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10.07.2015

 

Grecia: Eurogruppo valuta il piano Tsipras. Schaeuble: "credibilità distrutta"

di Marta Panicucci

 

AGGIORNAMENTO 9.00: Nella notte tra venerdì e sabato l'ex-Troika e il Parlamento greco hanno approvato la proposta di Alexis Tsipras. Intorno all'1 di notte Bruxelles ha approvato le riforme considerandole sufficienti per un nuovo finanziamento alla Grecia di 74 miliardi di euro, di cui 58 da ESM e 16 dal FMI. Adesso la proposta avanzata da Tsipras passa all'Eurogruppo per l'approvazione da parte dei Ministri delle Finanze dei Paesi membri. Più complessa è stata la partita al Parlamento di Atene dove si sono registrate molte defezioni da parte dell'ala più a sinistra di Syriza. Ma intorno alle 2.30 è arrivato anche l'ok dal Parlamento ellenico: “Ora il governo ha un forte mandato a trattare con i creditori” ha commentato Tsipras al termine del voto.

 

AGGIORNAMENTO 15.30: Da Berlino scende il gelo su Atene. Schaeuble ha riferito che le negoziazioni sono estremamente difficili, anche a causa dell'avverso clima di fiducia che si è venuto a creare negli ultimi mesi. Per la Germania le proposte di Tsipras appaiono poco credibili e insufficienti per richiedere un terzo piano di aiuti.

Nel duro braccio di ferro tra ex-Troika e Grecia qualcuno prima o poi doveva cedere. Il primo a fare un importante passo verso l’altra parte è stato il premier Tsipras: le proposte arrivate ieri sera a Bruxelles infatti, vanno nella direzione indicata dall’Europa nell’ultima bozza, in pratica quella bocciata dai greci nel referendum di domenica scorsa. Pur mantenendo alcuni punti fermi, in sostanza il suo piano di riforme va incontro alle richieste europee. Il leader di Syriza si trova stretto tra due fuochi: il no al 61% uscito dal referendum sulla proposta Juncker e il rischio, sempre più reale, che in mancanza di un accordo l'unica strada per Atene sia l'uscita dall'Unione e dall'euro. Ma se da una parte Tsipras si è mostrato più che disponibile, rischiando lo scontro interno al suo partito, dall’altra chiede all’Europa altrettanta disponibilità: un piano di aiuti da 53,5 miliardi di euro per pagare i debiti fino al 2018 e la ristrutturazione del debito.

 

Cosa propone Tsipras

Con qualche ritocco qua e là, il piano di riforme proposto da Tsipras è oggettivamente simile all’ultima proposta avanzata da Juncker a fine giugno. Vediamo meglio cosa contiene la proposta di riforme che giovedì sera (9 luglio) ha inviato alle istituzioni europee:

  1.             L’avanzo primario è previsto all’1% del 2015, al 2% nel 2016, al 3% nel 2017 e al 3,5% nel 2018. Il dato sarà rivisto insieme alle isituzioni europee in base agli sviluppi dell’economia greca;
  2.             da ottobre 2016 introduzione di tre nuove aliquote IVA, così come proposto da Juncker: al 23% anche per ristoranti e punti di ristoro, al 13% per beni alimentari di prima necessità, al 6% per farmaci, libri e spettacoli teatrali;
  3.             Tsipras ha accolto la richiesta europea di eliminare la riduzione del 30% delle aliquote IVA per le isole come Mikonos e Santorini, resteranno solo delle agevolazioni per le isole più piccole e remote.
  4.             riduzione della spesa militare di 100 milioni di euro quest’anno e di 200 milioni di euro nel 2016. Su questo punto la proposta è una via di mezzo tra le posizioni precedenti: Syriza chiedeva di abbassare il tetto di 200 milioni nel 2016 e 400 nel 2017, mentre l’Europa voleva la riduzione immediata di 400 milioni;
  5.             fine delle esenzioni fiscali per gli agricoltori, carburante compreso e più controlli per evitare le truffe. Aboliti in generale i trattamenti fiscali di favore per agricoltori e armatori con l’aumento dell’imposta sul tonnellaggio;
  6.             aumento dell’imposta sul reddito delle società dal 26 al 28% e pagamento anticipato del 100% delle tasse da parte delle imprese entro il 2016. Nell’ultima proposta di Tsipras si chiedeva di rinviare l’anticipo del 100% al 2017;
  7.             resta in vigore la tanto discussa tassa sugli immobili, l’Enfia almeno per il 2015-2016. 
  8.             riduzione degli stipendi per i dipendenti pubblici entro il 2019 con l’adozione di meccanismi per premiare i più virtuosi e liberalizzazione delle professioni;
  9.             il governo si impegna ad aumentare gli sforzi per ridurre l’evasione fiscale, è prevista l’istituzione di un’agenzia autonoma per la riscossione delle tasse;
  10.             previsti l’aumento della tassa di solidarietà e quelle sul lusso: l’imposta sugli yacht passa dal 10 al 13%;
  11.             riprendendono le privatizzazioni: interessati gli aeroporti regionali, il vecchio aeroporto Hellenikon, i porti di Salonicco e del Pireo. Resta fuori la Dei, il monopolista dell'energia elettrica.
  12.             tra i punti più controversi della trattativa ci sono le pensioni. Tsipras è disponibile a portare l’età pensionabile a 67 anni entro il 2022, fatta però accezione per i “lavori usuranti”. Con altri disicentivi al prepensionamento si prevede la riduzione dell’impatto del costo delle pensioni dello 0,5% sul PIL entro fine 2015 e dell’1% entro fine 2016. Un tema particolarmente delicato è la richiesta europea, contrastata da Syriza, di eliminare l'Ekas, il sussidio per le pensioni più basse: subito per il 20% più elevato degli importi, entro il 2019 per gli altri. Nell’attuale proposta di Tsipras l’Ekas sarà tagliata al 20% dei pensionati con reddito maggiore a partire dal 2016 e a tutti gli altri dal 2019.

