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il 28 ott 2011

Siria, dal fronte turco è guerra

Un signore in giacca e cravatta appare al ministero degli esteri turco, accompagnato da un alto funzionario di Ankara che non farà mistero di aver provveduto lui stesso a donare l’impeccabile blazer blu al suo ospite. L’uomo si presenta ai giornalisti: “sono il colonnello Riad As’aad, comandante dell’Esercito Nazionale Siriano. Siamo noi ad aver compiuto l’azione militare di ieri contro una pattuglia siriana costata la vita a nove soldati di Damasco. E siamo operativi su tutto il territorio nazionale. Liberemo la Siria dagli Assad e restituiremo al nostro popolo sicurezza e stabilità.”

Ciò che colpisce non è quanto dichiarato dal colonnello As’aad, quanto dove lo ha detto. Ankara da tempo ha scelto di sostenere gli insorti: che sostenesse quelli disarmati lo sapevamo, ora sappiamo che sostiene anche quelli armati. Fin qui la posizione ufficiale infatti era che il colonnello As-aad era stato accolto “per motivi umanitari”. Ora il quadro è cambiato, il governo turco ha deciso di non nascondersi più dietro questa piccola menzogna. Poco?

Erdogan sa benissimo che ci sono Assad e Tehran dietro il Pkk e i suoi recenti attentati ed ha deciso di conseguenza. Ha infatti dichiarato che  segue gli sviluppi siriani come ” sviluppi di politica interna”.

Il premier turco non può permettersi di perdere la sfida, soprattutto dopo che il giovane Assad lo ha letteralmente preso per il naso sulle riforme, e poi lo ha colpito con il Pkk. Ma che rispondesse in modo così esplicito, alzando ulteriormente il livello dello scontro, non era scontato.

Il colonnello As’aad ha assicurato di coordinare i suoi operativi dal campo profughi, in territorio turco, dove vive da mesi. E non c’è motivo per dubitare che le cose stiano davvero così.

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