Il Fatto Quotidiano
4 marzo 2014

Lanciato missile balistico Putin: “Dobbiamo difendere il popolo”.

Il Cremlino sfida gli Usa. Il presidente russo: "Autodifesa". Obama: "Non prende in giro nessuno", ma la Crimea è controllata dai russi (di A. Lesnevskaya). Kerry a Kiev: "Russia lavora a pretesto per poter invadere ulteriormente". La Nato innalza il livello di allerta, il ministro degli Esteri Mogherini tiene aperta la finestra del dialogo

Sale pericolosamente la tensione tra Russia e Stati Uniti sull’Ucraina, con Mosca che in serata ha annunciato di aver effettuato con successo un lancio di prova di un missile balistico intercontinentale ‘Topol’.

Putin sfida gli Usa: “Yanukovic è ancora il presidente legittimo”. Rompendo per la prima volta il silenzio dall’inizio della crisi, Vladimir Putin ha sospeso ma non cancellato la minaccia di un intervento armato in Ucraina, ha negato sfrontatamente la presenza di truppe russe (“sono milizie di autodifesa”) in una Crimea che ha giurato di non voler annettere e ha respinto i moniti di un Obama che in serata gli ha dato del bugiardo: “Con le sue dichiarazioni non prende in giro nessuno”, ha tuonato il presidente Usa, tornando a condannare “l’aggressione russa”.

Il leader del Cremlino ha convocato martedì mattina giornalisti del pool presidenziale nella sua residenza di Novo Ogariovo, fuori Mosca, alzando la voce per farsi sentire bene da un mondo che lo condanna ma di cui non ha affatto paura. Per lui Yanukovich è ancora il “presidente legittimo”, anche se “senza futuro politico”, ma Putin non riconosce i nuovi poteri di Kiev scaturiti da un “colpo di Stato armato”.

Kerry: “Russia lavora per creare pretesto per poter invadere”. Il signore del Cremlino accetta a viso aperto la sfida degli Usa, che hanno inviato il segretario di Stato Kerry a Kiev per promettere aiuti (un miliardo di dollari) al nuovo governo e solidarietà al Maidan minacciando sanzioni entro la settimana, dopo aver interrotto la cooperazione militare: “È chiaro che la Russia lavora duramente per creare un pretesto per poter invadere ulteriormente“. Ma le sanzioni, sollecitate anche da una rediviva Timoshenko, “sono un’arma a doppio taglio, i danni sono reciproci”, ha ammonito il presidente russo, rinfacciando inoltre agli Usa l’illegittimità dei loro interventi in Afghanistan, Iraq e Libia. Putin fa spallucce anche sul boicottaggio del G8 di Sochi: “Se i nostri partner non vogliono venire, non vengano”.

Il consigliere economico di Putin profetizza una apocalisse economica. Ma è sul piano economico dove lo scontro è più duro. Tanto che il Cremlino ha mandato in avanscoperta il suo consigliere economico Serghiei Glaziev a profetizzare l’apocalisse economica per Washington in caso di sanzioni: la Russia annullerebbe la sua dipendenza finanziaria dagli Usa, abbandonerebbe il dollaro, anche nelle sue ingenti riserve di valuta straniera, venderebbe gli oltre 200 miliardi di dollari di obbligazioni Usa e non restituirebbe i crediti concessi dalle banche a stelle e strisce. La precisazione che parlava “a titolo personale” sembra solo un gioco delle parti. Nella guerra economica il Cremlino ha già calato l’asso energetico che spaventa anche l’Europa: da aprile fine dello sconto sul gas all’Ucraina, dove transita l’80% del metano russo per il Vecchio continente.

La Nato innalza livello di allerta, ministro Mogherini: “Dialogo”. Mentre la diplomazia internazionale tenta di mantenere aperta una finestra di dialogo “che tra qualche ora o qualche giorno potrebbe essere chiusa”, come ha avvisato il ministro degli Esteri Federica Mogherini, sale anche la tensione militare. La Nato ha innalzato il livello di allerta, ed è arrivato il sinistro annuncio del ministero della Difesa russo sul test del missile intercontinentale. Il lancio, ha fatto sapere un portavoce, ha avuto esito positivo ed è avvenuto dal poligono di ‘Kapustin Iar’, nella regione di Astrakhan, presso il Mar Caspio.

Navi da guerra statunitensi e russe nel Mediterraneo. Dopo un occupazione de facto senza sparare un colpo, le prime scintille si sono registrate anche in Crimea, con spari in aria delle forze russe che occupano la base aerea di Belbek mentre un gruppo di militari ucraini tentava di avvicinarsi e l’irruzione di truppe russe in una struttura militare di difesa aerea ucraina vicino a Ievpatoria. Pure il Mar Nero rischia di diventare un’arena per un reciproco sfoggio di muscoli: mentre dal Mediterraneo entrano nel Bosforo due vascelli russi di rinforzo, al Pireo è arrivata una flottiglia da guerra Usa guidata dalla portaerei Bush. Ma la Marina Russa ha già ammonito che questa classe di navi non può inoltrarsi nel medesimo stretto, in base alla convenzione di Montreux.

Martedì mattina Putin aveva precisato che “l’invio di truppe non è necessario per il momento” ma che la Russia si riserva il diritto di ricorrere a “tutti i mezzi” per proteggere i suoi cittadini. Non considera “l’opzione di unire la Crimea alla Russia” ma rivendica il diritto dei cittadini di decidere sul loro futuro in condizioni di libertà e sicurezza. Ma dove Putin è apparso più insolente è stato quando ha negato che in Crimea ci siano truppe russe: “Sono membri delle forze di autodifesa della Crimea”, ha mentito sapendo di mentire.

La rabbia di Obama: “Putin non prende in giro nessuno”. “Non prende in giro nessuno”, gli ha replicato Obama, ricordando la condanna della comunità internazionale. Anche Kerry, che in Maidan ha elogiato “il coraggio di quanti hanno lottato contro la tirannia”, ha accusato la Russia di cercare “solo un pretesto per poter invadere l’Ucraina”. Ora, ha aggiunto, Mosca rischia l’isolamento diplomatico, economico e politico.

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