InfoPal
10/7/2014

Gaza, in gioco c’è l’Essere Umano
di Angela Lano

E’ in corso un’altra operazione-genocidio come fu Piombo Fuso, nell’inverno 2008-2009.
Ban Ki-moon si preoccupa soprattutto dei razzi palestinesi, mentre i missili ad alta tecnologia israeliani, pagati con i dollari Usa e con l’omertà mafiosa dell’Europa vassalla Usa, fanno a pezzetti intere famiglie.
Il silenzio è quasi totale.
Tre coloni israeliani morti creano scandalo, 53 palestinesi fatti a pezzi (letteralmente parlando, basta guardare le foto), turbano le coscienze dei soliti pochi esseri umani già sensibilizzati e informati.
E’ l’ennesimo genocidio dell’entità più canaglia del mondo, fonte di morte per palestinesi, e di instabilità per Medio Oriente e Nordafrica.

Nessuno farà nulla, ovviamente. Neanche i Paesi arabi che sprofondano nei pozzi di petrolio: i ricconi del Golfo dalla bella retorica e dalle azioni inesistenti.
Basterebbe che Qatar, Arabia Saudita e limitrofi smettessero di vendere petrolio e far affari (e che affari!) con i robo-killer sionisti, che gli F16 e gli Apache se ne starebbero fermi nei loro hangar di morte.

Israele sta uccidendo madri e figli: un bambino di 18 mesi, Mohammad Malika, è stato ucciso insieme alla sua mamma, Amna, di 27 anni, durante un bombardamento contro delle abitazioni, a al-Tuffah, a Gaza.
A Beit Hanoun, nel nord della Striscia, un’altra mamma, Sahar Hamdan al-Masry, di 40 anni, e il figlio adolescente, Ibrahim, di 14 anni, sono stati uccisi da un missile che ha colpito la loro casa.

I Tg, in Italia come in Brasile, e probabilmente nel resto dell’Occidente, minimizzano la strage di innocenti, e aprono i servizi con i razzi palestinesi, mettendo in relazione i missili super-tecnologici dello stato canaglia, con i razzi artigianali palestinesi. E’ una relazione di causa-effetto al contrario: perché i razzi palestinesi sono una reazione ai missili israeliani. Se questo conta qualcosa.

Ma in effetti, non conta nulla. Chi pensa che Israele abbia bisogno di un pretesto – i tre coloni rapiti e uccisi (da chi, ancora non si sa e mai si saprà, forse) – razzi palestinesi, ecc. – è illuso o in malafede.

Israele non ha bisogno di scuse per ammazzare i palestinesi, fare pulizia etnica della Striscia di Gaza, della Cisgiordania (il bantustan a cui è ridotta) e di Gerusalemme Est super-invasa da soldati e coloni. Lo fa da 66 anni. Indisturbata, o quasi.
La natura stessa dello stato (con confini in espansione continua) di Israele, la sua creazione storica (1948) basata su menzogne (racconti biblici fantasiosi) ben raccontate (l’archeologia in Palestina lo dimostra) e tanto terrorismo, è guerrafondaia e stragista. Cioè, violenta.
Il ruolo coloniale europeo del Sionismo nel Vicino e Medio Oriente, è, storicamente, la Politica del Caos e dell’instabilità, della guerra e della violenza.
Se Israele avesse avuto altri scopi, diversi dalla pulizia etnica, dalla violenza, e dal caos regionale, a quest’ora si sarebbe trasformata in qualcosa di diverso, di civile, di multinazionale. Invece è sempre più “teocrazia ebraica” e “nazionale”, razzista, escludente e basata sull’apartheid. Cioè una specie di stato-alieno coloniale nel cuore del mondo arabo-islamico. Una roccaforte sempre più robotica e alienata dell’Occidente. Di un Occidente sempre più predatore, ma sempre più raffinato e tecnologico nei suoi piani di rapina delle risorse terrestri, e dotato di un apparato mediatico potente e tentacolare che manipola e ottenebra le menti.

Lo scenario è da film fanta-horror: persone contro robot. E siamo solo al primo tempo. In palio c’è l’Essere Umano.

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