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04/11/2015

 

Damasco respinge l’idea di un “periodo di transizione” che preveda la rimozione di Assad

 

Da Teheran il vice-ministro degli esteri siriano dice che il processo di transizione esiste “solo nei pensieri di coloro che non vivono nella realtà … Il popolo siriano ha confermato che non ci sono alternative alle leadership del presidente Assad. E’ stato eletto presidente da una larga maggioranza”.

Damasco respinge l’idea di un “periodo di transizione” che preveda la rimozione del presidente Bashar al-Assad, come proposto dai Paesi occidentali. In tal senso si è espresso ieri il vice-ministro degli esteri siriano, Faisal Mekdad, nel corso  di una visita che sta compiendo in Iran.

La presa di posizione, diffusa ieri dalla televisione statale siriana, appare significativa in quanto pronunciata dal Paese che ha l’alleanza più stretta con il regime di Damasco e rappresenta la prima reazione ufficiale del governo all’ipotesi posta sul tavolo dei colloqui che coinvolgono le opposte fazioni della guerra civile in atto e i loro sostenitori, compresi Russia, Usa, Arabia Saudita e lo stesso Iran.

“Noi – ha detto Mekdad – stiamo parlando di un dialogo nazionale in Siria, di un governo allargato e di un processo costituzionale. Non stiamo parlando di quello che viene definito un processo di transizione” che esiste “solo nei pensieri di coloro che non vivono nella realtà”.

“E’ anche importante – ha aggiunto – il fatto che il popolo siriano ha confermato che non ci sono alternative alle leadership del presidente Assad. E’ stato eletto presidente dalla larga maggioranza del popolo siriano attraverso elezioni democratiche e trasparenti e tutti debbono rispettare il sistema costituzionale siriano”.

Mekdad ha anche dichiarato che il suo Paese non ha ricevuto alcuna notizia ufficiale di un incontro con i membri dell’opposizione, del quale un funzionario russo aveva parlato la settimana scorsa.