Originale: Dispatches From The Edge

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5 maggio 2016

 

Stuzzicare l’orso: la NATO e la  Russia

di Conn Hallinan

Traduzione di Maria Chiara Starace

 

“Aggressiva”, “revanscista”, “fanfarone”: questi sono soltanto alcuni degli aggettivi che la stampa tradizionale e i massimi personaggi politici europei stanno inserendo con regolarità prima delle parole “Russia”, o “Vladimir Putin.” E’ un lessico che la maggior parte degli americani non avevano visto o sentito fin dal momento culminante della Guerra Fredda.

La domanda è: perché?

La Russia è realmente una minaccia militare per gli Stati Uniti e per i suoi vicini? Sta seriamente tentando di vendicarsi del crollo dell’Unione Sovietica del 1989? Sta attivamente ricostruendo il vecchi impero sovietico? Le risposte a queste domande sono fondamentali, dato che è la prima volta fin dalla crisi dei missili cubani del 1962, che varie potenze fornite di armi nucleari, sono sull’orlo di un conflitto militare con meno protezioni rispetto a quelle esistenti 50 anni fa.

Considerate i seguenti avvenimenti:

La Turchia, membro della NATO, abbatte un aereo da guerra russo.

I bombardieri russi a arrivano a circa 9 m. da un cacciatorpediniere  statunitense con a bordo dei missili e un areo da caccia russo fa un avvitamento  su un aereo americano da sorveglianza. Vari senatori americani chiedono una reazione militare in caso di simili  “incontri” in futuro.

La NATO e gli Stati Uniti cominciano a impiegare tre brigate combattenti – circa 14.000 soldati e il loro equipaggiamento in diversi paesi che confinano con la Russia, e Washington ha più che quadruplicato le sue spese militari nella regione.

I funzionari del Dipartimento di Stato americano accusano la Russia di “smantellare” gli accordi per il controllo delle armi, mentre Mosca accusa che Washington sta perseguendo vari programmi di destabilizzazione delle armi.

Sia la NATO che la Russia hanno compiuto grandi giochi di guerra sui loro reciproci confini e ne programmano altri in futuro, malgrado il fatto che il molto rispettabile ELN (European Leadership Network – (è un gruppo europeo di esperti di difesa e sicurezza, n.d.t.) – avverta che le manovre stanno creando “sfiducia.”

Nel pauroso periodo successivo alla crisi dei missili di Cuba, le più importanti potenze nucleari stabilirono delle regole fondamentali per evitare la possibilità di una guerra nucleare, compresa la cosiddetta “linea calda” tra Washington e Mosca. Dato, però, che la minaccia di un olocausto nucleare si era affievolita, molte di quelle protezioni si sono lasciate cadere, creando quello che l’ELN chiama “una situazione pericolosa.”

Secondo un recente rapporto dell’ELN, fin da marzo dello scorso anno ci sono stati circa 60 incidenti che avevano “la possibilità di innescare una crisi importante tra uno stato che possiede armi nucleari e un’alleanza con armi nucleari.” Il rapporto avverte che “Attualmente non c’è alcun accordo tra la NATO e la Russia sul modo di gestire “incontri” militarti ravvicinati.”

Questi accordi esistono davvero, ma sono bilaterali e non comprendono la maggior parte dei membri dell’alleanza. Su 28 membri della NATO, 11 hanno i memorandum in cui si dice come evitare l’escalation militare in mare, ma soltanto gli Stati Uniti, il Canada e la Grecia hanno quelli che si chiamano accordi per “Prevenire attività militari pericolose” (DMA – Dangerous Military Activities) che coprono la terra e anche l’acqua. In ogni caso, non esistono accordi del genere con l’Alleanza NATO nel suo complesso.

La mancanza di simili accordi è stata nettamente dimostrata nello scontro tra un velivolo  russo e uno statunitense. L’incidente avvenne a meno di 70 miglia al largo Baltiysk, sede della Flotta russa sul Mar Baltico, e provocò un’ allarmante discussione al Comitato del Senato per le Forze  Armate tra il Senatore John McCain, il Democratico Joe Donnelly e il Generale statunitense Curtis Scaparrotti, che presto assumerà il ruolo di comandante delle forze statunitensi in Europa.

McCain:Può sembrare un poco difficile,  ma dovremmo fare un annuncio ai russi che se mettono in pericolo  uomini e donne a bordo di navi della Marina, faremo un’azione appropriata?”

Scaparotti: “Si, si dovrebbe rendere noto.”

Donnelly: “C’è un momento… in cui diciamo loro abbastanza in anticipo: la prossima volta non finirà bene per voi?”

