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15 Gen 2015

ll  “wahabo-takfirismo”, il grande imbroglio per rimbecillire e dominare
di Djerrad Amar

Per aggirare i precetti dell’islam, che vieta di fare la guerra santa contro altri mussulmani o di uccidere senza un motivo certificato, valido e giustificato, i “wahabiti” hanno trovato coi “takfiriti” l’alleanza ideale e il mezzo adatto per combattere tutti i paesi mussulmani che non si adeguano

Il wahabismo è una dottrina molto rigorista che fa riferimento a Ibn Abdelwahab (1703-1792), che ne è il fondatore. Essa combatte tutti i mussulmani che non vi si sottomettano, considerandoli al pari degli apostati. Dopo essere stato condannato, scappò a Dariya, dove venne accolto dai ben Saud. Questi ultimi trovarono in lui e nella sua ideologia uno strumento per combattere le tribù e assoggettarle al loro potere politico e religioso. Fu così che si formò il Regno dell’Arabia Saudita e il suo sistema che perdura fino a oggi.

Il Takfirismo è un movimento settario fondato nel 1971 da Moustafà Choukri. Esso considera miscredente tutta la società mussulmana e definisce eretici tutti i mussulmani che non condividono il suo punto di vista. L’assassinio di questi ultimi, per tale ragione, viene considerato lecito.

Non stupisce dunque che due ideologie similari, violente, si alleino e facciano fronte comune contro qualsiasi Stato mussulmano che non si adegui ai loro canoni. E siccome le ricche famiglie reali saudite sono wahabite e alleate agli interessi degli USA e di Israele, è logico che esse monopolizzino questo movimento per farne uno strumento politico e un mezzo militare al loro servizio.

Dal punto di vista dell’Occidente – i cui interessi vitali si trovano nelle regioni arabo-mussulmane, specialmente per quanto riguarda l’energia – non si potrebbe trovare migliore alleato, meno costoso, degli stessi Arabi, per mantenere in sicurezza i propri approvvigionamenti e garantire la propria influenza. Di qui nascono le divisioni degli Arabi e i loro antagonismi, che si nascondono dietro organizzazioni e leghe di facciata che si sono rivelate essere delle trappole, degli strumenti che tradiscono la causa, addirittura strumenti di autodistruzione. Il “wahabo-takfirismo” serve gli interessi occidental-sionisti. E’ questa la ragione per la quale questi ultimi lo sostengono, l’incoraggiano e lo armano. Questa ideologia è uno strumento importante della strategia di dominio occidentale.

Una serie di concetti, di aggettivi e di espressioni sono stati eretti a “buoni” o “vietati”, a uso e consumo di questi gruppi di assassini e delle loro gesta guerresche. E’ stato così che la maggioranza dei media occidentali, detti “mainstream” sono stati posti al servizio di questa causa con il compito di mentire, prendere in giro, ingannare, manipolare, falsificare. Fare di tutto per nascondere la realtà. Questi media evitano di utilizzare, per esempio, nei confronti dei wahabo-takfiriti, espressioni come “terroristi” e “assassini”, “islamo-fascisti” e ogni altro aggettivo forte (che era però moneta corrente quando si trattava di combatterli). Fanno credere, subdolamente, che fanno così per non offendere i mussulmani, sapendo bene che questi ultimi usano espressioni ben più forti nei loro confronti. Si tratta ovviamente di un inganno, in quanto i decisori occidentali intendono nascondere una strategia di instaurazione del caos in certi Stati mussulmani, manipolandone le frange più ignoranti e più estremiste per i loro comportamenti immondi e assurdi, con l’assistenza, l’assenso e la copertura religiosa di talune monarchie arabe. Questi “wahabo-takfiriti”, per la stragrande maggioranza dei mussulmani, sono non solo lontani dai precetti della religione islamica, ma lontanissimi dal rappresentarla.

I media occidentali utilizzano, per contro, degli attributi misurati come “oppositori”, “ribelli”, “dissidenti”, “gruppi armati”, o “rivoluzionari”, perché sono loro creature, i loro strumenti, il loro prodotto, i loro “proxy”, il loro “cavallo di Troia” per dominare il mondo arabo-mussulmano, utilizzando la loro religione, i loro sceicchi, i loro figli, il loro danaro, usando le loro frustrazioni e le loro inclinazioni per instaurare il caos programmato.

