Reseau International
al-Ahad News
8 dicembre 2014

Israele sostiene i terroristi in Siria, due raid aerei vicino a Damasco

di Samir R. Zughayb
Traduzione di Alessandro Lattanzio

Aerei da guerra “israeliani” domenica hanno attaccato due postazioni dell’Esercito arabo siriano, nella provincia di Damasco, senza causare vittime. Un portavoce delle forze armate siriane ha annunciato che “due aree protette, a Dimas (nord-ovest) e l’International Airport Damascus“, sono state prese di mira dagli aerei nemici. Il portavoce militare siriano ha detto che tali attacchi sono la prova vivente del sostegno d'”Israele” ai movimenti terroristici in Siria. Tale nuovo intervento israeliano diretto nel conflitto, avviene mentre l’offensiva dei gruppi terroristici attivi nel sud e nella provincia siriana di Qunaytra, confinante con le alture occupate del Golan, comincia a vacillare. Dopo un certo successo, i movimenti estremisti iniziano a perdere terreno per la controffensiva dell’Esercito arabo siriano, che ha liberato la maggior parte della città strategica di Shayq Misqin, occupata dai terroristi a metà novembre. La liberazione della città assicura le linee di rifornimento delle truppe regolari nelle posizioni più a sud, in particolare nella città di Darah e provincia. A Qunaytra la situazione dei gruppi terroristici non è migliore. La stretta striscia di sicurezza lungo il Golan occupato dall’esercito “di Israele” è indifendibile. Secondo fonti informate, l’Esercito arabo siriano ha recentemente introdotto un nuovo tipo di missile a lungo raggio e ad alta precisione che colpisce le posizioni dei terroristi, facendo numerose vittime nei loro ranghi e distruggendo le loro fortificazioni. Queste fonti indicano che l’ingresso in battaglia dell’arma è un messaggio ad “Israele” che supporta i terroristi nei pressi del Golan.

Terroristi in difficoltà a Qunaytra

Nel frattempo, l’aviazione siriana ha ripreso le incursioni e la ricognizione sul Golan, pochi mesi dopo che un missile Patriot “israeliano” aveva abbattuto un caccia siriano. Nello stesso contesto, l’Esercito arabo siriano si prepara a prendere la base di Qan al-Shayq, nodo strategico delle operazioni dei terroristi tra la provincia di Qunaytra e Damasco, e Monte Hermon (Jabal al-Shayq). Non è la prima volta che l’aviazione israeliana è direttamente coinvolta nel sostegno ai gruppi terroristici in difficoltà. L’ultimo attacco aereo israeliano si ebbe a marzo contro posizioni militari nella zona di Qunaytra. Nel maggio 2013, quadroni nemici effettuarono massicci attacchi contro le posizioni della Guardia Repubblicana siriana ed altre unità d’élite a Damasco. Dopo l’attacco, il Presidente Vladimir Putin lanciò un chiaro avvertimento al primo ministro “israeliano” Benjamin Netanyahu, in una intervista telefonica.

14 milioni di dollari per curare i terroristi

E non è tutto. Negli ultimi attacchi terroristici a Qunaytra, i cannoni nemici gli assicurarono lo sbarramento d’artiglieria colpendo direttamente le posizioni dell’Esercito araba siriano, per consentirgli di avanzare sul campo. Non dobbiamo dimenticare le cure mediche ai terroristi feriti, anche del Jabhat al-Nusra alqaidista, curati negli ospedali dell’entità sionista. In tale contesto, il quotidiano “Maariv” riferiva che “Israele” ha speso più di 14 milioni di dollari per curare i terroristi feriti (circa 1200). Le spese sono pagate dai ministeri della Difesa, Finanze e Salute, aggiungeva il giornale. A livello strategico, i raid aerei avvenivano in un momento in cui la Russia inizia la vasta offensiva politico-diplomatica caratterizzata da maggiore sostegno militare all’Esercito arabo siriano, costringendo al dialogo con il governo Damasco gli oppositori non manipolati da occidente, Turchia e Paesi del Golfo.

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