The Daily Star Lebanon 
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18/03/2014

Il riverbero della Siria
di Rami G. Khouri
Traduzione e sintesi di Angela Ilaria Antoniello

Come uno specchio, la Siria riflette quanto già vissuto in altri Paesi arabi

Perplessità e disperazione sembrano essere i due sentimenti che più spesso definiscono l’atteggiamento delle persone rispetto al caos in Siria. Mentre gli sforzi per arrivare a una svolta diplomatica proseguono e gli interventi dall’estero sono incentrati sugli aiuti umanitari, un più ampio insieme di attori arabi, mediorientali e globali introducono armi e denaro perché la guerra continui. Nessuno sa cosa fare e l’impatto della guerra sui Paesi confinanti sta raggiungendo livelli insostenibili, specialmente in Libano e Giordania.

Ciò che dovremmo rammendare è che quanto accade oggi in Siria, per quanto sia terribile, non dovrebbe essere visto come un’aberrazione nella storia araba moderna, ma ne rappresenta piuttosto il culmine. La Siria una volta si definì il “cuore pulsante dell’arabismo”. A posteriori, potrebbe trattarsi di una descrizione appropriata, perché l’odierna distruzione e implosione della nazione sono lo specchio di quelle tendenze devianti che hanno definito la configurazione e il comportamento di molti Stati arabi.

La realtà più debilitante della storia moderna è stata la tendenza dei Paesi arabi ad essere governati da singole famiglie. Il governo di una sola famiglia è abbastanza negativo; uno stato di polizia è altrettanto negativo. Metteteli insieme e avrete la debolezza principale del moderno sistema di Stato arabo che ha visto un paese dopo l’altro soffrire guerre intestine, sofferenza di massa e flussi significativi di rifugiati.

L’eredità del binomio famiglia-esercito include una serie di racconti horror tra cui Muammar Gheddafi in Libia, Saddam Hussein in Iraq, gli Assad in Siria,  Zine al-Abedin Ben Ali in Tunisia e  Abdul-Aziz Bouteflika in Algeria. Le monarchie arabe hanno più legittimazione tra la loro gente, ma le loro società soffrono le stesse debolezze e tendenze distruttive che proliferano tra tutti i Paesi arabi.

La Siria incapsula tutte queste sventure e alterazioni che hanno sconvolto il mondo arabo moderno, come corruzione dilagante, cattiva gestione delle politiche di sviluppo socio-economico, autocrazia, mancanza di diritti democratici dei cittadini, sistemi giudiziari non credibili e inefficienti, grave degrado ambientale, pubblica istruzione mediocre, rete di sicurezza sociale debole, migrazione interna incontrollata, zone governate del caos, frontiere porose, ascesa del fanatismo religioso e politico, uso pervasivo della violenza da parte di tutti gli attori.

La tragedia è che queste forze distruttive, che hanno messo la Siria in ginocchio, possono colpire ogni Paese arabo, senza eccezioni. Oggi guardiamo la Siria con un rantolo di orrore e tristezza perché la Siria è uno specchio in cui vediamo noi stessi. Essa riflette quello che molti Paesi arabi hanno già sperimentato, e che alcuni altri sperimenteranno nei prossimi anni se le condizioni rimangono le stesse.

Decisioni prese da uomini e donne arabe ci hanno portato a questo basso livello e migliori decisioni di uomini e donne arabe possono tirarci fuori da questo pozzo.

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