Fonte: SakerItalia

Land Destroyer Report

New Eastern Outlook

11 Luglio 2016

http://www.ariannaeditrice.it/

27/07/2016

 

 

NATO: mentire fino alla nuova Operazione Barbarossa

di Tony Cartalucci

Traduzione di Raffaele Ucci

 

Nonostante le affermazioni fatte nel corso del vertice della NATO di Varsavia 2016, che la NATO “rimane una fonte fondamentale di sicurezza per il nostro popolo, e stabilità per il resto del mondo”, è chiaro che le minacce e le sfide che la NATO pone in quanto pronta a confrontarsi sono in realtà minacce provenienti da essa, di creazione intenzionale e perpetuazione continuata.

Dalla crisi dei rifugiati in atto innescata da interventi militari della NATO estesi in tutto il mondo e in corso, invasioni e occupazioni, alla sua continua espansione lungo i confini della Russia – violando ogni convenzione e “norma” che esisteva durante la Guerra Fredda per mantenerla “fredda”, la NATO ha dimostrato che per le popolazioni verso le quali si atteggia a protettrice è per esse, in realtà, la minaccia più grande.

In particolare, il vertice di Varsavia, Polonia, è stato incentrato sull’espansione della presenza militare della NATO lungo i confini della Russia, in particolare nei paesi baltici di Estonia, Lettonia e Lituania, oltre che nella stessa Polonia.

Il vertice ha anche trattato l’attuale coinvolgimento della NATO in Afghanistan e in Iraq, due nazioni molto lontane dagli stati atlantici che l’alleanza è stata in teoria fondata per proteggere, sarebbe comico se le conseguenze della loro vasta ingerenza non fossero così gravi.

 

Belligeranza contro equilibrio

la pace e la stabilità globale vengono debolmente mantenute attraverso un attenta opera di bilanciamento fra centri di potere in conflitto. Il racconto della storia umana è quello di questo bilanciamento che viene eseguito.

La Seconda Guerra Mondiale, che ha lasciato spazio all’attuale ordine internazionale in cui viviamo, è nata a causa di un fallimento fondamentale nel mantenere questo equilibrio.

Forse l’aspetto più problematico della genesi della Seconda Guerra Mondiale, è stato il rafforzamento militare tedesco lungo i confini allora Unione Sovietica, descritto da Berlino all’epoca come un mezzo di difesa collettiva per l’Europa, mentre in realtà era un preludio ad un’invasione su vasta scala conosciuta ora come “Operazione Barbarossa”. È problematico soprattutto perché la NATO sta attualmente radunando le sue forze quasi esattamente nelle stesse zone e quasi esattamente allo stesso modo in cui la Germania Nazista lo ha fatto nel 1930.

Quando le forze tedesche sconfinarono in Russia il 22 giugno 1941, un potenziale equilibrio di potere inteso a salvaguardare la Germania e il resto d’Europa contro la percepita minaccia Sovietica si trasformò in una guerra che devastò l’Europa e la Russia.

La successiva Guerra Fredda è un esempio di equilibrio di potere che viene compiuto per la maggior parte con successo. Tuttavia, nonostante molte comuni idee errate per quanto riguarda la Guerra Fredda, la mera esistenza di arsenali nucleari opposti e il concetto della mutua distruzione assicurata non sono i motivi per i quali è stato mantenuto l’equilibrio.

Invece, l’equilibrio è stato mantenuto da un immenso telaio, faticosamente costruito da entrambi i leader americani e sovietici, al prezzo dell’ego, dell’orgoglio, e degli interessi di entrambe le nazioni e ha coinvolto tutto, dagli accordi sulla militarizzazione dello spazio, a quelli per la composizione e la distribuzione dei loro arsenali nucleari, e perfino quelli riguardo ai sistemi di difesa destinati alla protezione contro i primi attacchi nucleari.

Ci sono stati anche accordi concordati specifici e complessi riguardo al dispiegamento di truppe lungo i confini di ogni rispettivo centro di potere, inclusi i confini delle nazioni che esistevano all’interno delle loro sfere di influenza.

Era chiaro durante la Guerra Fredda che sia Washington che Mosca facevano a gara per espandere la loro rispettiva influenza sul resto del mondo, con conseguenti guerre per procura in tutto il mondo, dal Medio Oriente al Sud America e dall’Africa all’Asia in uno scontro a “bassa intensità” – collegato ad una guerra nucleare – per ottenere il sopravvento.

Prima e sulla scia del crollo dell’Unione Sovietica, i tentacoli dell’influenza occidentale finalmente prevalsero, e raggiunsero in profondità la stessa Russia, erodendo non solo le istituzioni e la sovranità nazionale della Russia, ma sconvolgendo anche l’equilibrio di potere globale che esisteva già da decenni dopo la Seconda Guerra Mondiale.

È stato solo durante l’ascesa del presidente russo Vladimir Putin che questa tendenza si è invertita ed è riemerso qualcosa di simile ad un equilibrio globale.

Era chiaro che durante i primi anni 2000, qualsiasi progresso avevano fatto gli Stati Uniti per smantellare i rimanenti ostacoli Sovietici alla loro altrimenti illimitata brama di egemonia mondiale, avrebbe dovuto avere termine, e avrebbe dovuto essere istituito un nuovo telaio simile a quello della Guerra Fredda per ospitare le potenze mondiali, tra le quali l’emergente Federazione Russa.

Ma questo non è quello che è successo.

