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16 set, 2013

Gli indiani del Perù
di Nino Paternò

Nel folto della foresta amazzonica peruviana vivono tribù che non hanno mai avuto contatti con il mondo esterno. Tagliatori di legna e prospettori petroliferi stanno invadendo le loro terre introducendo malattie letali. Se l’invasione non verrà fermata, non sopravviveranno.

Survival International, da anni impegnata nella protezione delle tribù ancora isolate e dei loro territori. stima che in alcune delle regioni più remote dell’Amazzonia peruviana vivono 15 diverse tribù di Indiani isolati. Tra esse vi sono i Cacataibo, gli Isconahua, i Matsigenka, i Mashco-Piro, i Mastanahua, i Murunahua (o Chitonahua), i Nanti e gli Yora.

Tutti questi popoli stanno affrontando terribili minacce. Sono a rischio le loro terre, i loro mezzi di sostentamento e le loro stesse vite. Se non verranno prese misure urgenti, molto probabilmente si estingueranno. I popoli isolati sono estremamente vulnerabili a ogni forma di contatto esterno anche perché non hanno difese immunitarie verso le malattie occidentali.

La legge internazionale riconosce i diritti territoriali degli Indiani, così come il loro diritto di vivere nelle loro terre nel modo che preferiscono.  La Convenzione ILO 169 sui diritti dei popoli indigeni e tribali è stata adottata nel 1989 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), un’agenzia delle Nazioni Unite. La Convenzione riconosce ai popoli indigeni un insieme di diritti fondamentali, essenziali alla loro sopravvivenza, tra cui i diritti sulle terre ancestrali e il diritto di decidere autonomamente del proprio futuro.  Ma il governo peruviano non rispetta tale legge e non lo fanno nemmeno le compagnie che hanno invaso i loro territori.

Le minacce più gravi che gravano sugli Indiani isolati del Perù vengono dagli operai delle compagnie petrolifere e dai taglialegna illegali. Il governo peruviano ha concesso alle compagnie petrolifere più del 70% dell’Amazzonia peruviana. La maggior parte di questo territorio include le aree abitate dalle tribù isolate. L’esplorazione petrolifera è particolarmente pericolosa perché apre agli estranei, specialmente a taglialegna e coloni, regioni un tempo remote. Ad aprire loro le porte della foresta sono le strade e i sentieri spianati dalle squadre d’esplorazione.

In passato, l’esplorazione petrolifera aveva portato a contatti violenti e devastanti con gli Indiani isolati. Nei primi anni ’80, le prospezioni effettuare dalla Shell portarono al contatto con la tribù isolata dei Nahua. In pochi anni, oltre il 50% della tribù morì. Oggi, nei territori abitati da popoli isolati, inclusi le terre dei Cacataibo e dei Nanti, operano diverse compagnie petrolifere come la Perenco (che ha recentemente sostituito la Barrett Resources), la Repsol-YPF e la Petrolifera. Il governo peruviano tuttora sta incoraggiando attivamente nuove società a compiere esplorazioni nelle aree abitate dalle tribù incontattate, include quelle dei Mashco-Piro e degli Isconahua.

L’altra grave minaccia è rappresentata dal taglio illegale degli alberi, soprattutto il mogano. Conosciuto come “oro rosso”, il mogano ha un prezzo davvero molto alto nel mercato globale.  Le foreste pluviali peruviane vantano alcune delle ultime riserve di legno pregiato sfruttabili al mondo, e la ricerca degli ultimi alberi disponibili ha scatenato una nuova “febbre dell’oro rosso”. Tragicamente, gli alberi si trovano nelle stesse regioni abitate dagli Indiani isolati; i taglialegna invadono quindi i loro territori rendendo il contatto pressoché inevitabile. Nel 1996, i tagliatori illegali forzarono il contatto con gli Indiani Murunahua. Negli anni seguenti la maggior parte  di  loro morirono, soprattutto di influenza, raffreddore e altre malattie respiratorie.

Anche se il governo peruviano addossa gli ambientalisti  la” creazione ad  hoc” di tribù di indiani isolati, la loro esistenza è al di fuori di ogni discussione, come dimostrano decine di prove e di avvistamentidocumentati.

La maggioranza sono cacciatori-raccoglitori nomadi o semi nomadi, e vivono in piccoli gruppi famigliari che si spostano frequentemente. Durante la stagione secca, le famiglie tendono a
soggiornare in riva ai fiumi dove l’acqua poco profonda consente di pescare facilmente. Per ripararsi costruiscono accampamenti temporanei. Nella stagione delle piogge si ritirano nel cuore della foresta per cacciare, raccogliere frutti, bacche e noci. La stagione secca è anche il periodo dell’anno in cui le tartarughe raggiungono le spiagge dei fiumi per depositare e seppellire le loro uova nella sabbia. Le uova costituiscono un’importante fonte di proteine per gli Indiani, che sono molto esperti nel trovarle. Quando si trovano sulle spiagge, gli Indiani sono più esposti agli avvistamenti da parte di taglialegna, estranei o altri Indiani vicini, contattati precedentemente. Oltre alle uova di tartaruga, gli Indiani isolati mangiano una gran varietà di carne, pesce, banane, noci, bacche, radici e larve. Tra gli animali che cacciano ci sono tapiri, pecari, scimmie e cervi.

Una minoranza che merità il nostro rispetto e, soprattutto, il nostro  sostegno. Una cosa è certa. Non possiamo restare indifferenti .

Ecco come possiamo sostenerli:

Scrivi al governo peruviano utilizzando la lettera-modello di Survival.

Firma la petizione per aiutare gli Indiani incontattati di Perù e Brasile.

Sostieni la campagna di Survival con una donazione.

Scrivi all’ambasciata peruviana in Italia.

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