Fonte: Journal-neo.org

http://www.controinformazione.info

20 luglio 2015

 

L’ondata di propaganda preannuncia l’invasione della Siria

di Tony Cartalucci

Traduzione di Anacronista

 

Pochi giorni fa è stato riportato come i politici statunitensi firmarono e datarono un progetto per l’invasione e l’occupazione della Siria da parte degli USA. Il piano, così come presentato dall’Istituto Brookings, pensatoio che aveva già elaborato piani per l’invasione e l’occupazione dell’Iraq, prevede di occupare le regioni di confine della Siria con forze speciali statunitensi, per poi giustificare una zona di non sorvolo estesa a tutto il paese nel caso le forze siriane cercassero di riprendere tali “zone sicure”.

Le “zone sicure” sarebbero usate da vari fronti terroristici, che il Brookings ammette essere legati ad Al Qaeda, per fuggire all’aviazione siriana e lanciare attacchi penetrando più profondamente nel territorio. Lo scopo finale è la balcanizzazione della Siria in stati vassalli inefficaci, che gli USA potrebbero poi cucire insieme in un regime subordinato.

 

E’ stato anche riportato che questa cospirazione firmata e datata per invadere, occupare e distruggere la Siria sarebbe stata accompagnata da una diffusa propaganda mirata a far credere che lo scopo di tale linea programmatica sia la “sconfitta” del cosiddetto “Stato Islamico” (ISIS). In realtà, centinaia di camion provenienti dal territorio turco attraversano ogni giorno il confine con la Siria diretti al territorio dell’ISIS, senza trovare alcuna opposizione, per mantenere il fronte terrorista ben equipaggiato e armato, oltre che rifornito di combattenti freschi.

E’ chiaro che gli statunitensi, i britannici e gli altri alleati regionali che effettuano attacchi aerei sull’ISIS in Siria sono pienamente consapevoli del fatto che, qualsiasi danno infliggano, questo viene rapidamente assorbito dalla corrente logistica che essi permettono, anzi assicurano. Gli USA e i paesi NATO coinvolti non hanno provato in alcun modo a tagliare prima le linee di rifornimento dell’ISIS, obiettivo elementare e necessario se si vuole fermarlo davvero.

 

La propaganda comincia

Si può dimostrare che il documento del Brookings si sta ora manifestando attraverso gli argomenti usati dai media occidentali. Spiega il Guardian nell’articolo: “Perché attacchi aerei britannici in Siria sarebbero inutili”:

“Lo scopo del ministro della Difesa Michael Fallon è solo di estendere gli obiettivi della RAF ad un’area più vasta? Se, d’altra parte, egli ha un piano segreto per trasformare la strategia della coalizione in qualcosa di più ambizioso, forse ce lo dovrebbe dire. La Siria non ha bisogno di bombe. Ciò che le manca sono forze terrestri appropriate che possano espellere e distruggere l’ISIS, protette dall’esercito della coalizione. E’ possibile un approccio più aggressivo. Esso necessiterebbe della guida americana, di radicali cambiamenti nel programma di addestramento ed equipaggiamento dei ribelli siriani, e di supporto aereo più diretto nelle loro battaglie. Alla fine, ciò porterebbe inevitabilmente i ribelli ad un maggiore contatto con il regime di Assad. Tale approccio probabilmente non sopravviverà al vaglio del parlamento.”

Fallon non ha un “piano segreto”, le forze speciali statunitensi e britanniche stanno già operando in Siria insieme ai militanti terroristi. Il “piano segreto” di fatto è ora pubblicato sul sito dell’Istituto Brookings e prevede l’occupazione del territorio siriano con forze speciali occidentali a supporto di questi “ribelli siriani” che si ammette essere legati direttamente ad Al Qaeda.

