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Gennaio 29, 2015

Argentina sotto attacco
di Ángel Guerra
Traduzione di Alessandro Lattanzio

La presidentessa Cristina Fernandez de Kirchner (CFK), in un atto di giustizia e di coraggio, ha sciolto la segreteria dell’Intelligence dopo averla sottoposta a prima ripulitura. Allo stesso tempo, ha inviato una proposta di legge al Congresso per sostituirla con un’agenzia federale sottoposta all’Esecutivo. Tuttavia, i capi devono essere ratificati dall’Assemblea legislativa ed essere responsabili della gestione. Tra le modifiche a una modalità operativa tipica delle dittature militari, le intercettazioni telefoniche diventano responsabilità della procura. Ma i principali nemici del governo argentino non sono i servizi d’intelligence ereditati dalle dittature e penetrati da CIA e Mossad, né giudici venali. Come contro tutti i governi i post-neoliberali dell’America Latina e dei Caraibi, il Venezuela in primo luogo, Washington attua un golpe “soft” contro Buenos Aires in collaborazione con la locale oligarchia finanziaria-mediatica. E Tel Aviv ed i suoi agenti lavorano a tempo pieno per por terminare al piano di Kirchner. Il Mossad ha dirottato e deviato dalla loro storia progressista le tradizionali organizzazioni ebraiche, attualmente nelle mani di ultra-sionisti lontani dagli interessi della comunità, che manipolano. Intelligence e corporazione giudiziaria sono i principali attori del piano di destabilizzazione dal mandato di Néstor Kirchner, e lo scorso dicembre ad aggredire la presidentessa furono i membri della Segreteria dell’intelligence colpiti dalle misure adottate. Certo, anche con il pieno sostegno dei conglomerati mediatici internazionali, il consorzio multimedia Clarín e il giornale oligarchico La Nación, responsabili delle strane circostanze della morte del procuratore Nisman e, come testimoniano i cablo di Wikileaks, agli ordini dell’ambasciata degli Stati Uniti. Hanno trascurato i suoi frequenti viaggi in Israele, dove faceva rapporto. Nisman ebbe anche istruzioni da Jaime Stiuso, direttore operativo della Segreteria dell’Intelligence, dove regnava da 42 anni, licenziato e costretto a ritirarsi a dicembre su ordine di CFK. Nisman ha accusato la presidentessa, il ministro degli Esteri Héctor Timerman e altri funzionari del governo e attivisti sociali, come il combattivo piquetero Luis D’Elia, di coprire il presunto coinvolgimento dell’Iran nei criminali attentati contro l’Asociación Mutual Israelita Argentina (AMIA) e l’ambasciata d’Israele. Ma tale accusa, basata su istruzioni statunitensi e israeliane, fu contestata dai prestigiosi giuristi Eugenio Zaffaroni e Julio Maier, dall’Associazione dei giuristi argentini, dai vertici dell’INTERPOL e dalla stampa specializzata, dimostrando che le prove erano inaccettabili in tribunale, come illustrarono due giudici federali. Nisman, nella sua denuncia considerava un crimine anche una legge votata dal Congresso Nazionale: il “Memorandum of Understanding con l’Iran“, il cui scopo era sbloccare dalla letargia in cui era caduto il caso AMIA, anche grazie alla collusione di giudici e agenti dei servizi segreti.
Non prima dell’arrivo alla presidenza di Néstor Kirchner in Argentina fu fatta giustizia. Fu nel 2008 che finì l’impunità e aumentarono del 700 per cento le condanne dei criminali di guerra della dittatura militare. Non è un caso che le nonne e le madri di Plaza de Mayo hanno ardentemente sostenuto le amministrazioni di Nestor e Cristina. Il risanamento dell’intelligence era una questione pendente che non poteva essere affrontata dal kirhcnerismo senza prima riconquistare la sovranità, rimettere in piedi ed attivare un Paese de-industrializzato e prostrato dal neoliberismo, ed allo stesso tempo affrontare i seri guasti sociali con una più equa distribuzione delle ricchezze e affrontare i tentativi di regressione neoliberista come l’ALCA, sepolto nel 2005 da Kirchner, Chavez, Lula e Tabaré Vázquez. Ultimamente c’è stata la lotta contro i fondi avvoltoio. Ma le campagne di destabilizzazione, come quella che strumentalizzava Nisman, continueranno in quest’anno di elezioni, al fine di offuscare la presidentessa e danneggiare il candidato del Fronte per la Vittoria. Il kirchenrismo sconvolge e lo si vuole rimuovere con ogni mezzo, ma No pasarán!

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