 

Il nuovo assembramento

Invece, sotto l’amministrazione del presidente degli Stati Uniti George Bush e sotto quella del presidente Barack Obama, il Trattato anti missili balistici (Trattato ABM o ABMT) è stato unilateralmente ritirato dagli Stati Uniti.

Inoltre, gli Stati Uniti – a partire dagli anni 1990 e continuando fino ad oggi come si è visto in Ucraina – hanno finanziato e sostenuto diversi colpi di stato politici in tutta l’Europa orientale con il pretesto della “promozione della democrazia”, installando stati clienti lungo i confini della Russia. I tentativi di minare e rovesciare i governi continuano in nazioni come Bielorussia e Azerbaigian, così come negli stati centroasiatici di Turkmenistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan.

Le nazioni rovesciate con successo e cooptate da Washington sono state sistematicamente rivolte contro la Russia economicamente, politicamente e militarmente. Queste nazioni si sono quasi immediatamente piegate all’alleanza militare della NATO. Nel 2008, ad esempio, il regime cliente degli Stati Uniti in Georgia avrebbe invaso la repubblica sostenuta dalla Russia della Ossezia del Sud, scatenando una risposta russa su vasta scala in quello che molti credono sia stato un tentativo della NATO per testare la determinazione russa. Ricorda le giostre geopolitiche Nazi-Sovietiche in Finlandia prima che cominciasse l’Operazione Barbarossa.

Anche l’Ucraina, rovesciata da un colpo di stato spalleggiato dalla NATO nel 2013-2014, ha preso una posizione ostile alla Russia, e ancora una volta l’aggressione militare occidentale, che cerca di usare l’Ucraina come un vettore attraverso il quale colpire più in profondità la Russia è un replica diretta di eventi che si sono svolti durante la Seconda Guerra Mondiale.

La storia della NATO post-Guerra Fredda è stato una storia di confronto, non di promozione della sicurezza o della stabilità.

Invece di lavorare ad un nuovo telaio per stabilire la stabilità globale attraverso il riconoscimento di un nuovo equilibrio di potere emergente tra Oriente e Occidente, la NATO ha cercato di “fare a gara” in un tentativo sconsiderato di espandere la propria influenza il più in lungo e in largo possibile prima che questo equilibrio di potere si stabilisse attraverso le realtà della forza militare, politica ed economica.

Sembra che la NATO stia perfino contemplando la destabilizzazione e il rovesciamento dell’ordine politico nella stessa Mosca con i tentativi di favorire il terrorismo nelle regioni meridionali della Russia attraverso massicci conflitti appoggiati dalla NATO in Siria, Iraq e in Afghanistan, così come il finanziamento e il sostegno di fronti politici ostili in tutta la Russia.

 

Un gradiente di equilibrio contro una nuova Guerra Fredda

La Guerra Fredda è stata caratterizzata da due centri distinti di potere con poco spazio perché le nazioni si imbarcassero in qualcosa di simile a una sfera di influenza intermedia.

Oggi, in modo molto facile, può essere stabilito un gradiente di equilibrio tra Nord America, Europa, Russia e Asia – dove i migliori benefici del trattare l’uno con l’altro potrebbero essere goduti da tutti. Gli unici requisiti sarebbero, primo, permettere all’Europa di sviluppare una politica estera che rifletta al meglio gli interessi dei propri governi, delle persone, e dell’industria, e in secondo luogo, la capacità di Washington, Londra e Bruxelles di abbandonare i loro progetti irrealistici verso l’egemonia globale e optare invece per un più realistico equilibrio di potere multipolare.

La NATO preclude tutto questo – di fatto costringe l’Europa ad un gioco a perdere con la Russia, proprio come aveva fatto durante la Guerra Fredda.

L’Europa deve affrontare molte minacce. Ma nessuna di loro proviene dalla Russia. È invasa da profughi in fuga dalle guerre della NATO. Sta attraversando l’instabilità in paesi come l’Ucraina, il cui ordine politico è stato rovesciato dalla violenza politica spalleggiata dalla NATO. E l’Europa è afflitta dalle irresponsabili, sconsiderate azioni dei potenziali membri della NATO come la Georgia, gestiti da regimi incompetenti installati da e per i migliori interessi di Washington, e non per la stabilità e gli interessi a lungo termine dei cittadini europei.

La leadership europea non ha chiaramente dimostrato alcun interesse a riconoscere queste realtà. Spetterà agli Europei stessi chiedere una più razionale presa di distanza dalle varie strategie della tensione volutamente manipolatorie che la NATO ha creato, e un rapporto più sensibile e indipendente con il mondo al di là dell’alleanza atlantica.

C’è stato un gran parlare di abbandono dell’Unione Europea da parte della Gran Bretagna. Forse è giunto il momento per l’Unione Europea di abbandonare la lunga e corrosiva influenza degli interessi e delle istituzioni Anglo-Americane.

Fino ad allora, i cittadini europei dovrebbero studiare attentamente le lezioni della storia sull’espansione aggressiva verso i confini della Russia, le bugie sulle quali si basava tale espansione, e le conseguenze che quelle bugie hanno avuto sulla sicurezza e la stabilità dell’Europa, quando finalmente sono venute alla luce attraverso il dispiegarsi della congiura che erano state progettate per offuscare.

La ruota della storia gira non perché le nostre mani sono su di essa, facendola girare, ma perché la nostra apatia e ignoranza hanno impedito alle nostre mani di fermarla.

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