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15 novembre 2011

Press release ASSOPACE:
Un altro colpo alla libertà del dissenso in Israele: No alla  legge  contro le Ong che difendono i diritti umani   
 

 “Un altro tassello volto a limitare in senso anti-democratico il lavoro delle ONG israeliane ed a ridurre gli spazi di democrazia anche all'interno di Israele”: così l’Associazione italiana per la Pace definisce la proposta di legge che il parlamento israeliano ha votato in prima battuta la scorsa domenica per limitare i finanziamenti esteri a molte organizzazioni della società civile. Se la proposta sarà approvata in via definitiva le ONG israeliane potranno ricevere risorse finanziarie da “entità statali estere” per un tetto massimo di 20.000 shekel ovvero 4000 euro l’anno.
 
“Una misura anti-democratica – dichiara Luisa Morgantini, già Vice Presidente del parlamento Europeo e portavoce dell’Associazione per la Pace – una grande limitazione alle attività delle ONG che sono vitali in Israele perché rappresentative di una parte della società civile attiva e critica delle politiche del governo israeliano nei confronti dei palestinesi come anche delle minoranze presenti nello stesso Israele”. “Inoltre – prosegue Luisa Morgantini – questa legge va contro le politiche dell’Unione Europea che da anni promuovono i progetti delle organizzazioni israeliane che lavorano in difesa dei diritti umani e che nel solo 2010 hanno donato una somma pari a 1,8 milioni di euro. E’ una dimostrazione ulteriore  della pericolosità del governo israeliano presieduto dal premier Netanyahu che non solo continua l'operazione di colonizzazione dei territori occupati palestinesi ma colpisce e limita la libertà dei propri cittadini ed in particolare colpisce proprio quelle organizzazioni che fanno di Israele un paese migliore”.
 
Il disegno di legge – che si accompagna ad un’altra proposta che prevede la tassazione del 45% dei fondi esteri destinati alle ONG- è secondo l’Assopace un chiaro tentativo di limitare il raggio di azione delle ONG e delle associazioni della società civile, delegittimando il loro steso valore. Una strategia che vuole mettere a tacere qualsiasi voce di dissenso e criticità nei confronti del governo israeliano. La forza di qualsiasi società civile , in Israele, come in Italia, come altrove, si misura sulla sua capacità di mantenere aperto il dibattito su questioni controverse e il ruolo stesso della società civile è assicurare che tale dibattito avvenga.
 
Le ONG israeliane sono tutte legalmente registrate e riconosciute dagli organi competenti governativi, hanno pertanto uno statuto che risponde a criteri di trasparenza, anche sui finanziamenti. Limitare quantitativamente tali finanziamenti è antidemocratico e rappresenta anche una potenziale limitazione delle attività di Paesi terzi, quali l’Unione Europea - in Israele.

    L'associazione per la Pace si unisce a tutti quei movimenti che in Israele 
    protestano contro questo attacco alla libertà. Chiede all' Unione Europea  
    di  assumere una posizione  critica e sospendere l' Accordo di  Associa-
    zione con Israele che non solo viola i diritti dei Palestinesi ma anche quelli 
    dei suoi cittadini.
 

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