Scaparotti: “Dovremmo coinvolgerli e chiarire che cosa è accettabile: una volta che glielo abbiamo reso noto, dobbiamo attuarlo.”

Secondo gli americani, il  volo radente  russo era stato “aggressivo.” Per i russi, il fatto che le forze militari statunitensi fossero arrivate  a uno sputo dalla loro Flotta baltica è proprio la definizione di “aggressive”. Che cosa sarebbe successo se qualcuno a bordo del cacciatorpediniere fosse stato preso dal panico e avesse abbattuto l’aereo? I russi avrebbe reagito con un missile anti-nave? Gli Stati Uniti avrebbero  reagito    e invocato l’articolo 5 del Trattato della NATO, portando gli altri 27 membri nella mischia? Di fronte al potere congiunto della NATO i russi, sentendo in pericolo la loro sopravvivenza, avrebbero considerato l’idea di usare un’arma nucleare a corto raggio? Gli Stati Uniti avrebbero poi tentato di eliminare i missili nucleari di Mosca con il loro nuovo  veicolo ipersonico Glide.  Quello, a sua volta, avrebbe contribuito alla gelida logica termonucleare: usare le vostre bombe atomiche o perderle?

Inverosimile? Sfortunatamente no, per nulla. Il mondo era arrivato a pochi minuti da una guerra nucleare durante la crisi dei missili cubani e, come ha dimostrato il ricercatore Eric Schlosser nel suo libro: “Comando e controllo,” gli Stati Uniti vi arrivarono angosciosamente vicino per caso almeno  altre  due volte.

Uno dei problemi della guerra nucleare è che è quasi impossibile da immaginare. Il potere distruttivo delle armi attuali non ha nulla in comune con le piccole bombe che hanno ridotto in cenere Hiroshima e Nagasaki, quindi l’esperienza non serve molto da guida. Basti sapere che soltanto una piccola porzione delle armi nucleari metterebbe fine alla civiltà in assoluto e una guerra nucleare generale potrebbe probabilmente estinguere la vita umana.

Con  questo esito almeno nel regno della possibilità, diventa essenziale fare un passo indietro e cercare di vedere il mondo attraverso gli occhi di un altro.

La Russia è davvero un pericolo per gli Stati Uniti e per i loro vicini? La NATO indica come esempi di “aggressione russa” la guerra della Russia on la Georgia nel 2008 e il suo intervento del 2014 nell’Ucraina orientale.

Ma da Mosca le cose appaiono molto diverse.

Nel 1990, il Segretario di Stato americano, James Baker e il Cancelliere tedesco Helmut Kohl, promisero all’allora premier russo Mikhail Gorbaciov, che  la NATO non si sarebbe spostata verso est, non avrebbe reclutato gli ex membri dell’alleanza militare del blocco orientale, cioè il Patto di Varsavia. Nel 1995 la NATO aveva  “arruolato” i membri del Patto:  Romania, Ungheria Polonia,  Repubblica Ceca, Lettonia, Lituania, Estonia, Bulgaria, Slovacchia, e ha aggiunto il Montenegro quest’anno. Attualmente si sta considerando la Georgia e c’è una spinta a portare a bordo l’Ucraina. Secondo la prospettiva di Mosca la NATO non si sta soltanto spostando a est, ma sta circondando la Russia.

“Non penso che molte persone capiscano il modo viscerale con cui la Russia considera la NATO e l’Unione Europea come una minaccia esistenziale,” dice l’Ammiraglio statunitense Mark Ferguson, comandante delle forze navali americane in Europa.

La maggior parte dei membri della NATO non ha alcun interesse a iniziare una lotta con la Russia, ma altri sembrano pensare che non sarebbe una cattiva idea. Il 15 aprile, Witold Waszczykowski, ministro degli Esteri del governo di destra della Polonia, ha detto ai giornalisti che la Russia è “più pericolosa dello Stato Islamico,” perché Mosca è “una minaccia esistenziale per l’Europa.” Il ministro ha fatto i suoi commenti a una conferenza della NATO in cui si è discusso dello schieramento di una brigata corazzata statunitense al confine orientale della Polonia.

La Russia si sta sottraendo agli accordi sul controllo delle  armi? L’accusa viene fuori dal fatto che Mosca ha rifiutato di considerare di tagliare altre sue armi nucleari, sta boicottando i colloqui sul nucleare, sta schierando missili nucleari a raggio intermedio e si sta tirando indietro da un accordo sulle armi convenzionali. Ma, di nuovo, Mosca vede tutto questo in maniera molto diversa.

Dal punto di vista di Mosca, gli Stati Uniti stanno continuando a estendere la loro rete  di sistemi anti-missili in Europa e in Asia, cosa che i russi considerano una minaccia alla loro forza nucleare (e anche la Cina). E nei limiti del “rifiutarsi” quelli che hanno buttato via il Trattato per i missili anti balistici, sono gli americani, non la Russia.