Queste fazioni armate, in maggioranza affiliate ad Al Qaeda, sono organizzate in brigate e gruppi che portano nomi legate alla storia del mondo mussulmano, soprattutto dei tempi del profeta, e questo per meglio ingannare. Si tratta in maggioranza di mercenari stranieri, di confessione mussulmana, guidati da quadri a contratto, giunti come jihadisti e sostenuti da una logistica militare occidentale. Questi gruppi sono armati e addestrati principalmente dagli Stati uniti, dalla Francia, Israele, Arabia saudita e Qatar. Alla fine torneranno ad essere considerati quello che realmente sono, vale a dire un pericolo, e, una volta raggiunto l’obiettivo, saranno lasciati autodistruggersi, senza però mai sterminarli, in vista di utilizzazioni future.

Molti media ostili a questa politica occidentale descrivono, al contrario, le cose come realmente sono e utilizzano aggettivi appropriati. L’Iran, che è un paese mussulmano, pubblica continuamente degli articoli assai critici sia contro la politica imperial-sionista dell’Occidente, che contro i becchini dell’Islam, anche se sono mussulmani. E’ questo il caso anche di molti media algerini, siriani, tunisini, egiziani, iracheni e libanesi soprattutto.

Si tratta di un conflitto di interessi e di potere – dove si scontrano il bene e il male, così come la verità e la menzogna- su scala mondiale, che usa e abusa della morale, della religione e delle leggi internazionali. Ed è accaduto che uno dei campi in competizione abbia trovato nella religione mussulmana, e in certi felloni mussulmani influenti, la tattica e il mezzo – il meno costoso – per realizzare i suoi obiettivi e uscire vittorioso.

L’islamismo, l’integralismo, il wahabismo, il takfirismo, il salafismo sono solo degli scismi – di origine politica, nati da lotte di potere e di interessi – e non hanno niente a che vedere con l’essenza della religione islamica. Ognuno di questi scismi ha i suoi obiettivi e le sue tattiche. Non esisterebbero se non fossero finanziati da forze influenti, interessate e ricche. Spesso dai regimi plutocratici e nepotisti che hanno trovato in questi “combattenti di dio” a buon mercato un mezzo per proteggere i loro interessi a togliere le castagne dal fuoco ad alcuni regimi arabi anacronistici. Doha (Qatar) è il Quartier Generale di questi “combattenti”. E’ lì che si negozia con i mandanti.

Vi è mai stata nella storia dell’umanità una religione, una filosofia, una morale che predicava la violenza, la crudeltà o la barbarie come virtù?

Ora il mondo conosce meglio questi energumeni che hanno scelto l’alienazione, pensando di fare delle buone azioni conformi alla loro fede. Alcuni paesi mussulmani li hanno combattuti e li combattono ancora dopo averli conosciuti, studiati, messi alla prova.

Sono sette – la cui ideologia è diametralmente opposta all’islam – formate in maggioranza da gente ignorante, spesso dei pregiudicati, degli spiantati, dei falliti, indottrinati e manipolati da teste ben pensanti.

La jihad sessuale e la sodomia islamica

Sono immersi in una palude di ignoranza che li spinge a comportamenti disumani. Esprimono un insieme di odio, frustrazione, ipocrisia, malvagità, cupidigia, perfidia, ignoranza, sotto la facciata di una religiosità molto male assimilata. Quale religione, filosofia, morale nella storia consente, in nome di dio, lo sgozzamento, la decapitazione o l’eviscerazione di chi non condivide le vostre idee; rende leciti e raccomanda, “in nome di dio”, lo stupro e il furto; autorizza questa follia appena inventata che è la “jihad sessuale”, in nome della quale chiedono alle mogli e alle figlie di fare lo “sforzo” di “darsi” a coloro che essi definiscono “jihadisti” (combattenti per una causa giusta e lecita in nome di dio). Non è alienazione? A Raqa, in Siria, un gruppo di salafo-wahabiti ha sequestrato una ragazza di 5 anni per far “cantare” suo padre. E’ stata stuprata fino a provocarne la morte. Sul cartello che hanno lasciato è scritto: “Dio ha voluto che fosse la sua martire procurando piacere ai suoi mujaheddin” .
Tutto questo viene detto e attuato sui media dei monarchi da parte di sceicchi a contratto che continuano a lanciare fatwa folli che la saggezza non riuscirà mai a comprendere.

