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26 giugno 2017

 

Hong Kong: drappo nero sul monumento dell’annessione alla Cina

 

Un drappo nero è stato posizionato da manifestanti anti-governativi sul monumento che ad Hong Kong simboleggia la restituzione della città alla Cina, a pochi giorni dall’arrivo del presidente cinese Xi Jinping per la commemorazione del ventesimo della cessione da parte della Gran Bretagna della ex colonia.
A guidare la piccola manifestazione di protesta è stato ancora una volta il giovane Joshua Wong, leader del movimento nato nel 2014 in primis con Occupy Central e la “rivolta degli ombrelli” per protestare contro la decisione presa dal Comitato permanente del Congresso del Popolo nazionale (Npc) secondo cui gli elettori sono chiamati a scegliere il responsabile esecutivo (oggi la 59enne Carrie Lam Cheng), però fra due o tre candidati individuati in una rosa di nomi approvati da Pechino, ovvero “patriottici”.
Il drappo nero è stato sistemato sulla statua a forma di fiore donata da Pechino ed eretta nel distretto di Wanchai, nel centro di Hong Kong, ed immediatamente è intervenuta la polizia per rimuoverlo, mentre i manifestanti scandivano slogan come “autodeterminazione democratica per il futuro di Hong Kong”, “un paese, due sistemi, è una menzogna da 20 anni!”. “Un paese, un sistema e mezzo”, con riferimento agli accordi intrapresi con la Gran Bretagna di garantire una serie di libertà e di diritti civili agli abitanti di Hong Kong, perlomeno fino al 2047.
Divenuta colonia britannica dopo la Prima Guerra dell’Oppio (1839-1842), Hong Kong si espanse nel 1898 fino a comprendere il perimetro della penisola di Kowloon. In base ai trattati sarebbe rimasta britannica per 99 anni, com’è stato.
Amministrata come provincia speciale, è sede di uno dei principali centri finanziari internazionali. Conta 7 mln di abitanti.

 

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