http://yanisvaroufakis.eu/

http://popoffquotidiano.it/

14 luglio 2015

 

Grecia: come il golpe del 1967, ma con le banche

di Yanis Varoufakis

Traduzione di Carlo Perigli

 

L’accordo sottoscritto ieri suona come una dichiarazione di resa. Nel Colpo di Stato del 1967 le forze straniere usarono i carri armati, questa volta le banche greche

 

Nelle prossime ore e nei prossimi giorni siederò in Parlamento per valutare la legislazione parte del recente dell’accordo raggiunto all’ultimo Euro Summit sulla Grecia. Sto anche aspetto impazientemente di sentire i miei compagni Alexis Tsipras e Euclid Tsakalatos, che hanno dovuto subire tanto in questi giorni. Fino a quel momento, terrò per me il giudizio sulla nuova legislazione. Nel frattempo, ecco alcuni iniziali e approssimativi pensieri suscitati dalla dichiarazione dell’Euro Summit:

- Un nuovo Trattato di Versailles sta perseguitando l’Europa – ho usato quell’espressione già nel 2010 per descrivere il primo piano di salvataggio che si stava preparando all’epoca per la Grecia. Se quell’allegoria era pertinente, allora ora è , tristemente, tutto molto coerente.

- Fino ad ora l’Unione Europa non aveva mai preso una decisione che indebolisse così tanto il progetto di integrazione europea. I leader europei, nel trattare in quella maniera Alexis Tsipras e il nostro governo, hanno inflitto un colpo decisivo al progetto europeo.

- Il progetto di integrazione europea difatti è stato ferito fatalmente negli ultimi giorni. E come Paul Krugman ha giustamente detto, qualsiasi cosa possiate pensare di Syriza o della Grecia, non sono state né l’uno né l’altra a sterminare il sogno di un’Europa democratica e unita.

- Nel 1971, il noto economista di Cambridge  Nick Kaldor aveva avvertito che forgiare una moneta unica, prima che fosse possibile unica politica unica, avrebbe portato non solo ad un’unione monetaria fallimentare, ma anche alla decostruzione del progetto politico europeo. Più tardi, nel 1999, anche il sociologo anglo-tedesco Ralf Dahrendorf avvertì che l’unione economica e monetaria avrebbe diviso e non unito l’Europa. In tutti questi giorni ho sperato si sbagliassero. Ora, le “autorità superiori” che si trovano a Bruxelles, Berlino e Francoforte  hanno cospirato per dimostrare che avevano ragione.

- La dichiarazione rilasciata dall’Euro Summit ieri mattina sembra un documento che mette nero su bianchi i termini di resa della Grecia. È concepito come una dichiarazione con cui la Grecia acconsente a diventare un vassallo dell’Eurogruppo.

- La dichiarazione rilasciata dall’Euro Summit ieri mattina non ha niente a che vedere con l’economia, né con un qualsiasi interessamento per il tipo di riforme in grado di far uscire la Grecia dal suo pantano. È esclusivamente e semplicemente una manifestazione della politica dell’umiliazione in corso. Anche chi detesta il nostro governo deve vedere che la lista di richieste dell’Eurogruppo rappresenta una considerevole deviazione da decenza e ragione.

- La dichiarazione rilasciata dall’Euro Summit ieri mattina ha indicato un completo annullamento della sovranità nazionale, senza mettere al suo posto un corpo politico sovrano, sovra-nazionale e pan-Europeo. Gli europei, anche quelli a cui la Grecia non interessa, dovrebbero fare attenzione.

- Molta energia viene consumata dai media nel chiedersi se i termini di resa verranno accettati dal Parlamento greco, e in particolare se parlamentari come il sottoscritto si metteranno in linea e voeranno in favore della legislazione pertinente. Io non penso che questa sia la più interessante delle domande. La questione cruciale è : l’economia greca ha una qualsiasi possibilità di guarire a queste condizioni? Questa è la domanda che mi preoccuperà durante le sessioni parlamentari che avranno luogo nelle prossime ore e nei prossimi giorni. La più grande preoccupazione è che anche una resa completa da parte nostra porterebbe ad un’intensificazione di una crisi infinita.

 - Il recente Euro Sommit è difatti semplicemente il culmine di un Colpo di Stato. Nel 1967 le potenze straniere usarono i carri armati per porre fine alla democrazia greca. Nella mia intervista con Philip Adams, su ABC Radio National’s LNL, ho affermato nel 2015 un altro golpe è stato preparato da forze straniere, usando, invece dei carri, le banche greche. Forse la principale differenza economica è che, mentre nel 1967 la proprietà pubblica greca non venne bersagliata, nel 2015 le potenze dietro al colpo hanno chiesto la consegna di tutti i beni pubblici rimanenti, cosi da metterli al servizio del nostro impagabile ed insostenibile debito.

 

Tradotto da:  

On the Euro Summit’s Statement on Greece: First thoughts, di Yanis Varoufakis