Testo proveniente dal sito Radio Vaticana
8 giugno 2013

Mons. Tomasi all'Onu: la pace, diritto di tutti, rende possibile lo sviluppo umano
A cura di Isabella Piro

“La pace è un diritto di cui ciascuno dovrebbe godere e una condizione che rende possibile lo sviluppo umano integrale”: lo afferma mons. Silvano Maria Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu di Ginevra, intervenuto ieri alla 23.ma sessione del Consiglio dei Diritti umani, incentrata sul “Diritto alla pace”. “La pace è la condizione che rende tutti gli altri diritti possibili – sottolinea mons. Tomasi – e la realizzazione dei diritti fondamentali porta alla vera pace, basata su libertà, giustizia e fraternità”. Quindi, mons. Tomasi ricorda che “definire la pace come assenza di guerra significherebbe ridurla ad un valore negativo”, mentre invece “l’altro nome della pace è lo sviluppo”, che implica la costruzione di scuole, la realizzazione di strutture sanitarie e l’esistenza di prospettive future per le giovani generazioni. Ribadendo, poi, l’interdipendenza che oggi vige su tutto il pianeta, l’Osservatore della Santa Sede presso l’Onu di Ginevra richiama l’importanza della dignità della persona ed evidenzia che “la pace e la sicurezza di alcuni non possono essere garantiti senza la pace e la sicurezza di altri”. Di qui, il richiamo forte al fatto che “il nostro mondo non manca di risorse, ma soffre di ingiustizia”. Ed è per questo – dice ancora mons. Tomasi – che oggi “il contrario della pace è, più che la guerra, la paura”, divenuta “denominatore comune tra ricchi e poveri, tra Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo”. Definendo, inoltre, la guerra come “fallimento degli umani e dell’umano”, “l’illusione che si possa difendere o costruire una società sana o migliore infliggendo agli altri sofferenze indescrivibili”, mons. Tomasi mette in guardia: “Distruggendo l’altro, si distrugge l’umanità in sé”. Al contrario, solo i valori della pace, in quanto “meno spettacolari, più pazienti, più rispettosi dell’altro, più modesti”, sono capaci di costruire una società veramente umana. Infine, il presule esprime apprezzamento per la scelta di istituire un gruppo di lavoro intergovernativo aperto con l’obiettivo di mettere in atto la codifica ufficiale del diritto umano alla pace: “Una decisione saggia – conclude – che speriamo porti i suoi frutti in una dichiarazione efficace e condivisa da tutti”.

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