http://comune-info.net/

13 luglio 2015

 

Comitati anti-austerity in ogni quartiere

di Matteo Saudino

docente di storia e filosofia a Torino

 

Bastonare la piccola e combattiva Grecia serve a educare gli altri popoli. La ribellione passa per autogestioni nei luoghi di lavoro e partecipazioni politiche locali. C'è bisogno di comitati contro l'austerity in ogni città e in ogni quartiere

 

L’ultimatum dato dalla Germania alla Grecia è la dimostrazione empirica, come ricordo sempre ai miei allievi, che la storia è magistra vitae soprattutto nell’insegnare a reiterare violenze e soprusi. Dall’ultimatum alla Serbia, alla Boemia e alla Polonia, i diktat portano sempre alla guerra, alla conquista e infine alla catastrofe. In questo caso l’obiettivo è trasformare la Grecia in un protettorato teutonico.

Il nuovo Sacro Impero Finanziario Germanico, con i suoi alleati nordici, sta conquistando il sud Europa nell’ignavia e stupidità delle classi dirigenti italiane e francesi, che fanno a gara per mostrarsi fedeli e affidabili alleati-sudditi. Bastonare la piccola e combattiva Grecia serve ad educare gli altri stati membri dell’Unione. Bisogna evitare che vengano eletti altri Tsipras: la democrazia si sa è pericolosa per l’Europa delle Borse. E così la prossima volta i greci voteranno meglio. L’ideale sarebbe avere governi tecnici liberisti in tutto il vecchio continente. Oppure esecutivi fantoccio come in Italia. Monti, Letta e Renzi da vassalli dell’Impero hanno eseguito ed eseguono le politiche economiche indicate dalla Troika nella lettera inviata al nostro Paese nel Natale 2011: privatizzazioni, innalzamento dell’età pensionabile, precarizzazione del lavoro, contenimento salariale, riduzione del welfare state.

La crisi economica e il debito sono diventate lo strumento utilizzato dai governi liberali e dalle grandi borghesie per ridefinire ulteriormente a loro vantaggio i rapporti fra capitale e lavoro, il quale è sempre più mercificato, sfruttato e umiliato. Per questo motivo la lotta contro questa Europa delle banche, della finanza e dell’austerità deve partire proprio dai lavoratori e dalla loro capacità di organizzarsi. Solo l’unità del lavoro contro il capitale speculativo può portare ad una società più equa e giusta, in cui viveri in sicurezza e dignità: dagli insegnanti ai dipendenti dell’Ikea, dagli operai ai braccianti stagionali, dagli operatori dei call center agli stagisti occorre essere uniti per un orizzonte di emancipazione, che può realizzarsi solo attraverso la solidarietà.

La ricetta delle destre antieuropee è innalzare muri e ritornare alle patrie razziste, contrapponendo i lavoratori in base a nazionalità. La risposta delle sinistre non liberiste e degli schieramenti di civiltà e progresso deve essere la costruzione di un’Europa sociale, del lavoro e dell’istruzione, fatta di autogestioni economiche solidali (leggi anche Le lotte e le speranze della Grecia ndr) e da partecipazioni politiche locali.

Hanno svuotato la democrazia formale? Riprediamoci quella reale! Costruiamo comitati contro l’austerity in ogni città e in ogni quartiere. Pensare di salvarsi singolarmente, partendo da piccole e fragili posizioni di rendita, non fa altro che rinviare una sconfitta comune.