Gli Stati Uniti stanno anche riversando miliardi di dollari nella “modernizzazione” delle loro armi nucleari. Propongono anche di usare dei missili balistici intercontinentali (ICBM)   per trasportare testate convenzionali (se ne vedete arrivare    come sapete che non è un’arma nucleare?), e stanno progettando di impiegare veicoli glide ad alta velocità che permetteranno loro di colpire obiettivi in tutto il mondo con precisione devastante. E dato che la NATO sta rimpolpando le sue forze e marciando verso est, perché i russi dovrebbero legarsi a un trattato per le armi convenzionali?

E che dire della conquista della Crimea da parte della Russia? Secondo il  Dipartimento di Stato americano  ridisegnare i confini europei  non è accettabile nel XXI secolo – a meno che non  si tratti del Kosovo  che si separa dalla Serbia sotto l’ombrello della potenza aerea della NATO, nel qual caso ve bene. I residenti di entrambe le regioni hanno votato in grande maggioranza per la separazione.

La Georgia? I georgiani, stupidamente la hanno iniziata.

Ma se la Russia non è una minaccia, allora perché la campagna di denigrazione, le dannose sanzioni economiche, e le azioni militari provocatorie?

Prima cosa, è il periodo delle notizie più frivole, connesse alle  elezioni americane – e stuzzicare l’orso è un modo facile di sembrare “duri.” E’ anche una tattica collaudata e reale dell’industria americana degli armamenti quella mantenere le linee della produzione in attività e le loro righe dei bilanci in aumento. Lo Stato Islamico incute timore, ma per combatterlo non sono necessari sistemi di armi  costosi. Gli F-35 che costano 1, 5 trilioni di dollari sono per i russi, non per i terroristi.

Ci sono anche coloro che sognano ancora il cambiamento di regime in Russia. Certamente questa cosa era nella mente dei neoconservatori quando usavano la National Endowment for Democracy  (Sovvenzione Nazionale per la Democrazia (fondazione quasi governativa creata dall’amministrazione Reagan nel 1983, n.d.t.) e la Freedom House ( Casa della libertà , organizzazione internazionale finanziata dalla  precedente) per progettare – al costo di 5 miliardi – il colpo di stato che ha fatto cadere l’Ucraina nel campo della NATO. Alla banda del Nuovo secolo americano e ai  suoi esperti che  hanno portato a voi Afghanistan, Iraq, Libia e Siria—piacerebbe  eliminare l’influenza  russa dall’Asia Centrale.

L’aspetto più spaventoso dell’attuale tensione tra Est e Ovest, è che non c’è praticamente nessuna discussione sull’argomento, e quando c’è consiste in gran parte di storia distorta e di insulti ingiustificati. Vladimir Putin forse non è un brav’uomo, ma la prova   che sta cercando di ristabilire un certo impero russo, e che è una minaccia per i suoi vicini o per i suoi amici va dall’esile all’inesistente. Il discorso da lui tenuto nel 2014 al Valdai International Discussion Club è più buon senso che retorica.

Espansionista? La Russia ha due basi in Medio Oriente e una manciata in Asia Centrale. Gli Stati Uniti hanno due 662 basi in tutto il mondo e Forze Speciali (SOF) schierate in un numero di paesi compreso tra 70 e 90 in ogni momento. Gli Stati Uniti sono attivamente impegnati in 5 guerre e stanno pensando a una sesta in Libia. Le spese militari russe diminuiranno nettamente il prossimo anno, e gli Stati Uniti spenderanno più della Russia con un fattore di 10. In questo paragone chi dei due appare più minaccioso?

Ci sono molte zone in cui la collaborazione con la Russia potrebbe pagare i dividendi. Senza Mosca non  ci sarebbe alcun accordo nucleare con l’Iran; i russi, inoltre, possono svolgere un ruolo prezioso nella soluzione della guerra civile siriana. Questo a sua volta, avrebbe un effetto drammatico sui numeri di migranti che stanno cercando di arrivare in folla in Europa.

Invece, un incontro del 20 aprile tra i ministri della NATO e la Russia è finito in “profondo disaccordo”, secondo il Segretario Generale dell’organizzazione, Jens Stoltenberg. L’ambasciatore russo presso la NATO, Alexander Grushko, ha detto che il prolungato schieramento di forze armate sul suo confine rende impossibile avere un “dialogo significativo.”

Stiamo stuzzicando l’orso, uno sport che non finisce mai bene.

 


Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://zcomm.org/znet/article/baiting-the-bear-nato-and-russia

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