Miscellanea di lunedi 8 agosto

In Siria il regime di Assad attacca, uccide, compie arresti di massa, non arretra di un centimetro.

In Siria il regime di Assad attacca, uccide, compie arresti di massa, il black out messo in atto mercoledì avrebbe fatto morire otto neonati, sia la Lega Araba sia Papa Ratzinger lanciano un appello affinché cessino le violenze. Ma il regime non arretra di un centimetro. Oggi, domenica, sarebbero stati uccisi almeno 52 civili.

Contro la repressione si leva autorevole dall'Arabia Saudita la voce di re Abdullah, che richiama l'ambasciatore a Damasco e, chiedendo riforme, definisce inaccettabili le violenze portate avanti dal regime di Assad.

Si stringe la morsa dell'esercito siriano sulle città ribelli di Homs e Deir Ezzor; e dunque cade nel vuoto l'ennesimo appello del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, al presidente siriano, Bashar el-Assad, perché cessi di usare la forza militare contro i civili inermi. Assad ribadisce: "Agire contro i fuorilegge che bloccano le strade, isolano le città e terrorizzano la popolazione è un obbligo per lo Stato che deve garantire la sicurezza e proteggere la vita dei cittadini".

Testimoni hanno riferito che hanno visto soldati disertare nell'area di Yura; ma secondo le fonti, l'esercito ha interamente circondato la città e impedisce alla gente di fuggire. E la situazione non è migliore ad Homs, dove i bilndati si sono schierati attorno alla moschea di Jaled Ben Walid e circondato la zona di Jaldia, oltre ad aver tagliato la strada di Cairo, che separa due quartieri. Nella provincia di Homs, due città, Haula e Kafarlaha, continuano ad essere bombardate.

Ad Haula, sono state tagliate tanto le linee telefoniche della rete fissa che di quella mobile, interrotta l'erogazione dell'energia elettrica; e secondo alcune fonti, una colonna di 40 blindati è uscita dall'accademia militare insieme a 20 autobus con membri delle forze di sicurezza.

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