Fonte: HispanTV

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05 Luglio 2015

 

Contro il vergognoso silenzio dell’ONU sull’aggressione dell’Arabia Saudita, migliaia di yementi scendono in piazza per protesta

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

 

A cosa servono le Nazioni Unite se non riescono a levare la voce contro una palese aggressione di una potenza straniera (l’Arabia Saudita) contro uno stato inerme, lo Yemen, per interferire nel suo assetto politico?

 

Questo è quello che hanno pensato e gridato le migliaia di yemeniti che sono scesi in piazza a Sanaa, l’antica capitale, urlando la loro protesta e la loro rabbia per essere stati abbandonati da tutta la così detta “comunità internazionale” che, quando si tratta dei paesi alleati ed in affari con gli USA e con l’Occidente, si tappano gli occhi e fingono di non vedere la evidenti violazioni della carta dell’ONU e dei diritti umani di una popolazione che, fra la guerra ed il blocco militare, si trova allo stremo.

I manifestanti hanno urlato slogans contro gli Stati Uniti ed il regime di Israele che stanno fornendo appoggio militare alla monarchia saudita nella sua offensiva contro il loro paese che ha già seminato miglia di vittime civili.

 

Inoltre è stata condannato l’atteggiamento dell’ONU rispetto alla deplorevole situazione in cui si trova la popolazione civile yemenita che sta subendo da 102 giorni gli attacchi aerei sauditi così come il blocco aereo, terrestre e marittimo inflittogli dall’Arabia Saudita.

La marcia di protesta ha avuto luogo alcune ore prima dell’arrivo dell’inviato speciale dell’ONU in Yemen, Ismail Ould Chij Ahmad, il quale è atterrato nel paese arabo per esplorare la possibilità di una tregua che metta fine alle atrocità del regime dei Saud nello Yemen nel corso del mese sacro del Ramadan.

Allo stesso tempo i manifestanti hanno rifiutato la partecipazione di paesi stranieri nei dialoghi di pace sullo Yemen, mettendo in risalto che qualsiasi processo di pace deve avvenire fra le fazioni yemenite.

Da utimo gli organizzatori della protesta, tramite un comunicato, hanno denunciato il silenzio della comunità internazionale riguardo ai crimini del regime saudita nel paese ed hanno esortato l’ONU ad assumersi le sue responsabilità ed a fare pressioni su Riyad perchè metta fine ai suoi attacchi contro lo Yemen.

Nello scorso venerdì, il portavoce del movimento popolare Ansarollah, Mohamad Abdel Salam, si era riunito con il rappresentante dell’ONU per lo Yemen per discutere di una possibile tregua e delle vie per trattare un armistizio in occasione del Ramadam.

Nel frattempo l’ONU, soltanto da pochi giorni, ha dichiarato il massimo livello di emergenza umanitaria per lo Yemen, per effetto dei bombardamenti indiscriminati attuati dall’aviazione saudita sulle zone residenziali, che hanno prodotto almeno 2.800 vittime civili, 13.000 feriti, distruzioni di palazzi storici, ospedali, scuole ed edifici pubblici, fra cui la stessa sede dell’ONU a Sanaa.

Gli Stati Uniti ed Israele collaborano attivamente all’aggressione fornendo assistenza militare, logistica e di intelligence alle forze saudite.

L’apparato dei grandi media, giornali e TV, contribuisce a mantenere sotto una cappa di silenzio complice i crimini commessi dai sauditi nel paese per non guastare le buone relazioni e i buoni affari intercorrenti fra la monarchia saudita ed i governi occidentali.

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