The Guardian

20/08/2015

 

Terribili attacchi in Siria che passano inosservati

di Kareem Shaheen

Traduzione e sintesi di Claudia Avolio

 

"Le vittime non sono forse sempre esseri umani? O vite diverse hanno anche un valore diverso?", si chiede un attivista di Douma, città colpita nei raid

 

Domenica scorsa la città di Douma, nei sobborghi di Damasco, è stata presa di mira da attacchi aerei da parte del governo siriano che hanno colpito il mercato principale ed altri obiettivi civili. Più di 100 persone sono rimaste uccise ed oltre 500 ferite, in una città che soffre già di scarsità di cibo e medicine. “Vista la catastrofe umanitaria, noi come comitato locale della città dichiariamo Douma una zona disastrata in linea con gli standard internazionali, umanitari e delle Nazioni Unite,” così si legge in una nota diffusa in rete dal comitato.

La nota ha fatto appello alla comunità internazionale perché vengano applicate le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e si esercitino pressioni sul regime di Bashar al-Assad per porre fine agli attacchi a danno dei civili, permettere alla Croce Rossa l’accesso alle città sotto assedio per fornire assistenza umanitaria ed aprire corridoi umanitari. “Douma è sotto assedio da prima degli ultimi massacri,” dice Osama Nassar, attivista locale, “Non si trovano i beni di prima necessità né forniture mediche di base. Quello che si trova è comunque caro”.

Il governo siriano ha continuato a colpire Douma e le aree circostanti nella Ghouta orientale con attacchi aerei. Si stima che 125 mila famiglie vivano oggi sotto l’assedio imposto dallo stesso regime quando l’area è caduta sotto il controllo dell’opposizione oltre due anni fa. Douma, la città più popolata della Ghouta orientale, si trova vicino al luogo colpito dagli attacchi col gas sarin nel 2013 per i quali il regime di Assad è stato ampiamente accusato e che hanno quasi scatenato attacchi aerei da parte americana.

Il comitato locale della città ha detto che dei 550 feriti negli attacchi di domenica scorsa il 40 percento sono bambini e che molte delle persone uccise si erano radunate al mercato per comprare cibo per le loro famiglie. Da parte di Human Rights Watch, è giunto il commento di Nadim Houry che in una nota ha detto: “Bombardare un mercato pieno di clienti e venditori in pieno giorno mostra lo spaventoso disprezzo da parte del governo siriano rispetto ai civili”.

Tra gli attivisti di Douma si parla del fatto che la comunità internazionale si è concentrata altrove, preoccupandosi di Daesh (ISIS), la sua avanzata e le sue atrocità nel resto della Siria. “La gente della Ghouta è furiosa perché c’è un doppio standard,” ha detto l’attivista Yasser Doumani dopo i recenti attacchi aerei, “C’è silenzio quando Douma o la Ghouta in generale divengono teatro dei peggiori crimini tra omicidi ed incenerimento delle persone”.

“Alla gente sembra strano che il mondo abbia reagito al crimine perpetrato dai terroristi di Daesh quando hanno bruciato il pilota giordano se poi non sentiamo alcuna condanna quando la gente della Ghouta viene uccisa in ogni modo,” ha aggiunto, chiedendosi: “Le vittime non sono forse esseri umani in entrambi i casi? O vite diverse hanno anche un valore diverso?”.

 


Kareem Shaheen è un reporter che si occupa di Medio Oriente e vive a Beirut.

 

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