Merc 19 feb 2014

La Folgore all’attacco del Municipio dei Beni Comuni

Il Distretto 42 fa paura. La riconversione ad usi civili, pubblici e sociali dell'ex distretto militare a Pisa non va proprio giù a chi per decenni ha utilizzato questa struttura. E' di queste ore la notizia che il Capar, cioè il Centro addestramento paracadutisti Folgore, ha fatto denuncia per "l'occupazione abusiva" degli immobili di Via Giordano Bruno 42.

 Di fatto però, con buona pace dei parà, la proprietà dell’immobile, chiuso e abbandonato da venti anni, è dell’Agenzia del Demanio, tanto che lo stesso Comune di Pisa in base a quanto previsto dalle norme del federalismo demaniale ha richiesto lo scorso 30 novembre il trasferimento del bene a titolo gratuito.

Insomma ai militari non va proprio giù che dove si addestrava alla guerra e alla disciplina militare ora si mettano radici di pace e solidarietà. In tutti questi anni, nonostante la dismissione, l’immobile ha visto una gestione privatistica di questi spazi, ad esempio era costume dei membri dell'esercito utilizzare il luogo abbandonato come parcheggio personale e privato. I cittadini confinanti con l'area dell'ex distretto affermano che spesso per le festività pisane il grande giardino diventava parcheggio per amici e conoscenti del corpo dei paracadutisti.

 Ora invece, a tutto ciò, si sta contrapponendo un diverso uso pubblico e partecipato. Si tratta di due visioni del mondo e culturali radicalmente opposte. Insomma oggi a Pisa non solo i beni comuni contro gli interessi privati sono al centro della nuova riqualificazione del Distretto 42 ma anche un modello di società basato sulla guerra o su un'altra prospettiva di solidarietà, giustizia sociale e pace.

Municipio dei Beni Comuni

Pisa, 19 febbraio 2013



Appello nazionale di sostegno al Distretto 42 di Pisa

A Pisa il 15 febbraio il Municipio dei Beni Comuni, con la partecipazione di associazioni, attivisti, studenti e cittadini a cui ci sentiamo vicini, si è mobilitata con l'obiettivo di liberare un nuovo spazio per coltivare democrazia e diritti.

La riapertura alla città dell'ex Distretto Militare Curtatone e Montanara potrebbe segnare un'inversione di rotta: il recupero di un bene pubblico che il demanio e le istituzioni locali hanno abbandonato al degrado e all'incuria. Attraverso questa azione di liberazione collettiva lo spazio è da oggi “bene comune” e sarà crocevia di attività culturali e scambi di economia solidale, arti e mestieri, sport e socialità, pace e solidarietà tra i popoli.

Sosteniamo coloro che hanno aderito a questo movimento e costruiscono ora nuove reciprocità partecipando alla gestione del Municipio dei Beni Comuni, che sono beni relazionali, definibili solo dalla comunità che li tutela. Seguiremo con attenzione e simpatia questo percorso che si nutre della volontà degli individui di far funzionare nuove istituzioni, basate su un capitale di relazioni piuttosto che su quello finanziario. E' questa l'innovazione che può traghettarci fuori dalla crisi senza aspettare il traino della crescita economica, scegliendo la rotta di un paradigma alternativo.

Chiediamo al demanio e agli enti locali di rispettare e sostenere per quanto possibile questa pratica di cittadinanza, che avrà l'obiettivo di ospitare anche attività e idee delle nostre organizzazioni. La modalità aperta, pacifica e trasparente con cui è stato riaperto questo percorso segna il passo di un nuovo tempo e l'affermarsi di nuove comunità insorgenti, con cui le istituzioni tradizionali devono imparare a dialogare alla luce del sole.

Adesioni di singoli:

Grazia Naletto e Andrea Baranes (co-portavoce Campagna Sbilanciamoci)

Alberto Campailla (portavoce naz. Link- Coordinamento Universitario)

Roberto Campanelli (coordinatore naz. Unione degli Studenti)

Federico Del Giudice (portavoce naz. Rete della Conoscenza) 

Francesco Vignarca (coordinatore Rete Italiana Disarmo)

Mao Valpiana (presidente Movimento Nonviolento)

Riccardo Troisi (Reorient ONLUS)

Haidi Gaggio Giuliani (Comitato Piazza Carlo Giuliani)

Tommaso Fattori (Forum italiano dei movimenti per l'acqua) 

Monica Di Sisto e Alberto Zoratti (Fairwatch)

Vittorio Agnoletto (Flair)

Vladimiro Giacché (economista)

Giorgio Cremaschi (FIOM)

Gianni Alioti (Fim-CISL) 

Raffaella Bolini (presidenza Arci nazionale)

Alessandro Santoro (prete della comunità delle Piagge, Firenze)

Marco Bersani (Attac)

Martina Pignatti Morano (presidente Un ponte per...)

Gianluca Carmosino e Aldo Zanchetta (Comune-info)

Domenico Chionetti (Comunità di San Benedetto al Porto, Genova)

Francuccio Gesualdi (Centro Nuovo Modello di Sviluppo)

Angelica Romano (Comitato Pace e Disarmo, Napoli)

Patrizia Sentinelli (Altramente)

Guido Viale (economista e saggista)

Luisa Morgantini (Assopace Palestina, già vice-presidente Parlamento Europeo)

Maria Carla Biavati (IPRI - Rete Corpi Civili di Pace)

Marica Di Pierri (Associazione A Sud)

Jason Nardi (Solidarius Italia)  

Sandro Medici (Repubblica romana)

Alfonso Perrotta (Coordinamento romano Acqua Pubblica)

Francesca Koch (Casa Internazionale delle Donne, Roma)

Paolo Andreozzi (Sinistra per Roma)

Monica Pasquino (Associazione Scosse)

Elio Romano (Comitato romano per l'uso pubblico delle caserme)

Anna Pizzo e Gigi Sullo (Democrazia Km0)

Alberto Castagnola (economista)

Ornella de Zordo (consigliere com. a Firenze per Un'altra città)

Cristiano Lucchi (giornalista)

Agostino Petrillo (sociologo urbano, Politecnico di Milano)

Marco della Pina (docente Scienze per la Pace, Università di Pisa)

Carlo Bibbiani (Coordinatore GIT dei Soci di Banca Etica, Livorno Pisa)

Alessandro Garzella (Animali Celesti/teatro d’arte civile)

Furio Lippi (Biblioteca Franco Serantini, Pisa)

Claudio Riccio (Il Corsaro - L'Altra Informazione)

Lorenzo Zamponi e Ludovica Ioppolo (Collettivo Quaderni Corsari)

Alessandra Quarta e Rocco Albanese (Officine Corsare)

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