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01/06/2015

 

In Ucraina (Usa), l'ex premier georgiano Saakashvili si fa nominare governatore di Odessa per sfuggire ai suoi processi

di Eugenio Cipolla

 

Tra Georgia e Ucraina un grave incidente diplomatico: l'ex presidente di Tblisi è accusato di appropriazione indebita di 5 milioni di dollari, occultamento e falsificazione di prove giudiziarie....

 

La notizia non è proprio delle migliori per l’Ucraina di Petro Poroshenko. Schiacciata da una crisi economica senza precedenti e dalla guerra in Donbass, che trascina con sé un’ondata impressionante di morte e distruzione, l’ex repubblica sovietica ieri ha subito una mezza bocciatura da parte del Fondo Monetario Internazionale. L’organismo diretto da Christine Lagarde, infatti, ha tagliato le stime sul Pil dell’Ucraina per l’anno in corso, dal - 5,5% pronosticato a inizio anno a un ben peggiore – 9% e rivisto quelle relative all’inflazione, che dovrebbe raggiunge il 46% entro la fine di quest’anno. «Tuttavia ci sono segnali incoraggianti», hanno fatto sapere da Washington, che consisterebbero in una stabilizzazione del cambio monetario, un aumento delle riserve in valuta estera e una ripresa dei depositi bancari in valuta locale.

La situazione, insomma, non è rose e fiori. Nonostante questo, però, il dibattito politico in Ucraina è stato segnato da altro in questi ultimi giorni. Sabato Petro Poroshenko ha infatti ufficializzato la nomina di Mikheil Saakashvili a governatore della regione di Odessa, facendo scoppiare un mare di polemiche. Ex presidente della Georgia e già a capo della Commissione consultiva presidenziale per le riforme in Ucraina, Saakashvili si è mostrato molto ottimista sul futuro. «E’ un grande amico dell’Ucraina e nel giro di un anno tutti gli abitanti di Odessa si diranno soddisfatti per questa scelta», ha detto Petro Poroshenko subito dopo aver firmato il decreto di nomina.

La cosa ha indispettito e non poco Tbilisi, creando una sorta di incidente diplomatico tra i due paesi. In Georgia Saakashvili è al centro di numerose inchieste giudiziarie. Nel 2014 la Procura generale di Tbilisi ha spiccato nel suoi confronti un mandato di arrestato, chiedendo all’Interpol di estendere le ricerche a livello internazionale. L’ex presidente georgiano è accusato di appropriazione indebita di fondi pubblici (circa 5 milioni di dollari) per uso personale, di occultamento e falsificazione di documenti relativi all’inchiesta sull’omicidio del banchiere Sandro Girgvliani, ucciso nel 2006, e di essere coinvolto nell’organizzazione di una strage avvenuta il 7 novembre 2007 durante una manifestazione pacifica in Georgia.

A gettare ulteriore tensione sull’episodio, c’è anche il forte nazionalismo dei georgiani. Oltre la nomina, Saakashvili ha ricevuto la cittadinanza ucraina. «Un insulto al suo paese», ha commentato Giorgi Margvelashvili, presidente della Georgia. «Con questa decisione ha insultato il nostro Stato e le sue istituzioni».  La legge georgiana, così come quella ucraina, prevede la perdita della cittadinanza per coloro i quali ne hanno scelta una seconda, ma ci sono alcuni appigli giuridici ai quali Saakashivili intende appellarsi. Il neo-governatore di Odessa, secondo la legge georgiana, può mantenere la doppia cittadinanza solo attraverso una richiesta a Margvelashvili, mentre per quella ucraina esiste un periodo transitorio di due anni, alla fine dei quali si deve optare obbligatoriamente per una delle due, perdendo così l’altra. «Si può essere cittadini ucraini senza lasciare la cittadinanza dell’altro paese», ha affermato Saakashvili in un’intervista a un’emittente tv georgiana.

Molti sono convinti che quella di Saakashvili sia stata una mossa intelligente per sottrarsi ai processi che lo vedono coinvolto. Tea Tsulukiani, ministro della giustizia di Tbilisi, ha detto che la Georgia ha perso la possibilità legale di estradare Saakashvili. «La Costituzione ucraina vieta l’estradizione dei suoi cittadini in altri paesi», ha precisato. Allo stesso tempo, ha aggiunto il guardasigilli georgiano, Saakashvili rimane formalmente un cittadino della Georgia. «Tecnicamente lo è ancora – è l’opinione di Tsulukiani – anche se non gode più di nessun diritto, avendo preso una cittadinanza diversa».