http://www.notiziegeopolitiche.net/

mag 12th, 2015

 

Altro che distrutte: le opere d’arte vanno sul commercio on line

di C. Alessandro Mauceri

Molti notiziari nelle scorse settimane hanno diffuso le immagini dei miliziani dell’Isis che distruggevano opere d’arte. Molte autorità hanno lanciato l’allarme sullo scempio che si stava compiendo e sui danni che avrebbe subito l’enorme patrimonio artistico di paesi come Siria, Iraq, Libia, Egitto e Libano.

Recentemente, però, ci si è resi conto che più che di danni si deve parlare di furti.

Nei giorni scorsi si è svolto un incontro a porte chiuse del Consiglio di sicurezza Onu al quale hanno partecipato il segretario generale dell’Interpol Jurgen Stock e il numero uno dell’Unesco Irina Bokova. Oggetto dell’incontro proprio il furto di opere d’arte per mano dei terroristi dell’Isis: secondo le stime sono almeno 2.700 i reperti artistici e archeologici rubati dai jihadisti dell’Is. Come conferma l’ambasciatore iracheno presso le Nazioni Unite, Mohammed Alhakim, “E’ la prima volta che si tiene un incontro a questo livello sulla cultura e il patrimonio. Siamo andati oltre le questioni tecniche e abbiamo discusso di come la distruzione del patrimonio sia un crimine di guerra e di come il Consiglio di sicurezza Onu possa affrontare la questione”.

Lo scopo dei filmati in cui si mostravano persone che inveivano a colpi di mazza su opere d’arte è evidente: fingere di distruggere quello che in realtà viene rubato e poi venduto al miglior offerente. Il tutto con il solo e unico scopo di finanziare le iniziative dei miliziani dello Stato Islamico. Aree ricchissime di opere d’arte facenti parte del patrimonio culturale e della storia del Mediterraneo e del mondo intero sono state saccheggiate: come le zone monumentali di Nimrud, di Khorsabad, di Hatra e di Mosul. Sono molti i siti, spesso vicini ai luoghi dove si sono verificati scontri tra jihadisti e peshmerga curdi, che hanno subito la stessa sorte.

Il motivo di un simile accanimento è ovvio. Petrolio, droga, rapimenti e opere d’arte servono tutti a rimpinguare le casse dei terroristi. Ma mentre droga, rapimenti e scambi di armi internazionali fanno scalpore su tv e giornali (si pensi al rapimento delle due cooperanti italiane qualche mese fa), il traffico di opere d’arte è meno “disturbato” e meno contrastato. E per questo assai più redditizio. La conferma arriva da un’inchiesta del Guardian: il contrabbando d’oggetti d’arte ha un posto d’onore tra le fonti di finanziamento dei terroristi islamici.

Oggetti d’arte che spesso vengono venduti spudoratamente online, specie i pezzi di dimensioni più piccole. Numerosi contrabbandieri stanno già mettendo in vendita opere d’arte come bassorilievi, statue, monili, sarcofagi e arredi funerari tutti provenienti molto probabilmente dalle aree saccheggiate. Sui siti vengono fornite informazioni complete di video di statue funerarie egizie, vasi canopi, sacrari, busti romani, stele o stendardi sumeri, fregi ornamentali greci e monete, con l’annuncio: “in vendita”. Un commercio illegale che come ha ricostruito Simon Cox, giornalista della Bbc, viaggia dalla Siria al Libano, fino alla Turchia, per giungere in Europa e nei mercati dove i nuovi ricchi sono disposti a pagare somme ingenti pur di accaparrarsi un pezzo di storia.

Un giro d’affari in costante crescita: negli ultimi anni, il contrabbando di opere d’arte provenienti dal Medio Oriente ha avuto un’impennata dell’86 per cento, come confermano i dati della Us international trade commission. Un mercato prospero che frutta ai terroristi milioni di euro: recentemente un frammento di stele babilonese è stato venduto per un milione di euro.

 

Leggi anche:

 

L’Isis distrugge l’arte e colpisce l’umanità. Intervista all’archeologo Manlio Lilli

 

IRAQ. Un video conferma la distruzione di Nimrud: 3.500 anni polverizzati da un’esplosione

 

Isis. Continua la distruzione e il traffico delle opere d’arte. Ma a far guadagnare è la droga

 

IRAQ. Ancora distruzioni di siti archeologici. Appello di Ban Ki-moon

 

IRAQ. L’Isis continua la distruzione della storia: picconate sugli ornamenti delle mura di Hatra

 

top