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Febbraio 26, 2015

«L’Isis ha decapitato due cristiani perché hanno osato dire: “Perché ci perseguitate? Siamo civili”».
di Leone Grotti

Padre Antranig rivela a tempi.it la liberazione di alcuni di circa 65 cristiani rapiti su 163. Nei villaggi cristiani, i jihadisti «hanno distrutto anche le croci dei cimiteri»

«Siamo riusciti a liberare le donne, i vecchi e i bambini rapiti dallo Stato islamico». Dichiara così a tempi padre Ayvazian Antranig, responsabile dell’eparchia armeno-cattolica di Qamishli e rappresentante del WFP delle Nazioni Unite nel Nord Est della Siria. Lunedì prima dell’alba i jihadisti hanno lanciato un attacco nel nord della Siria ai villaggi assiri e caldei che si snodano lungo il fiume Khabur, sequestrando 163 cristiani.
Quante persone sono state liberate? Tra uomini, giovani e donne in tutto hanno rapito 163 persone. Di queste, 72 rimangono ancora nelle mani dell’Isis a Mafluja, 26 o 28 ad Habbade. Abbiamo liberato circa 65 persone che si trovano attualmente nel villaggio di Msherfe, a 57 chilometri dal primo posto sicuro.
Come avete fatto? Questo è un po’ un segreto, in realtà. Abbiamo mandato un emissario allo Stato islamico, che tre minuti fa (ieri, ndr) mi ha informato dell’avvenuta liberazione. Per il rilascio degli altri, invece, arriverà venerdì da Mosul un emiro dei terroristi per le trattative.
Siete in rapporti con lo Stato islamico? Loro ci rispettano perché noi aiutiamo tutti. Pensi che io vengo chiamato Sheikh, come i loro capi religiosi, purtroppo. Abbiamo trattato con il capo del loro tribunale religioso. Ma ricevo informazioni nuove ogni ora.
Che cosa è successo agli abitanti fuggiti dai villaggi? Ad Hassaké sono arrivate più di 350 famiglie, a Qamishli più di 250. Sono arrivati a piedi, in condizioni terribili, con addosso solo la loro pelle, come dicono i francesi. E qui il freddo è terribile e non ci sono strade, ognuno ha preso la sua direzione per arrivare in queste città. I primi sono stati accolti nella chiesa nestoriana assira, il resto ha trovato riparo da parenti, amici o da gente di buona volontà. Sono molto spaventati e i racconti che mi hanno fatto sono terribili.
Che cosa le hanno detto? Hanno bruciato delle chiese, sicuramente due. Poi hanno distrutto tutti i simboli del cristianesimo: si sono avventati sulle croci e sulle immagini. Hanno distrutto le croci perfino sulle tombe nei cimiteri e hanno ordinato ai cristiani di portare via tutti i simboli cristiani dalle case. Non hanno lasciato niente.
Come aiutate i rifugiati? Domani (oggi, ndr) manderemo alle famiglie coperte e grandi sacchi di alimenti con tutto il necessario.
Qualche civile è stato ucciso? Martedì hanno decapitato due cristiani perché hanno osato dire: “Perché ci perseguitate? Noi siamo civili”. Allora li hanno uccisi, per dare una lezione a tutti. Lunedì invece hanno ucciso un siro-ortodosso di 15 anni, un assiro di 25 anni e un armeno-cattolico sulla trentina. Cinque persone in tutto.
Quanti villaggi sono sotto il controllo dell’Isis? Non abbiamo notizie certe. All’inizio hanno preso due villaggi ma poi gli altri si sono svuotati dei loro abitanti, quindi non lo sappiamo con certezza. Ci vogliono testimoni per affermare certe cose e ancora io non li ho.
Vi sentite abbandonati dall’Occidente? Purtroppo l’Occidente continua ad aiutare i terroristi e nessuno parla di quello che succede qui. Che scandalo! Che porcheria! Per noi nessuno fa niente. Ringraziamo gli organismi internazionali che ci danno aiuto, come il World Food Program. Ma voi cosa fate? Lasciate che questa gente attacchi i cristiani. Che cosa ci rimane ormai? Almeno fate qualcosa, almeno scrivete quello che sta accadendo. Bisogna dire le cose come stanno.

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