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mercoledì 20 marzo 2013 13:22

Bab al-Shams risorge e sfida Obama

In queste ore circa 500 attivisti palestinesi stanno costruendo il nuovo villaggio di Ahfad Younis in area E1: "L'amministrazione Usa è complice di Israele".

AGGIORNAMENTO ore 16.30
L'esercito israeliano ha circondato il nuovo villaggio palestinese Ahfad Younis e arrestato l'autista di un camion che trasportava altre tende. Secondo quanto affermato da Mohammad Khatib, portavoce degli attivisti, "i soldati hanno dichiarato l'area 'zona militare chiusa'. Ma noi resteremo, resteremo sempre qui. Ci devono evacuare, dovranno usare il loro potere perché noi non ce ne andremo di nostra volontà".

dalla redazione



Betlemme, 20 marzo 2013, Nena News - Gli attivisti palestinesi sorprendono ancora. Mentre oltre tremila poliziotti palestinesi, in collaborazione con le forze di sicurezza americane e israeliane, stanno controllando la Cisgiordania per evitare manifestazioni e scontri, oltre 500 attivisti si sono ritrovati poche ore fa nella collina opposta a quella dove fondarono il villaggio palestinese di Bab al-Shams. A pochi chilometri dal villaggio di El-Azzariya, in area E1, tra Gerusalemme e la colonia israeliana di Ma'ale Adumim, i manifestanti stanno montando una quindicina di tende: nasce il villaggio di Ahfad Younis (il nipote di Younis, il protagonista del romanzo "Bab al-Shams") su terre dei villaggi di El-Azzariya, Issawiya, Al-Tor, Anata e Abu Dis. Obiettivo è attirare l'attenzione sulla situazione palestinese, con il presidente Obama in visita in Israele: "L'amministrazione Usa ha usato il veto 43 volte, dal 1979 al 2011, a sostegno di Israele e contro i diritti dei palestinesi, un'amministrazione che garantisce aiuti militari a Israele per oltre tre miliardi di dollari l'anno non può contribuire positivamente all'ottenimento della giustizia", spiegano gli attivisti. L'azione di oggi, proseguono, è volta "prima di tutto a riaffermare il nostro diritto di palestinesi a ritornare nelle nostre terre e i nostri villaggi; secondo, riaffermare la nostra sovranità nelle nostre terre senza il permesso di nessuno. Terzo, le nostre azioni intendono proteggere la terra dalle confische continue e dalla minaccia delle colonie. Quarto, espandere la resistenza popolare come una forma di resistenza in cui il nostro popolo è impegnato". Nena News

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