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8 dicembre 2014

Un pensiero alla val di Susa per l’8 dicembre
di Erri De Luca

Nella scena dell’assalto al Palazzo d’ Inverno , nel suo film “Ottobre”, il regista Eizenstein scelse la scalinata centrale e non quella di sinistra, più’ stretta, usata dai bolscevichi per il vero assalto.

Altra variazione: il vero assalto avvenne di notte, mentre Eizenstein lo giro’ di giorno.

Altra variante: il vero assalto fu eseguito da qualche centinaio di bolscevichi e marinai, il regista invece convoco’ cinquemila comparse, che portarono i loro fucili e usarono munizioni vere.

Durante le riprese cinematografiche ci furono più’ feriti che nell’assalto vero.

Il vecchio portiere del Palazzo d’ Inverno che aveva assistito ai due momenti , sia quello reale che quello sceneggiato disse al regista :” La prima volta che avete preso il Palazzo d’Inverno siete stati molto più’ prudenti”.

Racconto questo episodio a voi perché’ vi trovate oggi davanti a un altro Palazzo d’ Inverno, sede di un potere debole e arroccato. Dietro le barriere si barrica uno stato fantoccio che ha venduto l’interesse pubblico e collettivo a loschi interessi privati.

Ha venduto la salute della città’ di Taranto all’ ILVA e al profitto privato. Ha lasciato interrare rifiuti tossici ovunque e pure sotto le sue autostrade. Spreca miliardi di euro di denaro pubblico per l’ acquisto faraonico e superfluo di arerei da combattimento, per giunta difettosi.

Dietro le barriere di questa opera tossica esiste solo la ragione della forza. Non serve metterla alla prova. Perché’ la forza che vedete schierata e’ fasulla e sparira’ da un giorno all’altro.

Restera’ il buco nero che hanno dovuto difendere in nome della legge del più’ forte, che di fronte alla vostra tenacia si sara’ dimostrata più’ debole. Resterà’ il vuoto delle loro trincee e purtroppo la micidiale cipria dell’ amianto nei loro polmoni e sui rami degli alberi.

Il Palazzo d’Inverno che avete di fronte cadra’ senza bisogno di assalto. Cadra’ come caddero le mura di Gerico, circondate dalle voci di un popolo che grida all’unisono in coro.

Non e’ la vostra valle a essere assediata: siete voi che assediate il bubbone, il corpo estraneo. Siete voi la difesa immunitaria dell’organismo sano che lo debellerà’.

Guardatele bene le loro reti, i loro sbarramenti. Prendete foto ricordo perché’ questi saranno gli ultimi scatti prima del loro crollo.

vostro erri

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