Abbiamo visto e inteso uno pseudo sceicco rispondere, a domanda, che l’islam “autorizza, se fatto in buona fede” (è veramente difficile da raccontare) di farsi sodomizzare per facilitare l’introduzione degli esplosivi con l’obiettivo di un attentato suicida
E una fatwa schizofrenica raccomanda alla vostra collega di lasciarvi toccare il suo seno “cinque volte” per “allacciare una relazione di seno”. Una recente fatwa vieta alle donne di toccare alcuni frutti e legumi che assomigliano al sesso maschile… Che dire di quell’eminente (?!) sceicco che “ordina” di uccidere tutti quelli che sostengono il “regime di Bachar”, che siano militari, civili, intellettuali, uomini, donne, uomini di religione e, in caso di errore, “Dio saprà riconoscere i suoi”. Questo stesso Karadhaoui ha poi aggiunto, nel recente sermone del venerdì pronunciato a Doha, prendendosela con gli Alawiti, Hezbollah, l’Iran e la Russia che “gli alawiti sono più empi dei cristiani e degli ebrei”, “Hezbollah, la Russia e l’Iran sono nemici di dio”, “Tutti i mussulmani devono andare a El Quseir per combattere contro Hezbollah (alkhabar press).

Aggiungiamo le cosucce dette da Abdelmalek Ramdani, sceicco dell’Arabia Saudita, che vieta le manifestazioni e le rivolte dichiarando che “finché il capo della nazione è un mussulmano, dovete obbedire e ascoltare e, se non è persona desiderata, in quanto mussulmani potete solo pregare e dare prova di pazienza”; ma questo principio si applica solo alle… monarchie. Dimentichiamo quest’altra “opinione” perversa dell’imam marocchino Zamzami che consente la necrofilia a patto che il cadavere sia quello della moglie e ”solo” qualche ora dopo il decesso. Dopo che si sono levate le proteste, ha aggiunto che è il Corano a prescriverlo “quando dice che il marito e sua moglie resteranno uniti, (ma che) un uomo normale non penserebbe mai a una cosa del genere dopo la morte della moglie” (lavieeco). Da ridere o piangere?

Potremmo citare centinaia di esempi altrettanto demenziali. Nient’altro che stupidaggini e follie per addormentare e abbrutire i loro popoli. Solo fatwa capaci di esprimere gli istinti più bassi, la frustrazione, la vendetta, la cupidigia di coloro che le hanno emesse o commissionate. Un ultimo esempio sul loro modo di vedere le cose. Se stanno in prigione e beneficiano di una “grazia”, dopo diversi anni di detenzione, interpretano questa “grazia” come una “ricompensa” di dio per il delitto che li ha portati in prigione. E’ dunque un segno che sono nel vero e che dovranno rifarlo ancora più e meglio.

Né l’Arabia saudita, né il Qatar né altri rappresentano l’islam o i mussulmani. Sono peraltro considerati dalla maggioranza dei mussulmani come i becchini dell’islam. Gli specialisti mussulmani dello sproloquio confuso, dell’indottrinamento e delle manipolazioni degli occidentali, che condividono gli stessi interessi, sapendo bene chi prendere di mira, quando, da parte di chi, con quale obiettivo e come. Queste primavere arabe che predicano la democrazia, la libertà e i diritti dell’uomo, che colpiscono solo le Repubbliche e mai le Monarchie, non possono risvegliare tutte le coscienze raggirate?

Monarchie retrograde medioevali, senza elezioni né parlamento, né leggi sociali, che vogliono imporre alle repubbliche quello che non vogliono avere loro. Monarchie che vogliono istaurare il caos, per creare poi degli “Emirati” o Califfati per non essere contaminati dallo spirito “repubblicano”. Ecco il colmo. Ecco l’obiettivo.
Ecco cosa ti organizza la politica imperial-sionista che consiste nell’indebolire col disordine per meglio dominare. Non comprendere questo significa essere folli, immorali.

La dove passano i wahabito-takfiristi, non lasciano che desolazione, morte e distruzione per tutte le confessioni e anche per la loro stessa religione.

Terminiamo con questa citazione dello psicologo David Nazariyan (riportata da IRIB): “I terroristi salafiti… utilizzano infatti la violenza non come reazione, ma come strumento di guerra… e questo è sintomo di patologia. Gli psicopatici sono incapaci di partecipare ai dolori degli altri, incapaci di discernere i loro veri bisogni; per loro la violenza è uno strumento di potere, uno strumento che li aiuta a raggiungere i loro obiettivi. Un delinquente reagisce all’ambiente spesso incomprensivo con atti violenti, perché si sente vittima dell’ambiente (vittima della povertà, della precarietà, dell’ingiustizia sociale…). Ma uno psicopatico takfirita opera con volontà di dominio e di potenza, la violenza per lui è un’arma”.

Quale scienza bisognerà inventare per questi sintomi? La psichiatria e la psicanalisi, che essi rifiutano, non ha alcun effetto su di loro.

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