 

Syriza: un partito spaccato

Il pacchetto di tagli e risparmi presentato da Tsipras va ben oltre gli 8 miliardi ipotizzati nella precedente proposta. Il passare delle settimane ha visto il deteriorarsi dell’economia greca tornata in piena recessione. Il piano di riforme vale circa 13 miliardi stimati con le maggiori entrate per l’aumento dell’IVA e delle tasse e i risparmi per i tagli alle agevolazioni fiscali. Per il partito di Syriza sarà un malloppo duro da buttare giù.

Intervistato da Repubblica, Vassilis Primikiris, leader della minoranza interna a Syriza ha dichiarato: “mi trovo di fronte a una scelta difficile: far cadere questo governo o accettare proposte che sono simili a quelle dei vecchi memorandum? Non ho una risposta". Il partito del premier Tsipras sembra spaccato di fronte alla nuova proposta del premier, molto più accomodante nei confronti dei creditori. “Il premier – continua Primikiris - si trova in una situazione complicata: salvare la patria europea o salvare le proposte di sinistra del partito, quelle che finora sono state vittoriose? Sono enormi contraddizioni da sciogliere. Non puoi andare a dormire con il "no" al referendum e svegliarti con il "sì" una settimana dopo."

Il nodo del debito greco

 L’unico modo per far ingoiare a Syriza il boccone amaro dell’accordo con l’ex-Troika potrebbe essere la ristrutturazione del debito. Il tema è complesso e le posizioni all’interno del gruppo dei creditori sono molto diverse. Dopo l’apertura del FMI che chiede all’Europa di tagliare il debito di Atene, ieri anche il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha chiesto una qualche forma di “alleggerimento” del debito greco. “A proposte realistiche da parte greca – ha dichiarato Tusk - devono corrispondere proposte realistiche da parte dei creditori sulla sostenibilità del debito per creare una situazione in cui tutti ci guadagnano”. Ma sempre da Francoforte ieri è arrivato il secco no del Ministro delle Finanze tedesco Schäuble che si è detto contrario alla ristruttutazione del debito perchè sarebbe in sostanza un salvataggio sovrano vietato dal Trattato europeo.

 

Prossime tappe

Oggi il Parlamento greco dovrà votare la proposta di Tsipras: se la minoranza estrema di Syriza vota compatta il no al nuovo accordo, il Governo rischia di cadere sotto i colpi del fuoco amico. Intanto le proposte di Tsipras sono valutate dalla Banca centrale europea, dalla Commissione europea e dal Fondo monetario internazionale che devono valutare la sostenibilità del debito greco alla luce del nuovo piano di riforme. Poi il giudizio delle istituzioni sarà inviato ai Ministri delle Finanze chiamati a decidere se continuare i negoziati con la Grecia sulla base della sua proposta oppure chiuderle la porta in faccia. In caso di decisione positiva, si metterà a punto un memorandum che dovrà essere approvato dai Parlamenti nazionali.

Si pospetta un altro fine settimana di fuoco per la Grecia e l’Europa intera. Intanto i mercati festeggiano la proposta di Tsipras e puntano sull’accordo.