Comunicato Stampa del 24 aprile 2014

Icahd Aderisce all'esposto alla Suprema Corte d'Israele Contro il Potere dei Militari Riguardo alla Pianificazione del Territorio nell'Area C della Cisgiordania.

Jeff Halper, Direttore dell'ICAHD
traduzione di Carlo Tagliacozzo

 Il Comitato Israeliano contro le Demolizioni di Case (ICAHD) insieme a Rabbini per i Diritti Umani/ Shomrei Mishpat, al Centro dei Diritti Umani e di Supporto Legale di Gerusalemme, alla Società di San Yves, al Centro Cattolico per i Diritti Umani, insieme al consiglio del villaggio palestinese di Ad-Dirat- Al-Rfai’ya del distretto meridionale di Hebron in Cisgiordania, ha presentato un esposto alla Suprema Corte d'Israele per togliere dalle mani dei militari israeliani il potere di pianificare il territorio nell'area C della Cisgiordania, compreso quello di autorizzare le demolizioni delle case palestinesi e di restituire tale potere all'Autorità palestinese.

La Corte discuterà il caso lunedì 28 aprile 2014.

I precedenti: Le commissioni di pianificazione territoriale palestinesi sono sopravvissute alla guerra del 1967, ma senza alcun preavviso o “immediato bisogno militare”, il Comandante militare ha emesso nel 1971 l'ordinanza 418, che aboliva le commissioni e dava tutto il potere ai militari, che tuttora lo detengono. Durante il processo di pace di Oslo Israele accettava di restituire il potere di pianificazione urbanistica nell'area C all'Autorità palestinese, ma ciò non è mai stato fatto.

Nell'esposto si sostiene che l'Ordinanza 418 ha creato un regime separato e discriminatorio di pianificazione territoriale che, attraverso l’abolizione di qualsiasi rappresentanza della popolazione palestinese, rende illegali quasi tutte le nuove costruzioni da parte dei palestinesi che non hanno nessun’altra possibilità se non quella di costruire senza permesso e quindi di rischiare la demolizione. Questo è una palese violazione dell'articolo 64 della Quarta Convenzione di Ginevra che proibisce alla potenza occupante di estendere il proprio sistema legislativo ai territori occupati. In più la parte convenuta in giudizio - Il Ministero della Difesa, il Comandante dell'IDF [esercito israeliano] nei territori occupati, il Capo dell'Amministrazione Civile e il suo Consiglio Superiore di Pianificazione- hanno illegalmente trasferito ai militari il potere di pianificazione e di amministrazione di diritti garantiti a protezione della popolazione dalla Quarta Convenzione di Ginevra. Inoltre costoro hanno incluso i coloni nel processo di pianificazione e nella struttura. Esistono sedici comitati locali nell'area C per gli insediamenti coloniali, ma nessuna amministrazione locale palestinese dell'area C ha una commissione di pianificazione territoriale.

Il nostro esposto solleva per la prima volta davanti alla Corte Suprema la questione del trasferimento forzato dei palestinesi all'interno dei territori occupati come il risultato della pratica delle demolizioni di case- circa 30mila case e strutture abitative demolite dal 1967 e dei difetti della politica di pianificazione. Gli effetti delle demolizioni o della minaccia della demolizione sono devastanti e la politica di “ebraicizzazione” è evidente: nell'area C meno dell'1% viene destinato allo sviluppo palestinese, paragonato al 70% dei coloni. Infine il nostro esposto pone la fondamentale domanda: perché l'Amministrazione Civile [Militare] interferisce soprattutto sui problemi di pianificazione e di costruzione dei palestinesi nei territori occupati?

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