Asharq al-Awsat

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16 novembre 2015

 

L’accordo dei “cinque grandi” a Vienna

Traduzione e sintesi di Alice Bondì

 

A gennaio i negoziati fra l’opposizione e il regime siriano e un governo di transizione entro 6 mesi, ma ancora disaccordo sulle sorti di Assad

 

Sabato 14 novembre, alla conferenza di Vienna sulla Siria, i delegati di 17 Stati, così come i rappresentanti dell’Unione Europea e della Lega Araba, hanno concordato un calendario che prevede dei negoziati tra il regime siriano e l’opposizione, la formazione di un governo di transizione in sei mesi e l’indizione di elezioni presidenziali entro 18 mesi, precedute dalla proclamazione di un cessate-il-fuoco. Rimane comunque in stallo le decisione per le sorti del presidente Bashar al-Assad.

Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha detto che i colloqui di Vienna hanno riguardato i piani di revisione per far partecipare Assad nei negoziati costruttivi nel quadro di una soluzione politica. In conferenza stampa con il suo omologo russo Sergei Lavrov, ha poi aggiunto: “Siamo stati informati dai nostri partner che è pronta una delegazione per affrontare seriamente la questione e per avviare dei veri negoziati”. Ha infine rivelato che i “cinque grandi”, cioè i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, hanno accettato di emettere una decisione a favore di un cessate il fuoco in Siria.

D’altra parte, durante una conferenza stampa con Kerry e con il delegato internazionale per la Siria, Staffan de Mistura, il ministro degli Esteri russo Lavrov ha ribadito le posizioni espresse dalla Russia a sostegno del regime siriano, riferendosi al fatto che “vi è un crescente consenso tra le potenze internazionali sulla necessità di un’azione comune per affrontare Daesh”. Lavrov ha quindi sostenuto: “È chiaro che ciò che è accaduto nella capitale francese, dove gli attacchi terroristici sono costati la vita a più di 128 persone, ha rafforzato le posizioni di Mosca”.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri saudita, Adel al-Jubeir, ha ribadito la posizione di Riyad a proposito del presidente siriano, rivolgendosi così ai giornalisti a margine dei colloqui: “Noi continueremo a sostenere il processo politico che porterà alla rimozione di Assad, oppure continueremo a sostenere l’opposizione siriana finché il presidente siriano non verrà rimosso con la forza”.

Il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha menzionato il raggiungimento di una road map specifica sulla Siria: “Abbiamo concordato sulla necessità che questo processo di transizione dovrà essere completato entro 18 mesi: il primo incontro tra il regime e i rappresentanti dell’opposizione siriana deve avvenire entro i primi di gennaio. Il nostro auspicio è che venga raggiunto un cessate il fuoco entro tale data […] Siamo consapevoli delle difficoltà, ma siamo determinati nel trovare una soluzione […] Anche se sembra ancora inverosimile, tutte le parti si sono riunite intorno al tavolo”.

 

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