Fonte: Russia Insider

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Mag 14, 2016

 

Ucraina e Siria hanno reso la NATO più inutile che mai

di  Dmitri Evstafiev

Traduzione di Manuel de Silva

 

Il rapporto tra Mosca e la NATO, che è andato deteriorandosi da molto tempo prima che si manifestasse il “perno della Crimea”, continua ad essere l’elemento cruciale in un rapporto più ampio tra l’Occidente e la Russia. Le dichiarazioni rilasciate ai media da parte di alcuni dei leaders occidentali lo  rendono ancora peggiore. Di recente, il comandante NATO di nuova nomina, Curtis Scaparrotti, ha dichiarato l’alleanza è pronta a combattere in Russia. Tuttavia, il suo predecessore, Filippo Breedlove, era verbalmente anche più aggressivo, e il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, non mostra alcun ritegno quando si tratta di propaganda.

 

Recenti dichiarazioni di leaders della NATO suonano non solo isteriche, ma anche piuttosto impotenti. Naturalmente non stiamo affermando che l’alleanza non ha nulla da opporre alla Russia. La NATO è la più grande organizzazione militare e politica dei tempi moderni, e sarebbe inutile e addirittura dannoso volerlo negare.

 

Tuttavia il fatto eclatante è che la NATO si trova ormai ai margini della politica globale.

Nel corso degli ultimi due anni, ci sono state molte situazioni in cui l’Alleanza avrebbe potuto giocare un ruolo fondamentale, positivo o destabilizzante, ma non lo ha fatto. La guerra civile in Ucraina, l’aggravarsi della situazione in Iraq, la Siria, la diffusione dell’ISIS in Libia, a poche centinaia di chilometri dall’Europa, la rinnovata ed interminabile guerra civile in Afghanistan.

Infine, c’era stata una situazione win-win per la NATO: l’instabilità nel Mediterraneo, la criminalità transfrontaliera, l’immigrazione clandestina e l’esodo dei rifugiati. Si sarebbero potute contrastare quelle minacce di basso livello e se ne era tanto parlato nel 1990. Tuttavia, non si è riusciti ancora una volta ad ottenere risultati e, di conseguenza, l’onnipresente Frau Merkel ha voluto piantare nella testa degli europei l’idea di un esercito europeo che, qualora fosse attuata, renderebbe priva di significato la NATO.

 

Perché questo è accaduto?

Da un lato, l’influenza degli Stati Uniti nella NATO è spudoratamente enorme anche rispetto all’Europa. D’altra parte, l’attività dell’alleanza è così burocratizzata e politicizzata che può risolvere solo piccoli problemi e soltanto se gli Stati Uniti sono coinvolti direttamente. A parte questo, la NATO sta diventando un soggetto politico/militare e di informazioni a cui risulta difficile mantenere il suo posto nel sistema di sicurezza europea.

 

Ecco perché nel Baltico i politici ucraini sono accolti calorosamente nella NATO: si parla incessantemente dell’alleanza, dal momento che questa è un importante prova della loro esistenza. Sembra che senza questi isterismi ricorrenti, la NATO dovrebbe in realtà lasciare il suo programma globale. Essi vogliono andare avanti, almeno nei termini della propaganda.

 

Non c’è niente di buono su questo. La NATO è il più grande sistema politico/burocratico/mediatico che sia mai esistito. Ed è una grande comunità di persone i cui alti stipendi garantiscono agli stessi funzionari il loro valore personalmente. E’ un’ingenuità pensare che avrebbero accettato di abbandonare l’ultimo basamento del processo di integrazione militare e politica europea senza fare resistenza.

Anche se l’alleanza è attualmente solo marginale, i suoi membri si sono abituati ad una escalation della ‘Major League’ della politica mondiale, e il loro stile di comunicazione e l’orientamento politico stanno cambiando di conseguenza.

 

Quindi, quando si parla di “un dialogo con la NATO”, dobbiamo tenere a mente che l’unico modo per avere un dialogo significativo con l’alleanza attuale è quello di essere consapevoli che questa non è più guidata dai più grandi nomi della politica atlantica che hanno mantenuto in segreto i fili delle discussioni politiche.

 

La Russia dovrebbe respingere l’idea che ha avuto dal 1990, che era meglio avere la sicurezza in Europa con la NATO che senza. Forse era effettivamente il caso di farne a meno per un pò. Ma abbiamo vissuto in un mondo nuovo per un lungo periodo di tempo, un mondo di instabilità quantistica e di guerre ibride, in cui l’Alleanza non è riuscita a dimostrare se stessa ed è improbabile che lo facciano.

 

La realtà è che la situazione in Europa sarà definita da due fattori contraddittori: da un lato, il ritorno ai problemi di sicurezza, come base principale per i rapporti tra la maggior parte degli Stati europei e la Russia. Triste ma vero. D’altra parte, la frammentazione dello spazio di sicurezza corrente e la creazione di un nuovo spazio in un’Europa dall’Atlantico agli Urali.

 

Questa idea è ancora probabilmente da studiare, ma la cosa più interessante è che un livello relativamente elevato di sicurezza e di stabilità politica appare proprio nelle zone controllate dalla Russia, anche con la forza. Ad esempio, in Crimea, l’Ossezia del Sud e Abkhazia.

 

La Russia ha fatto del suo meglio per mantenere la’indivisibilità della sicurezza in Europa. Non è colpa della Russia che questa sicurezza, in parte grazie alla NATO, si sia rivelata divisibile, non solo politicamente, ma anche geograficamente. La Russia non può e non deve assumersi l’onere di ripristinare questa indivisibilità, promuovendo la NATO con il ritorno alla Major League. Questo è ciò che l’alleanza vorrebbe, a costo di coinvolgere un confronto militare diretto con la Russia, anche se questo significa trasformare alcuni dei suoi territori in “zone quasi in prima linea” cosa vantaggiosa per le élite di un certo numero di stati in bancarotta.

 

Dobbiamo essere pronti ad accettare un nuovo regime di sicurezza in Europa e prendere parte attiva nella creazione di nuove istituzioni, che non passerà molto tempo a venire. Dovremmo essere pronti a riconoscere che la NATO può improvvisamente cessare di essere l’unico partner con cui discutere di questi problemi.

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