L'Huffington Post
10/06/2014

Mosul cade in mano ai jihadisti. F-16 bombardano la città. Oltre 500 mila civili in fuga

Il comandante delle forze speciali irachene, Fadhil Barwari, ha annunciato l'inizio di raid aerei su Mosul, finita nelle scorse ore sotto il controllo delle milizie qaediste dello Stato islamico dell'Iraq e della Siria (Isis). Gli attacchi, ha precisato il generale, sono stati condotti attraverso caccia F-16 contro alcuni dei siti della città conquistati dai terroristi.

Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, sono già più di 500.000 le persone in fuga dai combattimenti di Mosul. In precedenza la Bbc aveva riferito di decine di migliaia di persone che avevano lasciato la città di quasi due milioni di abitanti.

Mosul, la seconda città più grande dell'Iraq, è caduta oggi sotto il controllo dei jihadisti islamici che hanno costretto l'esercito ad abbandonare la sua postazione. Altro duro colpo per le autorità, che appaiono incapaci di fermare i militanti ribelli.

Mosul, 350 chilometri a nord di Baghdad, è stata per lungo tempo una roccaforte jihadista e a oggi costituisce la seconda città, dopo Fallujah, che il governo ha perso dall'inizio dell'anno. Secondo un funzionario locale, non appena entrati in città i ribelli hanno gridato di essere venuti "per liberare Mosul", avvertendo che avrebbero attaccato chiunque avesse cercato di fermarli.

Il governo iracheno si è detto pronto ad armare chiunque decida di combattere contro il terrorismo: lo ha detto il premier Nuri al Maliki in una conferenza stampa trasmessa in diretta da Baghdad dalle tv satellitari panarabe, sullo sfondo dell'attacco dei qaedisti a Mosul e nell'intera regione di Ninive.

Con uno spettacolare colpo di mano contro il governo di Baghdad a guida sciita, gli uomini dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (Isis) si sono impadroniti di alcuni edifici-chiave, di fatto assumendo il controllo della città. I ribelli hanno anche preso il controllo del carcere, da cui sono evasi 2.725 detenuti. Il governatore locale, Ethal Nujaifi, è riuscito a fuggire, ma da una località sconosciuta ha confermato che l'esercito iracheno è "crollato" e si è ritirato praticamente senza dare battaglia. Il governo è sconvolto e il premier Nuri al-Maliki ha ha chiesto al Parlamento di dichiarare lo stato di emergenza. I miliziani avevano già il controllo di Falluja e di alcuni quartier di Samarra, sacra agli sciiti.

A Mosul vivono un milione e mezzo di abitanti, per lo più arabi sunniti ma anche minoranze turche, turcomanne e cristiane, e la sua conquista assesta un duro colpo agli sforzi di Baghdad di combattere i miliziani sunniti, che hanno riguadagnato terreno in Iraq l'anno scorso e si sono spinti verso Mosul nei giorni scorsi.

Osama al Najafi, presidente del parlamento iracheno, ha chiesto aiuto al governo della regione autonoma del Kurdistan iracheno per la riconquista di Mosul. Ma intanto decine di famiglie di Baghdad stanno lasciando la capitale irachena per fuggire verso le regioni meridionali dopo lo shock provocato dall'offensiva delle milizie qaediste. Il portavoce delle forze speciali irachene, Saad Maan, non ha escluso che i miliziani islamici possano attaccare anche le sedi governative di Baghdad; il funzionario della sicurezza irachena ha invece assicurato che "al momento le ambasciate sono completamente al sicuro e protette dalle nostre forze di polizia". Anche la zona dell'aeroporto di Baghdad sembra essere sicura e non è stato al momento istituito alcun coprifuoco.

top