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4 maggio 2012

Israele, prigioniero palestinese da dieci anni in isolamento

La visita dalla madre, settantacinquenne, fu negata a febbraio all’ergastolano Mahmoud Issa, perché ‘potenzialmente pericolosa per la sicurezza nazionale’. La decisione del giudice è stata suggerita dallo Shin Bet e da ‘materiale segreto’ consegnato alla corte dai servizi israeliani.

Issa è un prigioniero palestinese nelle carceri dello Stato ebraico da dieci anni. Da dieci anni, Issa è in isolamento, e in dieci anni ha ricevuto solo una visita da un familiare. Una visita durata mezz’ora. Un record, che testimonia come tale tipo di trattamento – osserva Amira Haas sulle colonne del quotidiano Haaretz – non rifletta particolari esigenze di sicurezza, ma sia invece unicamente ‘vendicativo e punitivo’.

Altri, come Issa, sono detenuti in isolamento da anni. Sono circa una ventina, condannati per terrorismo. Centinaia di prigionieri palestinesi stanno facendo uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni in cui sono trattati i compagni.

Come per altri, anche per Issa il servizio penitenziario chiede al giudice ogni sei mesi di estendere la misura dell’isolamento. Sentito lo Shin Bet, il giudice decide, in base a documenti che solo lui può visionare. In carcere dal 1993, Issa è stato condannato a tre ergastoli per il rapimento e l’omicidio di un poliziotto di frontiera e per il tentato omicidio di due soldati.

E’ il carcerato che ha passato in isolamento più anni senza vedere la propria famiglia. Nello Stato di Israele, a 94 prigionieri israeliani e 38 palestinesi (20 dei quali in carceri di massima sicurezza) non è consentito vedere i propri familiari.