Menzionare le difficoltà che tale strategia incontrerà in parlamento serve ad aumentare il supporto dell’opinione pubblica per un maggiore coinvolgimento, a seguito degli attacchi dell’ISIS in Tunisia, dove sono stati presi di mira, menomati e uccisi soprattutto turisti britannici. Gli attacchi in Francia, e un’altra ondata di video contenenti esecuzioni apertamente sensazionalistiche, sembrano quasi essere fatti apposta per fornire all’Occidente il pretesto perfetto per far passare un’aggressione militare altrimenti ingiustificabile contro la Siria.

Il pezzo del Guardian, accuratamente articolato, è solo il primo in quella che sarà una campagna di propaganda mirata a giustificare l’invasione e l’occupazione del territorio siriano, in un’operazione militare graduale intesa a far scivolare inconsapevolmente il pubblico occidentale in un’ennesima guerra lunga e costosa. Tutte le persone almeno parzialmente coscienti, spera l’Occidente, si convinceranno che l’ISIS è un motivo perfettamente giustificabile per intraprendere questa avventura militare premeditata.

 

Realizzato appieno il piano USA del 2007 per usare Al Qaeda

Occorre ripetere che, già nel 2007, sotto l’amministrazione del presidente George Bush, venne riportato che gli Stati Uniti, l’Arabia Saudita, Israele e altri alleati regionali pianificavano di finanziare, armare e supportare un vasto fronte terrorista affiliato ad Al Qaeda per muovere una guerra per procura contro l’Iran, la Siria ed Hezbollah.

Seymour Hersh, giornalista vincitore del premio Pulitzer, affermava esplicitamente: (newyorker.com)

“Per indebolire l’Iran, principalmente sciita, l’amministrazione Bush ha deciso di riconfigurare le sue priorità in Medio Oriente. In Libano, l’amministrazione ha collaborato con il governo saudita, sunnita, in operazioni clandestine intese ad indebolire Hezbollah, l’organizzazione sciita supportata dall’Iran. Gli USA hanno partecipato anche ad operazioni clandestine contro l’Iran e l’alleata Siria. Una conseguenza di queste attività è stato il rafforzamento di gruppi sunniti estremisti che sposano una visione militante dell’Islam e sono ostili all’America e simpatizzanti di Al Qaeda.”

E’ chiaro che questa cospirazione premeditata e documentata è stata implementata appieno, manifestandosi sotto la veste dello “Stato Islamico”, evidentemente usato sia come forza militare per procura, con la quale muovere guerra ai nemici dell’Occidente, sia come pretesto per giustificare le aggressioni militari occidentali nel mondo. Esso sta venendo usato anche per mantenere il pugno di ferro all’interno dei paesi, tramite uno stato di polizia sempre più orwelliano, giustificato per “combattere la minaccia del terrorismo”.

Come suggerito da altri, l’Occidente sta inoltre promuovendo intenzionalmente una strategia della tensione per dividere la popolazione mondiale in due campi opposti: da una parte coloro che appoggiano il neo-liberismo occidentale, dall’altra quanti supportano i metodi dell’ISIS e le loro ideologie. Tutti gli altri nel mezzo vengono appositamente marginalizzati dai media occidentali, e perfino in quelli alternativi l’infiltrazione cognitiva aiuta a zittire le voci della ragione e ad accelerare questo conflitto globale.

In definitiva, è da aspettarselo che gli imperi usino agenti e perfino nemici fabbricati appositamente. Purtroppo, a differenza degli imperi di un tempo, le armi e tecnologie disponibili oggigiorno hanno effetti così devastanti e ad ampio raggio, che pochi scamperanno.

Denunciare sia l’aggressione militare dell’Occidente che il fatto che i nemici dai quali afferma di “difendere” il mondo sono mostri da esso stesso intenzionalmente creati, ed esporre i meriti di un mondo multipolare dove le avventure militari a migliaia di miglia dalle proprie coste vengono considerate intollerabili crimini contro l’umanità, è un buon primo passo per disarmare questa nuova ondata di bellicosità che si insinua verso i malconci confini siriani.

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