsat. "Molto presto la protesta - in corso da cinque mesi - passerà ad una nuova fase di ribellione, in cui potremmo esser costretti a usare la violenza", ha dichiarato in un'intervista Muhammad Rahhal, presidente del consiglio per il coordinamento dell'opposizione siriana.

Di parere opposto l'attivista Khalaf Ali Khalaf, secondo il quale imbracciare le armi porterebbe "alla guerra civile"."L'uso della forza ci porterà a giocare nello stesso terreno del regime, che è proprio quello che il regime vuole", aggiunge e sottolinea che comunque le forze messe in campo dagli attivisti non potrebbero mai contrastare i caccia e i blindati utilizzati da Assad.

Khalaf risponde anche alle accuse di Assad ai Paesi vicini, accusati di armare "bande di terroristi": "I Paesi confinanti non avrebbero interesse ad armare l'intifada e a spingere la Siria nel tunnel della violenza, perché ciò avrebbe forti ripercussioni sugli stessi Paesi vicini".

Di recente, solo poche ore dopo il rientro del Ministro degli esteri turco da Damasco, giusto il tempo che il Premier Erdrogan avesse modo di capire che il suo ultimatum ad Assad cadeva nel vuoto, l’esercito turco ha richiamato centinaia di ufficiali della riserva, piazzandoli nelle basi al confine con la Syria. Fonti turche riportano che i militari sono in alto stato di allerta lungo tutto il confine con la Syria in previsione di un massiccio flusso di rifugiati syriani attraverso il confine, oltre che in previsione di un’azione della NATO in Syria.

Il coinvolgimento di Iran, Turchia, Arabia Saudita e altri paesi del golfo ha trasformato la rivolta syriana da problema interno, dovuto alla povertà di massa, oppressione, assenza di politica economica e di futuro, in una potenziale guerra regionale.

In assenza di pressioni militari esterne, e mentre la Syria s’inchina al potere detenuto dall’Iran che riversa sul governo syriano miliardi di dollari e allestisce campi militari, è difficile prevedere se i giorni di Assad siano contati. Le forze di sicurezza syriane hanno costruito una strategia di isolamento delle città, somministrando ad ognuna il suo particolare trattamento, che possa servire di lezione per tutti. Questa è la storia di città come Daara, Dir al Zur, Idlib, Hama, Homs e molte altre che sono state trasformate in città fantasma, dove portare avanti uno straccio di vita normale è divenuto impossibile.

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