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19 luglio 2011

Tyli: «Crimine contro l'umanità»
di Giuseppe Rizzo

Esmeralda Tyli sa di cosa parla. Da anni lavora nel Centro di accoglienza per rifugiati di Settimo Torinese. Ogni giorno deve confrontarsi con i loro drammi, le loro incertezze sul presente e la paura per il futuro. E per questo – e per le storie che ogni giorno le vengono raccontate dai migranti, storie drammatiche e feroci – per questo condanna senza mezzi termini il provvedimento del governo che estenderebbe la permanenza nei Cie fino ai 18 mesi. «È un vero e proprio crimine umanitario», dice, «questi centri di permanenza, per me, sono dei lager di era moderna». E se le si chiede quale sia l'alternativa migliore, non ha dubbi: «Ridare alla parola accoglienza il suo vero significato, trasformare cioè questi centri in luoghi di vera integrazione, con corsi e laboratori, e non farne dei carceri».