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29 ottobre 2011

Siria, Oppositori Ora Vogliono No Fly Zone

Almeno 40 i morti ieri a Hama e Homs. I manifestanti chiedevano l’imposizione di una No Fly Zone sulla Siria da parte della Nato. Il paese scivola sempre più verso la guerra civile.

Roma, 29 ottobre 2011, Nena News – Il fuoco delle forze armate siriane contro i manifestanti anti-regime ieri ha ucciso almeno 40 persone, in prevalenza nelle città di Hama e Homs, le due città dove maggiormente si concentrano le proteste contro il presidente Bashar Assad e il partito Baath al potere. I feriti sono stati più di 100 e gli arrestati oltre 500, secondo le informazioni diffuse dal “Centro di documentazione delle violazioni in Siria”, legato ai “Comitati di coordinamento” braccio politico delle opposizioni. L’agenzia di stato Sana da parte sua ha riferito del ferimento di un numero imprecisato di agenti di polizia e soldati da colpi d’arma da fuoco esplosi da uomini armati a Hama. Artificieri inoltre hanno disinnescato un ordigno a Duma,un sobborgo di Damasco. Carichi di armi provenienti dal Libano, secondo la Sana, sarebbero stati sequestrati nei pressi di Homs.

Questa guerra di cifre e comunicati si svolge parallela a quella combattuta nelle strade del paese e che prende sempre più le forme di un conflitto tra la maggioranza sunnita e il regime composto in prevalenza da esponenti della minoranza alawita (sciita) alla quale appartiene anche la famiglia Assad. La rivolta pacifica dei primi mesi per la democrazia e la trasformazione di un regime che ai siriani nega libertà fondamentali, ormai è un lontano ricordo. Sull’afflusso massiccio di armi per i rivoltosi – quasi sempre dal confinante Libano dove i sunniti sono nemici accaniti del regime di Assad – diversi esperti internazionali non hanno più dubbi e i anche i media internazionali cominciano (finalmente) a riferire di scontri armati tra le due parti.

Uno scenario libico anche per la Siria d’altronde non è più inverosimile. Le manifestazioni ieri sono state indette con lo slogan di «Chiediamo la creazione di una No-Fly Zone per la protezione dei civili», visibile sugli striscioni portati dai manifestanti, ripresi dai video amatoriali, pubblicati su Youtube, e rivolti all’Occidente e alla Nato. Il Consiglio nazionale siriano (Cns), la piattaforma di oppositori all’estero sostenuta da Turchia, Francia e Usa, ha chiesto l’ingresso in Siria di «osservatori» arabi e internazionali e non ha escluso di poter invocare invocare anche l’intervento militare straniero. Dal sud della Turchia dove è ospitato e protetto dal governo di Ankara assieme ad altre decine di ufficiali, il colonnello Riad Assad, «comandante» dei disertori siriani, ieri ha chiesto armi per i suoi uomini che operano in Siria.

Domani una delegazione ministeriale della Lega araba che mercoledì a Damasco ha incontrato Assad ,vedrà in Qatar responsabili siriani per cercare di giungere ad una soluzione alla crisi. I ministri hanno detto di avere avuto discussioni «franche e amichevoli con il presidente Assad». Nena News

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