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24/04/2014 12:16

Per la prima volta Ankara fa le sue "condoglianze" agli armeni per il (non nominato) genocidio

Messaggio di Erdogan per il 24 aprile, giorno del ricordo del "Grande male". Nel documento non si riconosce alcuna responsabilità, ma si esprime sostegno a ricerche storiche e si parla di "futuro comue".

Ankara (AsiaNews) - Per la prima volta il governo turco ha presentato le sue "condoglianze" ai discendenti degli armeni per le "sofferenze" del "difficile periodo" degli ultimi anni dell'Impero ottomano. In un messaggio del premier turco, Recep Tayyip Erdogan, parte dall'affermazione che il 24 aprile "ha un significato particolare per i nostri cittadini armeni e per tutti gli armeni del mondo". Il riferimento è al giorno nel quale si commemora il "genocidio degli armeni", la deportazione (nella foto) e lo sterminio che gli armeni chiamano "Il grande male", di centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini di quell'etnia, motivato dal timore che volessero aiutare l'Impero russo, cristiano e schierato con i nemici della Turchia.

Il messaggio di Erdogan - pur essendo una significativa novità - non usa mai il termine genocidio, che la Turchia contesta assolutamente, accomuna le vicende degli armeni a quelle di "turchi, curdi, arabi" e "milioni di altri cittadini ottomani" e vuole essere un'affermazione di disponibilità alla ricerca storica insieme al rifiuto di responsabilità della Turchia moderna e un invito al dialogo. In particolare, il passato non dovrebbe impedire a turchi e armeni "atteggiamenti reciprocamente umani".

"Milioni di persone di tutte le religioni ed etnie - scrive Erdogan - hanno perso la vita nella prima guerra mondiale". "Qualsiasi approccio scrupoloso, equo e umanitario a questi problemi richiede la comprensione di tutte le sofferenze patite in questo periodo, senza discriminazioni per religione o etnia".

"In Turchia, esprimere opinioni diverse e pensare liberamente agli eventi del 1915 è requisito di una prospettiva pluralistica e di una cultura democratica e moderna". E anche se "alcuni possono percepire questo clima di libertà come un'opportunità per esprimere affermazioni e accuse offensive e persino provocatorie", la Turchia riafferma apertura e sostegno a un esame storico degli avvenimenti di quel tempo. Gli "episodi" della Prima guerra mondiale sono "nostro dolore condiviso". "Giudicare quel doloroso periodo di storia nella prospettiva di un giusto ricordo è responsabilità umana e di studiosi".

Ma "nel mondo di oggi, far derivare inimicizia dalla storia e creare nuovi antagonismi non è accettabile né utile per costruire un futuro comune". "Le popolazioni dell'Anatolia, che hanno  vissuto insieme per secoli, senza distinzioni per le loro diverse origini etniche e religiose, hanno stabilito valori comuni in ogni campo dall'arte alla diplomazia, dall'amministrazione statale al commercio. Oggi continuano ad avere la stessa capacità di costruire un nuovo futuro".

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