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01 giugno 2011

Unicef, in Syria uccisi 30 bambini


Damasco - Nel giorno in cui dagli Stati Uniti arrivano nuove accuse al presidente siriano e al suo governo, l'Unicef denuncia l'uccisione di trenta bambini. Morti sotto gli spari di polizia e forze di sicurezza siriane. Secondo l'Unicef: "Il ricorso a pallottole reali contro i manifestanti ha portato anche alla morte di trenta bambini" per questo l'agenzia delle Nazioni Unite chiede l'apertura di un'inchiesta perché "i responsabili di simili orribili atti siano identificati e portati davanti alla giustizia".

"Da metà marzo, i casi riportati di bambini feriti, detenuti, sfollati e, in alcuni casi uccisi, sono in aumento. Per noi dell'Unicef non è possibile verificare i casi segnalati e gli eventi, ma siamo particolarmente turbati dalle recenti immagini di bambini che sono stati arbitrariamente arrestati e hanno subito torture e maltrattamenti durante la loro detenzione, arrivando in alcuni casi alla morte - si legge sul sito ufficiale dell'agenzia -. Chiediamo al governo di indagare a fondo queste segnalazioni e garantire che i colpevoli di questi atti orribili siano identificati e assicurati alla giustizia".

Contro Assad e il suo regime gli gli Stati Uniti nel frattempo stanno prendendo sempre più le distanze. La posizione del governo di Damasco è giorno dopo giorno "meno difendibile", ha detto il segretario di Stato americano Hillary Clinton, poiché il governo del presidente siriano Bashar Al-Assad non "non ha fatto alcuno sforzo per avviare delle riforme di alcun tipo".  "Ogni giorno che passa, la posizione del governo diventa meno difendibile e le esigenze di cambiamento del popolo siriano non fanno che rafforzarsi", ha aggiunto il capo della diplomazia americana.

Riunita in Turchia, l'opposizione giudica nello stesso tempo inadeguata l'apertura del regime che ieri ha annunciato un'amnistia . Ieri il presidente siriano ha infatti esteso l'amnistia ai membri dei fratelli musulmani e ai detenuti politici. Un'iniziativa giudicata "tardiva" e "insufficiente" dall'opposizione, riunita a partire da ieri per tre giorni ad Antalya in Turchia. Ancora ieri la repressione messa in campo dalle forze di sicurezza è costata la vita tre civili.

 

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