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19 gennaio 2015

Qual è la situazione in Yemen, di cui si parla tanto

Dove nasce Aqap, la branca di Al Qaeda tornata al centro dell’attenzione per l’attacco alla redazione del Charlie Hebdo.

Lo Yemen è tornato all’attenzione del mondo dopo che la branca araba di Al Qaeda (qui l’approfondimento del Journal per conoscerla meglio) ha organizzato l’attentato alla redazione del Charlie Hebdo. Ma il Paese arabo è una polveriera dal 2011, quando iniziarono le proteste contro Saleh con varie fazioni in lotta. Una base perfetta per il terrorismo islamico che può addestrare migliaia di uomini nei vari campi allestiti da Nasser al-Wuhayshi, a lungo uomo di fiducia di Osama Bin Laden e oggi pronto a raccogliere l’eredità di Ayman al Zawahiri.

Qual è la situazione in Yemen

Lo Yemen è un terreno di scontro tra l’Iran sciita e l’Arabia Saudita sunnita. Le milizie Houthi sono infatti il braccio armato di Teheran e hanno assunto il controllo del Paese, sfruttando il vuoto di potere creatosi dalla caduta del regime di Saleh, rovesciato dalle rivolte legate alla Primavera araba. In sostanza la capitale Sana’a è controllata da loro. La dinastia saudita, per quest motivo, ha anche interrotto i finanziamenti allo Yemen: lo scopo è di evitare che i soldi finiscano nelle mani nemiche.

Contro gli Houthi c’è quel che resta dell’esercito regolare. Il presidente, il sunnita Abd Rabbuh Mansur Hadi, sta cercando da mesi un dialogo con il gruppo sciita e a settembre era stato stipulato un accordo che prevedeva la formazione di un governo di unità nazionale, ma gli sciiti, inizialmente favorevoli all’intesa, non hanno abbandonato i posti di comando. Così ci sono stati nuovi scontri e addirittura gli Houthi, come forma di rappresaglia, hanno rapito il capo dello staff presidenziale.

In questo contesto i miliziani di Al Qaeda sono visti come un argine contro la possibile avanzata degli Houthi. Tra i tanti problemi, peraltro, c’è anche la richiesta di secessione da parte del Movimento del Sud, che vorrebbe fondare una Repubblica indipendente spaccando l’unità raggiunta nel 1990.

Infine, Sana’a deve anche fronteggiare un quadro economico disastroso, a causa della guerra civile che sta affrontando da anni, con danni alle infrastrutture, a cui si aggiunge la fine dell’appoggio economico garantito dall’Arabia Saudita.

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