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sabato 30 luglio 2011

Bavaglio Agcom, prima vittoria della Rete
di David Incamicia

Blogger e attivisti dell'associazione Agora Digitale, di Avaaz e di altre organizzazioni per la libertà dell'informazione in Rete, hanno consegnato ieri mattina al Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Corrado Calabrò, prima della sua seconda Audizione in Senato, un volume contenente gli oltre 20.000 messaggi che da qualche giorno stanno invadendo i profili Facebook e Twitter dell'Agcom per chiedere di non adottare il nuovo regolamento-censura sul diritto d'autore. 

Il volume, intitolato "La Rete, una Sinfonia" e realizzato in collaborazione con l'editore Fakepress, contiene decine di domande poste su Internet da netizen, addetti ai lavori, giornalisti, artisti ed esperti di diritto che non hanno mai ricevuto risposta. 

Si tratta di un esperimento innovativo di dibattito in Rete che si aggiorna automaticamente di minuto in minuto aggregando tutti i nuovi commenti e le nuove domande che compaiono su blog e social network, ed è stato affidato all'entrata delle Commissioni riunite anche ai Senatori Marco Perduca (Radicali) e Vincenzo Vita (Pd), che hanno accettato di rivolgere molte delle domande contenute al Presidente Calabrò durante l'Audizione. La richiesta della società civile, di molti parlamentari e, all'ultimo momento, perfino di alcuni membri del governo è che l'Autority non si arroghi il diritto di autoattribuirsi poteri di censura di contenuti e sospenda il regolamento, per lasciare che della riforma del sistema del diritto d'autore si occupi il Parlamento.

Una richiesta fattasi talmente pressante, che alla fine l'Agcom ha dovuto decidere di mettere in moratoria il testo del regolamento fino al prossimo novembre e di chiedere un parere agli organismi competenti in sede europea. Un segnale positivo che dimostra come una mobilitazione capace di coinvolgere numerosi soggetti abbia eroso e stia erodendo le certezze e la fretta di chiudere la vicenda da parte dell'Autorità stessa. Una prima vittoria, dunque, ma che non deve far abbassare la guardia e deve incentivare ancora di più quanti insistono affinché Calabrò si assuma fino in fondo il coraggio di sospendere l'iter del regolamento in attesa dell'approvazione di una riforma del diritto d'autore.

Il regolamento, se approvato, avrebbe un impatto enorme nel frenare l'innovazione nel Paese, limitando di fatto le libertà della Rete ed escludendo nuovi soggetti per favorire quelli con posizioni già consolidate nel mercato dei nuovi strumenti di comunicazione. Sarebbe un ricorso a sistemi di censura senza precedenti in Italia e senza eguali in altre realtà occidentali. Il rischio, nonostante l'esito dell'audizione di ieri, rimane assolutamente intatto. Ma a questo punto, la battaglia può proseguire con una buona dose di legittimo ottimismo in più.