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apr 30th, 2015

 

Al-Baghdadi probabilmente morto: il nuovo “Califfo” sarebbe Abu Ala al-Afri

di Guido Keller

 

Sempre più voci danno Abddul Rahman al-Sheijar, noto con lo pseudonimo di Abu Ala al-Afri quale nuovo capo dell’Isis, in sostituzione di Abu Bakr al-Baghdati, ferito in modo grave in occasione di un raid aereo statunitense lo scorso marzo e comunque non in grado di reggere la guida del Califfato.

Non è la prima volta che si parla del ferimento di al-Baghdadi, tanto che già lo scorso 5 luglio la tv irachena al-Sumaria aveva riportato che l’uomo, il cui vero nome è Ibrahim Awwad Ibrahim, era stato colpito in occasione di un bombardamento delle truppe regolari su Qaim. In realtà il fatto non è mai stato confortato da versioni ufficiali, ma anche in novembre un twitter del ministro degli Esteri iracheno Ibrahim al-Jaafari, rivelatosi poi un falso, dava il numero uno dell’Isis (Daesh) come morto. A gennaio il primo ministro iracheno, Hayder al-Abadi, aveva riferito al quotidiano al-Hayat, edito a Londra, che al-Baghdadi era rimasto “ferito” a Qaim, salvandosi “miracolosamente”.

Domenica scorsa l’agenzia ufficiale iraniana Fars ha riferito (dato anche in questo caso non confermato) che al-Baghdati si troverebbe in stato di morte clinica.

L’Isis ha smentito tali voci, le quali tuttavia non sono ritenuti attendibili sia per le modalità con cui sono state espresse, sia per il fatto che il “califfo” manca dalla scena ormai da diverse settimane.

E’ invece la prima volta che si fa il nome di un suo successore, cosa che di fatto conferma il ferimento in modo grave se non la morte del “Califfo”. Vi sono poi indiscrezioni che parlano anche di scontri all’interno del gruppo per la contesa della leadership.

Dandone notizia il britannico The Times cita come fonti funzionari curdi in Iraq, i quali hanno indicato “scontri sanguinosi” tra le fazioni: “C’è stato anche spargimento di sangue” tra chi sosteneva l’uno o l’altro leader, hanno riferito.

Hisham al-Hashimi, consigliere per la sicurezza del governo iracheno, descrive sul The Times che al-Afri “Sa parlare bene in pubblico, ha un forte carisma e tutti i leader dell’Isis trovano che abbia saggezza nella sua visione jihadista, che abbia buone capacità di leadership e amministrative”; viene quindi descritto come “più importante e più brillante” di al-Baghdadi, già insegnante di fisica.

 

 

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