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17 novembre 2012.

Report di Adriana da Gaza sul quinto giorno d’attacco

Ciao,

Sono le 4:30 del mattino e siamo ancora svegli, dall’1 in poi il ronzio dei droni e il lo sfrecciare degli F16 non ci fanno dormire. Fanno venire il mal di testa. Per quello che i droni sono chiamati zannana (zanzare) in arabo. Poi hanno iniziato a bombardare  e hanno sparato dalle navi militari ripetutamente. Colpi che esplodono e soffocano in un tonfo dall’eco grave e  profondo di distruzione.

Hanno colpito un palazzo in centro a gaza dove stanno i media palestinesi ferendone gravemente 5, uno ha perso la gamba. A Beit Lahia, nel nord, hanno tirato sulle case, hanno ucciso 2 bambini.

Abbiamo saputo dalla radio che le navi si sono avvicinate alla riva della middle aerea e che hanno iniziato a sparare.

Ci siamo affacciati per qualche istante alla finestra, da dove è meglio stare lontani,  che si affaccia sul porto davanti casa. Alzando lo sguardo abbiamo visto un cielo stellato, in movimento, pieno di puntini luminosi che si  spostavano veloci fra le stelle, gli aerei maledetti. Abbiamo intravisto le navi anche qui davanti a casa, poco oltre al porto il chiarore di qualche barca si intravedeva nel buio. Sono spaventose.

Nell’area centrale sulla costa la marina ha concentrato un grosso numero di navi.

Abbiamo sentito anche che hanno distrutto i due ponti che collegano il nord con il centro della striscia e che sempre nella zona centrale verso la costa di deir el balah sono iniziati i combattimenti tra i combattenti della resistenza palestinese e la marina israeliana, sicuramente finiranno male.

Sono le 4:50, qualche moschea canta, meno del solito. Il canto dei muezzin dai minareti che annuncia l’alba si mischia a quello degli aerei…

Speriamo che questo esercito del terrore si plachi. E’ talmente assurdo che mettano in azione questa enorme macchina del terrore, che la popolazione  di gaza, i palestinesi, debbano subire tutto questo. Che Israele possa condurre questa offensiva militare indiscriminata ancora una volta nell’impunità più totale, di cui i principali media e governi del mondo sono complici.

Buona notte e speriamo che il giorno nuovo porti la fine di questo disastro, inshalla.

ps: noi internazionali a gaza stiamo bene e siamo in una zona sicura a differenza della maggior parte della popolazione.